Angela Merkel: le prossime sfide di una leadership decennale

Nel Settembre 2005 Angela Merkel divenne per la prima volta Cancelliere Federale della Germania, carica equivalente del nostro Presidente del Consiglio dei Ministri. Da allora ha visto avvicendarsi ben tre governi da lei presieduti, ha incontrato novantotto diversi primi ministri europei  e affrontato le continue crisi attraversate dalla Germania e dall’Europa stessa negli ultimi dieci anni.

Proprio queste crisi ed i loro effetti sono la maggiore minaccia al potere della Cancelliera: l’arrivo di un milione di rifugiati in Germania grazie alla sua politica delle braccia aperte e l’ascesa di un’estrema destra ipercritica di queste scelte, nonchè lo stress politico generato dall’allerta terrorismo e la messa in discussione del Trattato di Schengen sembrano minacciare la sua leadership consolidata.

L’attività politica della Merkel è legata a doppio filo con la storia recente della CDU (l’Unione Cristiano-Democratica tedesca), partito di riferimento dell’elettorato di centro-destra e conservatore tedesco. Il partito ha un enorme seguito nel paese, in parte per effetto della leadership della Merkel, ed è presente anche in Europa all’interno del gruppo del Partito Popolare Europeo

CDU-Bundesparteitag

La carriera politica della Merkel inizia molto prima del 2005, quando le due Germanie erano ancora separate dalla Cortina di Ferro, precisamente nel primo movimento democratico della Germania Orientale. Entrò nel movimento nel 1989, quando nella Repubblica Democratica Tedesca iniziava il cedimento del partito unico, e ottenne la sua prima carica pubblica dopo le prime elezioni libere del 18 Marzo 1990, alle quai partecipò con il nuovo partito Risveglio Democratico.

Fece da portavoce del governo di transizione di Lothar De Maizière, destinato a durare solo fino al Novembre dello stesso 1989 per l’accelerazione del processo di riunificazione delle due Germanie. Questa posizione le valse un posto nel parlamento della Germania riunita, dove venne presa sotto la sua ala protettrice nientemeno che da Helmut Kohl, allora Cancelliere e leader della CDU.

Kohl fu il principale responsabile del decollo della carriera politica della Merkel, nonchè del suo legame strettissimo con la CDU, che la portò nei successivi 8 anni a ricoprire molte cariche ministeriali. Momento decisivo della carriera politica della Merkel è la sconfitta della CDU alle elezioni del 1998, dopo la quale Kohl tentò di lasciare il suo incarico a Schäuble ma, a seguito di scandali finanziari interni al partito che coinvolgevano il vecchio leader ed il suo successore designato, la segreteria passò invece proprio ad Angela Merkel.

Nei successivi due mandati la CDU sarà all’opposizione dei due governi dell’SPD (il Partito Social-Democratico) di Gerhard Schröder, fino all’arrivo delle famose elezioni federali del 2005. In queste elezioni la CDU si alleò con il Partito Cristiano-Democratico di Baviera (CSU) e l’alleanza battè di pochissimi voti la SPD di Schröder, il quale alla fine di una trattativa estenuante cedette in cambio di alcuni ministeri il titolo di Cancelliere alla leader avversaria. Nella mappa sono colorati in rosso i collegi in cui vinse la SPD, mentre in blu e azzurro quelli vinti dall’allenza CDU/CSU.

 

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Oltre l’incarico pubblico la Merkel ereditò dal suo predecessore la riforma del mercato del lavoro su cui baserà il resistere oltre ogni aspettativa della Germania alla crisi finanziaria del 2008. Parte del consenso e della fama di leader forte della Merkel deriva proprio dal modo, per certi versi opinabile, in cui ha affrontato i grandi avvenimenti politici ed economici che hanno animato la politica tedesca e quella Europea.

Nelle crisi delle finanze pubbliche greche interpreta il ruolo del banchiere severo, promotore dell’austerity e per nulla indulgente verso le proposte di taglio del debito, salvo poi acconsentire ad una sua ristrutturazione, anche se al prezzo di pesanti misure di austerità nella spesa pubblica. Nel conflitto ucraino interviene con un ruolo di mediatore, captando come le sanioni alla Russia stessero creando malumore politico ed economico in Germania, spingendo per la fine delle ostilità attraverso un forte pressing diplomatico sia su Putin che su Poroshenko.

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La vera sfida che la Cancelliera ha lanciato all’Europa, alla Germania ed al suo elettorato stesso è però quella sul futuro dei migranti in arrivo nel vecchio continente. La politica di apertura vero i profughi siriani è costata alla Merkel il 20% del gradimento che aveva come capo dello stato, ed ha aperto il fianco agli attacchi della destra estrema e di tutti quelli che, in maniera populista, accusano questa politica di fornire terreno fertile al terrorismo.

Dopo 10 anni consecutivi di cancellierato Angela Merkel lancia una sfida ambiziosissima verso le prossime elezioni, una sfida che detterà il prossimo futuro la Germania. Nei prossimi anni dovrà affrontare il ritorno delle centinaia di freedom-fighters che oggi combattono la guerra in Siria, contenendo l’allarme e la minaccia terroristica che porteranno con sè. La sfida a medio termine è quella invece dell’integrazione del milione di rifugiati che solo nell’ultimo anno ha raggiunto il paese, che va a sommarsi alla già enorme comunità degli stranieri del paese, con l’arduo compito parallelo di contenere il populismo che fa leva su questi eventi in arrivo dalle destre estreme e dai conservatori più intransigenti, la cui opposizione a queste politiche sta deteriorando la tenuta del governo CDU.

L’immagine di Angela Merkel nel corso della sua lunga carriera politica è passata da quella della “ragazza dell’Est” a quella di protegè di Kohl, dlla Cancelliera di Ferro (chiaro riferimento all’ iron lady Margaret Thatcher) fino alle ultime vignette satiriche in cui è rappresentata come Madre Teresa di Calcutta, ma l’immagine che davvero conterà per il proseguimento dell’era Merkel in Germania sarà l’immagine con cui uscirà dai prossimi, cruciali anni, in vista delle nuove elezioni federali dell’Agosto 2017.

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