The Nauru Files: viaggio all’interno degli orrori della politica di immigrazione australiana.

Avevamo già avuto modo di parlare qualche tempo fa della politica australiana per contrastare l’immigrazione e di quanto il “No Way” Australiano si presentasse come un modello non valido e non accettabile.

Torniamo ora a parlare di Australia e di migranti a seguito della pubblicazione, avvenuta il 10 agosto, dei “Nauru Files”, da parte di un team di giornalisti australiani del The Guardian.

I Nauru Files consistono in un database di circa 2100 report concernenti violazioni di diritti umani, ai danni dei rifugiati, avvenuti nell’isola di Nauru, uno dei due maggiori centri di detenzione offshore dell’Australia, tra il 2013 ed il 2015.

L’isola, un tempo seconda per PIL pro capite al mondo, si trova oggi ad essere usata, in cambio di ingenti somme di denaro, come grande centro di detenzione dall’Australia che intende, in questo modo, fornire un deterrente per l’arrivo di rifugiati nel proprio paese.

Nauru ospita oggi, secondo un report di fine giugno, all’interno del Nauru Regional Processing Centre, circa 442 persone di cui 338 uomini, 55 donne e 49 bambini, in condizioni che rasentano i limiti dell’umanità. Il soggiorno all’interno del centro è fissato con un limite massimo di cinque anni, data oltre la quale i rifugiati dovrebbero essere ricollocati in un altro paese. Negli scorsi anni l’Australia pensava di aver trovato una soluzione a questo problema attraverso la “Cambodia Solution”, progetto che consisteva nel dirottare i rifugiati da Nauru alla Cambogia. Il piano, estremamente costoso e duramente attaccato dalla comunità internazionale, è fallito poco dopo in quanto tutti i rifugiati hanno fatto ritorno ai propri paesi di origine.

Così, il 10 agosto, un team di giornalisti australiani ha deciso di combattere la censura che vige nella piccola isola australiana (i costi per entrare nell’isola come giornalisti sono esorbitanti, le grandi organizzazioni vengono spesso ostacolate e nel 2015, con il Border Force Act, si è stabilita una sanzione per le divulgazioni non autorizzate dall’interno del centro). Si è quindi deciso di pubblicare tutti i documenti fuoriusciti dal sistema di detenzione per l’immigrazione australiano e di creare così un database interattivo a cui chiunque potesse accedere e leggere i vari report (colorati a seconda della gravità) stilati da guardie ed insegnanti all’interno del centro.

Tra questi i più frequenti riguardano l’autolesionismo, il tentato suicidio, gli abusi sessuali e gli abusi su minori seguiti da aggressioni, scioperi della fame e lesioni. I vari report sono divisi in tre categorie a seconda della gravità (critici, maggiori e minori), a cui si uniscono quelli semplicemente informativi. Essendo il centro offshore privatizzato è inoltre importante comprendere come ogni singolo report ed il livello di gravità in cui è inserito vadano letti con prudenza in quanto, spesso, si cerca di ridurre l’importanza dell’evento nel momento in cui si riporta sul foglio. Il The Guardian, a tal fine, ha fornito tutti i mezzi per poter comprendere ed interpretare a fondo ciò che si va a leggere.

Come si è già affermato, gran parte dei casi riguardano donne e bambini. Dei 2116 report, il 51.3% riguarda proprio questi ultimi. Sono infatti moltissimi i documenti in cui si riportano abusi sessuali ai danni dei più piccoli, compiuti da guardie o da altri richiedenti asilo del centro, a cui seguono sempre più tentativi di autolesionismo e pensieri di suicidio. Tra la documentazione si trova il caso di una bambina che si è cucita le labbra, un’altra che ha affermato di voler bere del veleno per poter morire. Molti sono quelli che vorrebbero tornare al proprio paese, sebbene dilaniato dalla guerra, e preferirebbero morire lì, piuttosto che nel campo. Molti altri, invece, soffrono di disturbi mentali e allucinazioni. Si contano ad oggi circa 59 aggressioni ai danni di bambini, 30 autolesionismi e 159 tentativi di autolesionismo.

La situazione delle donne non è migliore. La maggior parte si trova a dover subire abusi continui, ma la vera tragedia riguarda le donne che aspettano un bambino. A chi ha deciso di non ricorrere all’aborto, infatti, spetta partorire in Australia per poi far ritorno a Nauru, in condizioni igienico-sanitarie scarsissime. Ci sono molti i casi di madri che chiedono di poter lasciare il proprio figlio in Australia, ma già da tempo si è iniziato il trasferimento anche dei più piccoli nei centri di detenzione, nonostante fosse stato altamente sconsigliato da Save the Children, che opera nel centro.

A seguito della pubblicazione dei Nauru Files le Nazioni Unite hanno confermato la coincidenza dei report con le investigazioni già effettuate dallo stesso sull’Isola ed a ciò sono seguite pesanti accuse da parte del portavoce dell’alto commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, rivolte contro il sistema australiano di offshore.

Altrettanto pesanti sono state le accuse del ministro dell’immigrazione australiana Peter Dutton contro il The Guardian Australia, accusato di averlo diffamato, e contro Save the Children, accusata di aver sottratto documenti privati per darli ai giornalisti del The Guardian.

Il giorno stesso della pubblicazione dei Nauru Files, una nota del Department of Immigration and Border Protection, affermava e ribadiva il supporto del governo australiano a quello di Nauru nel provvedere alla salute, al benessere e alla sicurezza di tutte le persone trasferite e dei rifugiati presenti a Nauru.

Il primo ministro Malcolm Turnbull continua a sostenere la politica di immigrazione Australiana come un modello efficace e non ha ancora dato risposte concrete all’evidenza dei report pubblicati dal The Guardian.

Il secondo esperimento che vede Nauru come un’isola di detenzione (il primo ci fu dal 2001 al 2007) è iniziato nel 2012 ed è stato, con cura, tenuto segreto e taciuto, almeno fino ad oggi. Per quanti anni ancora chi fugge dalla paura, dalla morte e dalla miseria dovrà subire un simile trattamento? Quante altre denunce da parte della comunità internazionale dovranno arrivare prima che si decida di fare qualcosa?

Documentazione completa dei Nauru Files sul The Guardian e cartina interattiva di tutti i report dal 2013 al 2015:

https://www.theguardian.com/australia-news/ng-interactive/2016/aug/10/the-nauru-files-the-lives-of-asylum-seekers-in-detention-detailed-in-a-unique-database-interactive

https://www.theguardian.com/world/2015/jun/11/immigration-department-defied-advice-not-to-transfer-babies-back-to-nauru

https://www.theguardian.com/news/2016/aug/10/i-want-death-nauru-files-chronicle-despair-of-asylum-seeker-children

https://www.theguardian.com/news/2016/aug/10/explainer-how-to-read-and-interpret-the-nauru-files

https://www.theguardian.com/world/2016/aug/10/a-short-history-of-nauru-australias-dumping-ground-for-refugees

https://www.theguardian.com/australia-news/gallery/2016/aug/10/twelve-of-the-most-harrowing-accounts-from-the-nauru-files-in-pictures

https://www.theguardian.com/australia-news/2016/aug/10/the-nauru-files-2000-leaked-reports-reveal-scale-of-abuse-of-children-in-australian-offshore-detention

Ulteriori approfondimenti e fonti:

What Will Happen to Australia’s Detained Asylum Seekers?

Time for Australia to Rethink Its Asylum Policy

http://www.independent.co.uk/news/world/australasia/australias-a555m-cambodia-solution-settles-just-four-refugees-in-the-impoverished-asian-country-10298372.htmlhttp://www.liberopensiero.eu/2016/09/13/diritti-umani-immigrazione-australia/

http://www.aljazeera.com/news/2016/10/children-life-threatening-conditions-nauru-161007111530316.html


Articoli e focus delle organizzazioni internazionali:

http://www.un.org/apps/news/story.asp?NewsID=54669#.V_8zK1elgb1

https://www.amnesty.org/en/latest/news/2016/08/australia-abuse-neglect-of-refugees-on-nauru/

https://www.hrw.org/asia/nauru

http://www.savethechildren.org/site/apps/nlnet/content2.aspx?c=8rKLIXMGIpI4E&b=9357115&ct=14917467&notoc=1

http://www.amnesty.it/australia-abusi-spaventosi-abbandono-di-rifugiati-a-nauru

Documenti governativi e legislazione:

http://newsroom.border.gov.au/releases/the-nauru-files

Australian Border Force Act 2015: https://www.legislation.gov.au/Details/C2016C00650

Regional Processing Centre Guideline:

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