Panama: passato e futuro dello Stato del Canale

La Repubblica di Panama deve la sua importanza nella politica internazionale alla sua posizione geografica, che fin dalla costruzione del famoso canale tra Atlantico e Pacifico ne ha fatto un nodo importantissimo del commercio globale. A questa infrastruttura, secondo alcuni, Panama non deve solo la sua ricchezza, ma la sua stessa esistenza come stato indipendente.

Panama è uno stato poco più esteso dell’Irlanda, abitato da 3,6 milioni di persone e situato tra l’America Centrale e quella Meridionale, che si estende sulla lingua di terra più sottile che divide gli oceani che bagnano il continente. Il paese è povero di risorse naturali ma ha saputo sfruttare al meglio il suo particolarissimo territorio.

La Repubblica deve infatti il 10% della sua intera economia al Canale navigabile che porta il suo nome e in tempi successivi alla sua costruzione, anche grazie alle cospicue rendite prodotte da esso,  ha sviluppato un forte settore del terziario avanzato e della finanza (per la cui condotta è ritenuta un paradiso fiscale), che rappresenta un ulteriore 70% del reddito nazionale.

Da quando l’infrastruttura fu inaugurata nel 1914 il commercio globale ha subìto una piccola rivoluzione, tanto che questa rappresenta ancora oggi una delle vie marittime più importanti e trafficate del mondo. La storia dietro il progetto è però molto complessa e legata a doppio filo con l’esistenza stessa della Repubblica, non solo alla sua economia.

Physical location map of Panama.


Panama al tempo della costruzione del canale era una provincia della Colombia
, da poco nata dopo la fine del colonialismo spagnolo in Sudamerica e allora tanto estesa da comprendere anche gli attuali Equador e Venezuela. Già da quel periodo a Panama covava un risoluto movimento separatista, che tenterà di ottenere l’indipendenza per tutto il XIX secolo. A dare l’impulso decisivo a questa lotta sarà proprio la costruzione del Canale, e gli interessi che gravitavano attorno ad esso.

La costruzione del Canale di Panama fu iniziata nel 1881 da una compagnia francese, che però abbandonò presto il progetto a causa della sua bancarotta. Agli inizi del 1900 il governo Roosevelt intuì l’importanza strategica che avrebbe avuto il Canale nel futuro, soprattutto visto lo sviluppo rapidissimo che la California viveva durante quegli anni, quindi Washington acquistò le terre e i macchinari francesi, procedendo poi a negoziare i permessi di costruzione con la Colombia.

Questo accordo, il Trattato Hay-Herràn, non venne però ratificato dalla Colombia e a quel punto gli Stati Uniti forzarono la situazione: Roosevelt assicurò agli insorti panamensi piena assistenza militare nella loro lotta per l’indipendenza, che infatti venne dichiarata nel 1903, con le truppe colombiane che sarebbero dovute intervenire minacciate apertamente dalla cannoniera USS Nashville.

Panama, stato, repubblica, canale, usa, stati uniti, francia, colombia, gran colombia, indipendenza, paradiso fiscale, guerra, trattati, hay, carter, commercio, geografia, strategia, ame
La “Gran Colombia” nel 1824 e nel 1890

Ottenuta l’indipendenza il nuovo governo nazionale firmò immediatamente il famoso Trattato Hay – Bunau-Varilla, che garantiva agli Stati Uniti non solo il permesso di costruire il Canale, ma anche la proprietà esclusiva della zona circostante la struttura e il monopolio della sua gestione. In cambio la Repubblica centroamericana otteneva la garanzia della libertà e neutralità del Canale, oltre che la sua difesa militare e una cospicua rendita monetaria.

Il successivo punto di svolta per la storia della piccola Repubblica centroamericana fu un altro trattato, l’accordo Torrijos-Carter del 1978 sottoscritto dai presidenti di Panama e Stati Uniti, che giunse al culmine di un periodo di tensione interna. La proprietà statunitense del Canale e dei terreni circostanti era vissuta con astio dalla popolazione, tanto che nel 1964 esplosero delle rivolte contro gli americani, organizzate da attivisti che dopo la Crisi di Suez del 1956 premevano affinchè il Canale fosse nazionalizzato come il suo omologo egiziano. Resisi conto dell’insostenibilità della situazione, gli Stati Uniti iniziarono le trattative per rinegoziare lo status dell’infrastruttura.

Queste subirono un enorme rallentamento determinato dall’incertezza politica che regnava nella Repubblica: il Presidente che conduceva la trattativa perse le elezioni del 1967 a pochi mesi dalla firma del trattato e il suo successore venne deposto da un colpo di stato militare dello stesso Torrijos in breve tempo. La trattativa passò quindi in secondo piano anche per via della complessità  che la Guerra Fredda raggunse in America Latina in quegli anni, per poi concludersi solo 10 anni dopo.

Con questi accordi gli Stati Uniti si impegnavano ad abbandonare il controllo del Canale nel 1979, rimanendo però i garanti della difesa e della non interferenza nella neutralità della gestione dell’infrastruttura, mentre dal 1999 queste responsabilità sarebbero passate al governo panamense, a quel punto pieno porprietario e gestore del passaggio.

Panama, stato, repubblica, canale, usa, stati uniti, francia, colombia, gran colombia, indipendenza, paradiso fiscale, guerra, trattati, hay, carter, commercio, geografia, suez, strategia, geopolitica,.jpg

L’importanza che questa via d’acqua ha ricoperto dalla sua inaugurazione è  simboleggiato dal fatto che il suo nome venga usato per categorizzare le navi, identificate in base al fatto che siano o meno in grado di attraversare il suo sistema di chiuse in base alle loro dimensioni. Queste navi sono diventate via via obsolete per le loro dimensioni ormai insufficienti e per mantenere la sua centralità l’ACP, l’autorità amministratrice del Canale, ha varato un grande progetto di ampliamento dell’infrastruttura da 5 miliardi di dollari, conclusosi nell’estate 2016.

L’ampliamento ha infatti reso possibile il passaggio non solo alle navi cosiddette Panamax, le più grandi fino ad allora in grado di passare e in grado di trasportare 5.ooo container TEU, ma ora anche alle Neo-Panamaxes, che ne possono trasportarne fino a 13.000. Esistono anche navi ancora più grandi, ma la maggior parte della flotta mercantile globale è ora di nuovo in grado di attraversare il canale.

L’aumento delle tariffe per il passaggio e l’insufficienza dell’infrastruttura per le navi più grandi (le più redditizie), aveva fatto considerare ad alcuni investitori l’ipotesi di inviare le loro merci utilizzando dei trasporti ibridi navali e terrestri, con il passaggio dall’Atlantico al Pacifico compiuto attraverso strade e ferrovie attraverso il Centroamerica. Queste vie alternative, note come landbridges, erano state individuate in Nicaragua, in Messico e in Colombia, e il loro futuro sviluppo oggi è probabilmente compromesso o quanto meno rimandato.

Panama, stato, repubblica, canale, ,usa, stati uniti, francia, colombia, gran colombia, indipendenza, paradiso fiscale, guerra, trattati, hay, carter, commercio, geografia, suez, strateg

L’ampliamento del canale potrebbe avere un effetto secondario oltre quello di arricchire ulteriormente l’autorità che gestisce il Canale e di conseguenza le casse pubbliche panamensi: potenziare il traffico marittimo tra l’Asia e la Costa Altantica degli Stati Uniti. Se prima infatti le merci trasportate dalle Neo-Panamaxes dovevano per forza compiere il passaggio da un Oceano all’altro via terra attraverso gli Stati Uniti, adesso possono passare direttamente via mare, magari procedendo poi per l’Europa o altri paesi affacciati sull’Atlantico.

L’ampliamento ha permesso a Panama di rimanere il punto di passaggio più efficiente per superare il continente americano e mantenere la sua centralità nei traffici globali, sebbene stia emergendo un nuovo motivo di preoccupazione per l’ACP: la congestione. Nel futuro a dare nuovo impulso alla ricerca di una via complementare al Canale potrebbe infatti contribuire il raggiungimento del pieno utilizzo del canale in termini logistici, che già oggi lavora ad un ritmo serratissimo per permettere il passaggio a tutti coloro che ne fanno richiesta.

Panama, stato, repubblica, canale, usa, stati uniti, francia, colombia, gran colombia, indipendenza, paradiso fiscale, guerra, trattati, hay, carter, commercio, geografia, strategia, ampliamento, geopolitica,.jpg

Prevedere quale futuro aspetta Panama è un’operazone complessa, ma non impossibile. A determinarlo, in ogni caso, sarà ancora una volta la straordinaria posizione strategica della Repubblica, oltre la sua rinnovata e ritrovata centralità nel commercio mondiale.
Dopo l’ampliamento del Canale il governo prevede di incassare da esso 1,4 miliardi di dollari nel 2017, un balzo in avanti del 36%  rispetto all’anno precedente, e anche il settore turistico sembra destinato a svilupparsi negli anni futuri. La crescita rapidissima del paese al momento è inarrestabile ma rischia di lasciare irrisolte alcune importanti questioni, rischiose per il futuro della Repubblica.

Se nulla (o quasi) può infatti modificare la geografia, questo non vale per la finanza e dopo lo scandalo dei Panama Papers, che confermano l’attività del paese come paradiso fiscale, potrebbe innescarsi una richiesta di regole più ferree per il settore e nei confronti dei grandi attori economici che sfruttano queste anomalie legislative. Il paese soffrirebbe enormemente da azioni di questo tipo ma provvedimenti del genere sembrano ancora tristemente lontani: merci e capitali da tutto il mondo confluiranno a Panama ancora per molto tempo.

Panama, stato, repubblica, canale, usa, stati uniti, francia, colombia, gran colombia, indipendenza, paradiso fiscale, guerra, trattati, hay, carter, commercio, geografia, strategia, geo

 

Fonti e Approfondimenti:

http://www.economist.com/news/business/21700657-what-expansion-panamas-waterway-means-world-trade-wider-impact

https://history.state.gov/milestones/1977-1980/panama-canal

http://web.stanford.edu/class/e297c/war_peace/americas/hpanama.html

https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/geos/pm.html

http://avalon.law.yale.edu/20th_century/pan001.asp

http://www.pancanal.com/eng/op/tariff/index.html

http://www.focus-economics.com/countries/panama

http://logisticsportal.iadb.org/node/4212?language=en

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...