Trudeau: rivoluzione o illusione?

Paul Krugman pochi giorni dopo le elezioni canadesi di ottobre ha affermato che, solitamente, il Canada è il luogo dove il futuro arriva prima, che sia bello o brutto. In effetti, mettendo a confronto la storia del paese con gli altri stati occidentali, sembra che questa frase sia vera. Il Canada ha avuto la crisi economica un pò prima degli altri, ha avuto un primo ministro conservatore un po’ grigio e un po’ stupido (confrontate Harper e Cameron) un po’ prima degli altri e tante altre cose. Adesso però dice Krugman sembra che il nuovo Keynes sia arrivato in Canada.Justin_Trudeau_at_the_Vancouver_LGBTQ_Pride_2015

L’economista si riferisce a Justin Trudeau, leader del Liberal Party, che nell’ottobre 2015 ha vinto le elezioni canadesi ed è diventato il nuovo premier canadese, sostituendo proprio il conservatore Stephen Harper. Dopo Harper, colui che è stato definito il leader politico più cinico e grigio della storia canadese, Trudeau è sembrato una speranza agli occhi di milioni di canadesi, in particolare giovani, che vedono in lui una spinta al cambiamento su binari diversi da tutti19432753795_234e50aa59_b

Trudeau ha 43 anni, è figlio di uno storico ex primo ministro progressista e di sinistra liberale. Ha un passato da professore e lobbista per i diritti umani. La sua vita e la sua famiglia ha reso tutti dei “trudomani”durante la campagna elettorale, costruita a pennello per un uomo affabile e carismatico come Trudeau. Il racconto della sua vita che lo dipinge come il perfetto esempio di canadese moderato e riformista, pronto a cambiare il mondo con calma e pazienza, ha colpito i canadesi nel cuore e gli ha permesso di raggiungere una popolarità pazzesca. ( Per tutti i curiosi ho messo dei link in fondo alla pagina per fare capire cos’è stata questa campagna elettorale)

Ma Come ha fatto quest’uomo a diventare così popolare? La situazione politica, il suo carattere e il sistema elettorale hanno molto aiutato. Fondamentalmente il sistema politico canadese si basa su tre partiti nazionali storici(il Conservative Party of Canada, il Liberal Party e il New Democratic Party) e un partito regionale (Il Bloc Québécois), che è il partito dei nazionalisti del Quebec. In queste ultime elezioni è successo qualcosa di strano, già che succeda qualcosa nelle elezioni del Canada è una notizia, ma questa volta è successo qualcosa di più. Di solito i tre partiti nazionali si contendono il 90% dei voti, con i conservatori e i democratici al 35% e il resto ai liberali.

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Uno dei manifesti elettorali di Trudeau che rappresenta l’ex primo ministro Stephen Harper

Questa volta la situazione è cambiata i liberali hanno guadagnato la maggioranza dei seggi in Parlamento con quasi il 40%, lasciando i conservatori al 31% e i democratici al 19%. Le cause di questo cambiamento sono fondamentalmente tre.

  1. La prima causa è Trudeau stesso, che è riuscito a riportare idee fresche nel panorama canadese. Inoltre il suo strapotere mediatico è fuori controllo, durante le elezioni tutti parlavano di lui.
  2. La seconda è il livello di antipatia e odio che i canadesi avevano covato per Stephen Harper, leader dei conservatori.
  3. La terza causa è il suicidio politico del leader del New Democratic Party, Tom Mulcair, che ha deciso che, nonostante il suo partito fosse a sei mesi dalle elezioni il più gradito dai sondaggi, bisognava cambiare strada e spostare le proprie politiche verso destra, cercando di diventare un novello Matteo Renzi.

Trudeau ha semplicemente dovuto essere se stesso davanti alle telecamere, seguire la strada del padre, ex primo ministro progressista degli anni 60, e ha vinto le elezioni. Questa è la cronaca delle elezioni ma il governo Trudeau adesso,che ha appena compiuto 100 giorni di vita, sta veramente cambiando il Canada o è solo l’ennesima illusione da campagna elettorale?

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Harjit Saijan

La prima promessa da mantenere era quella di costruire un gabinetto che fosse rappresentativo del Canada, con il 50% del membri di genere femminile. Questa promessa è diventata realtà, il primo ministro ha infatti creato un governo composto per metà da donne. Non solo, il governo è inoltre formato  da due ministri che provengono dagli indigeni del Canada, una canadese musulmana figlia di una rifugiata afgana e 4 membri del gabinetto provengono dalla comunità Sikh del Canada, tra cui Harjit Sajjan, che è il ministro della difesa. Sui ruoli chiave dell’economia canadese, il governo Trudeau non soddisfa in pieno la richiesta di cambiamento. Il ministro delle finanze è Bill Morneau and e il ministro del tesoro è Scott Brison. Morneau era, in passato, un donatore del partito conservatore e l’ex presidente di una fondazione finanziaria, il C.D. Howe institute, vicina ai grandi nomi della finanze. Brison invece è stato eletto per la prima volta con i conservatori e ha anche cercato di diventare leader del partito conservatore.

Riguardo ai problemi delle minoranze canadesi Trudeau sta facendo un grande lavoro, in solo cento giorni, ha promulgato numerose leggi a favore degli indiani d’America che vivono in Canada. Moltissimi di questi uomini sono stati uccisi e hanno subito violenze anche fino a pochi anni fa. Trudeau ha promesso giustizia, memoria e il riconoscimento delle colpe dello stato, dove ci sia. Se riuscirà a mettere pace su questa questione alcuni esperti canadesi affermano che “He wil save the soul of Canada

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L’economia è un punto dolente per un paese che è cresciuto in modo inspiegabile dopo la crisi, però adesso sta affrontando una durissima recessione improvvisa. Il nuovo premier ha proposto di aumentare la spesa pubblica e ha promesso che scenderanno le tasse per le classi medie e aumenteranno in modo deciso per i più ricchi. A dicembre è stato varato il pacchetto di riduzione delle tasse alla classe media ora bisognerà aspettare per capire. Dall’altra parte Trudeau supporta gli accordi che Harper aveva preso, come il TPP( Trans Pacific Partnership), che viene definito in America un “NAFTA sotto steroidi”, molti lo criticano per questo, ma neanche possiamo immaginare che rivoluzioni tutto in 100 giorni. L’economia è comunque molto influenzata dalle volontà del partito.

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Il più grande oleodotto canadese è quello che va dall’Alaska agli Stati Uniti

Il cambiamento climatico è stato un punto nevralgico del programma di Trudeau, ha persino chiamato uno dei suoi ministeri: ministero dell’ambiente e del cambiamento climatico. L’obiettivo è puntare molto sulle energie rinnovabili e incominciare a modificare i piani per i grandi oleodotti e gasdotti che corrono tra USA e Canada. Il problema però che non si è affrontato è il fracking. Nonostante Trudeau combatta questa modalità di estrazione, non ha fatto ancora niente per fermare il processo. Si è verificato anche un divertente scontro in cui Trudeau diceva di avere l’appoggio di David Suzuki, il più noto ambientalista canadese, ma lui ha risposto che non avrebbe mai appoggiato un governo liberale.

L’ultimo punto del programma è sicuramente la guerra in Siria e il problema dei rifugiati. Harper aveva portato molti aerei canadesi a combattere in Siria con la coalizione americana, Trudeau ha promesso di ritirarli, con il disdegno dei conservatori. Ha promesso che al posto degli aerei sarebbero arrivati militari in grado di addestrare le forze di sicurezza e soprattutto personale civile che avrebbe dovuto aiutare i civili: medici, infermieri. Per adesso non ha ancora agito in modo efficace, nonostante abbia ridotto il numero dei raid(A sua discolpa possiamo dire che è necessario molto tempo per porterli ritirare tutti)

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Trudeau parla con i rifugiati appena arrivati.

Avevamo capito tutti che la promessa sui rifugiati era una sparata da campagna elettorale. La promessa era che, entro dicembre 2015, il Canada avrebbe accettato 25000 rifugiati. Se pensate che lui è stato eletto in ottobre e ha preso i poteri un mese dopo era impossibile farli arrivare in solo un mese. Adesso piano piano stanno arrivano, il Canada sta accogliendo moltissimi rifugiati e il primo ministro ha anche ricevuto le prime famiglie all’aeroporto.

I primi mesi di Trudeau sono stati promettenti, ma non rivoluzionari. Il commento più diffuso tra gli analisti è “giudichiamolo tra qualche anno“. Per adesso ha ridato un’anima e un volto ad un paese che era diventato ad immagine e somiglianza del suo grigio primo ministro. Si legge in giro che il fenomeno Trudeau si spiega allo stesso modo della vittoria di Corbyn, come leader del Partito Laburista inglese, e della corsa alla casa bianca di Bernie Sanders. Anche su questo punto è necessario valutare e ragionare e sarà possibile dirlo solo tra un pò di tempo.

Approfondimenti

Per la campagna elettorale guardate questi:

https://www.liberal.ca/rt-hon-justin-trudeau/

http://indy100.independent.co.uk/article/19-reasons-why-the-world-has-fallen-in-love-with-canadas-prime-minister-justin-trudeau–Z1nJRgUCcx

Fonti dell’articolo

http://www.ctvnews.ca/politics/how-has-the-liberal-government-fared-in-the-first-100-days-1.2774556

https://www.foreignaffairs.com/articles/north-america/2015-11-18/trudeaus-first-steps

 

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