Brexit: in gioco c’è anche il futuro di Gibilterra

Traduzione articolo The Guardian: “Gibraltar’s future at stake in Brexit negotiations”, di Daniel Boffey, Sam Jones, Rowena Mason and Jon Henley, del 1 aprile 2017.

L’Ue non si sovrapporrà alla Spagna nelle controversie commerciali o riguardanti la sovranità sul territorio britannico d’Oltremare.

Il documento che contiene le linee-guida sulla Brexit risveglia vecchie tensioni e infiamma l’eterna controversia tra Madrid e Londra sul territorio d’Oltremare, mettendo a repentaglio il futuro di Gibilterra.

In seguito a pressioni esercitate da diplomatici spagnoli, infatti, l’Ue, alla vigilia delle trattative che definiranno la Brexit, pone il Governo inglese davanti ad una scelta: giungere ad un accordo sul futuro di Gibilterra con gli Spagnoli oppure esporre i cittadini del “Peñón” ad un grave pericolo economico, escludendo letteralmente la Rocca da ogni accordo commerciale tra Europa e Regno Unito.

Il nostro compito è quello di rappresentare i nostri Stati membri e questo vuol dire stare dalla parte della Spagna” affermano fonti autorevoli della Commissione. Il 96 % dei cittadini di Gibilterra, territorio che la Spagna ha tentato di reclamare almeno da quando è stato ceduto alla Gran Bretagna nel 1713, si è schierato a favore della permanenza nell’Unione europea.

L’annuncio si apprende alla fine di un documento di nove pagine consegnato venerdì dal Presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ai 27 Stati Membri, nel quale vengono delineate le linee-guida per le trattative che definiranno l’uscita del Regno Unito dall’Ue.

ixecpqgq
Donald Tusk, Presidente del Consiglio Europeo

Tali linee guida, che dovranno essere successivamente approvate durante il summit dei 27 leader europei, che si svolgerà ad aprile, escludono l’inizio dei negoziati in materia di futuri rapporti tra l’Unione europea e il Regno Unito fino a che non saranno stati raggiunti “significativi progressi” per quanto concerne l’accordo sul disegno di legge governativo per l’avvio alla procedura di uscita del Regno Unito, la salvaguardia dei diritti dei cittadini e la questione del confine irlandese.

Nella bozza si afferma, inoltre, che nessun futuro patto commerciale potrà essere formalizzato prima della definitiva uscita del Regno Unito dal blocco comunitario, e si sottolinea che i regolamenti esistenti, inclusa la giurisdizione della Corte di Giustizia dell’Unione europea, devono essere applicati durante ogni accordo di transizione. Si respinge, infine, ogni eventualità di accordi sui singoli capitoli, in quanto comprometterebbero l’integrità del Mercato Unico.

La clausola, che ha suscitato tanto scalpore, offre, infatti, alla Spagna la possibilità di escludere Gibilterra da ogni futuro accordo commerciale che sarà stipulato tra l’Ue e il Regno Unito, nel caso in cui non ritenga soddisfacente lo status del territorio, asserendo che «quando il Regno Unito lascerà l’Unione, nessun accordo tra Ue e UK si potrà applicare al territorio di Gibilterra senza un’intesa tra la Spagna e Londra». In sostanza ciò significa che, se Londra non vuole che i cittadini risiedenti sulla Rocca siano soggetti ad un futuro economico di livello inferiore rispetto agli abitanti del Regno Unito, l’Unione europea ha in realtà offerto alla Spagna il diritto di veto su tutte le future relazioni tra l’Inghilterra e il blocco comunitario.

Una fonte britannica, esperta di trattative Ue, afferma che la clausola in questione è del tutto singolare in quanto decreta l’assenza della sovranità totale del Regno Unito su Gibilterra e fornisce alla Spagna di gran lunga più voce in capitolo sul futuro dell’enclave rispetto a quanto il Governo inglese avrebbe mai voluto accettare.

Un’ulteriore fonte inglese, esperta di politiche inerenti sia all’Unione Europea che alla Casa Bianca, ha riportato che a Downing Street non si sono sorpresi di trovare riferimenti a Gibilterra nel documento presentato da Tusk, in quanto la Spagna, molto probabilmente, avrebbe avanzato in ogni caso tale rivendicazione, ma suggerisce che il tema sia stato trattato con toni minatori.

Il Governo di Gibilterra si è lamentato di essere stato “vergognosamente tagliato fuori”, ricevendo un trattamento scorretto da parte del Consiglio europeo a beneficio della Spagna.

cebelitarc4b1k-zete

“Questo tentativo ingiustificato, inaccettabile e del tutto inutile di tagliare fuori Gibilterra e i suoi cittadini è stata una prevedibile macchinazione spagnola, che i cittadini della penisola avevano già pronosticato ed è proprio a tal proposito che si sono schierati nettamente a favore della permanenza nell’Unione.” È ciò che ha affermato il Primo Ministro di Gibilterra, Fabian Picardo.

È un vergognoso tentativo da parte della Spagna di manipolare il Consiglio europeo in favore soltanto dei propri e unici interessi politici. La fase Brexit è già di per sé abbastanza complicata senza che la Spagna cerchi di complicarla ulteriormente”

Clare Moody, membro gibilterrino del Parlamento europeo, sostiene che il Primo Ministro britannico, Theresa May, ha commesso una grave mancanza nel non citare Gibilterra all’interno della lettera che ha attivato l’articolo 50, con la quale è stata comunicata la volontà del Regno Unito di uscire dall’Unione Europea, dando, così, coraggio alla Spagna e lasciando, inoltre, intendere che a Londra la Rocca non sta poi così a cuore come la Scozia o l’Irlanda del Nord.

La Moody, che rappresenta Gibilterra all’interno del Parlamento dal 2014, ha affermato:è orribile, ed è un esempio lampante della negligenza con cui il Governo sta complessivamente gestendo questi negoziati.”

Da Londra, Bob Neill, deputato del partito conservatore, ha dichiarato che “nel Regno Unito, gli amici di Gibilterra stanno osservando con molta attenzione ciò che sta accadendo. Gibilterra non è in vendita.”

Andrew Rosindell, vice presidente del gruppo misto del territorio d’Oltremare, sostiene che “un accordo che non includa Gibilterra significa non giungere ad alcun accordo. Il popolo britannico deve rimanere e rimarrà unito, non possiamo farci intimorire dalla Spagna.”

Sul fronte spagnolo, Esteban González Pons, vice presidente del Partito Popolare Europeo, ha dichiarato al giornale “El País” che il mancato riferimento a Gibilterra da parte della Premier inglese nella lettera di mercoledì ha un “significato particolare”, aggiungendo che tale omissione è dovuta al fatto che “Gibilterra non è parte del Regno Unito; è una colonia, proprio come Sant’Elena”.

Fonti del suo partito, vicine al Governo spagnolo, hanno asserito che “tale omissione è un segno positivo perché preannuncia buone notizie, ovvero che si è giunti alla consapevolezza che Gibilterra è una questione che dovrà essere negoziata bilateralmente in futuro; un negoziato che dovrà avere luogo soltanto tra Spagna e UK.”

Fonti del Governo britannico, invece, evidenziano i commenti espressi dalla May mercoledì presso la Camera dei Comuni, dove è stato affermato che “Il Regno Unito è assolutamente risoluto nell’assicurare il proprio appoggio a Gibilterra, ai suoi abitanti e alla sua economia”.

getty_20170301185734_22366523

Il Primo Ministro ha dichiarato “ci siamo sempre fermamente impegnati nel non intraprendere accordi tramite i quali gli abitanti di Gibilterra sarebbero passati, contro la propria volontà, sotto la sovranità di un altro Stato, o nel non avviare operazioni di negoziazione, inerenti alla sovranità in questione, le quali non sarebbero state fonti di soddisfazione per la Rocca.”

La lettera di notifica dell’Articolo 50 aveva lo scopo di “notificare”, appunto, “la nostra uscita dall’Unione europea”, ha affermato la Premier inglese, “Gibilterra non è un membro a parte dell’Ue, e non è neanche parte del Regno Unito per le leggi dell’Unione, ma è chiaro che è coinvolta nelle trattative relative alla nostra uscita dal blocco comunitario.”

Venerdì, il Ministro degli esteri inglese, Boris Johnson, ha scritto su Facebook di aver telefonato a Picardo per assicurare “che il Regno Unito resta implacabile e graniticamente impegnato nell’appoggio a Gibilterra. Come il nostro Primo Ministro ha affermato ad inizio settimana, è chiaro che Gibilterra è coinvolta nelle trattative relative alla nostra uscita dall’Ue ed è per questo che ci siamo concretamente impegnati per coinvolgerla nel lavoro che stiamo facendo.”

Invece che ambire alla sovranità o almeno ad una forma di co-sovranità sul territorio, un obiettivo più realistico da parte della Spagna potrebbe essere quello di tentare di privare la Rocca del proprio aeroporto e di modificare l’attuale imposta sul reddito della società gestrice che al momento è pari al 10%.

Tim Farron, leader dei liberaldemocratici, ha dichiarato che la May ha fatto un “enorme errore strategico” nel non menzionare Gibilterra nella lettera presentata per attivare l’articolo 50. “Gibilterra non deve essere punita da questo Governo al solo scopo di rendere ancora più ostica la Brexit.”

È stato affermato che i rimanenti 27 Stati membri si aspettavano tale clausola già dall’avvio delle trattative tra UK e Ue a fine maggio, inizio giugno.

“Il documento parla chiaro” dicono dal Consiglio “ogni possibile estensione dell’accordo [in seguito all’uscita del Regno Unito] a Gibilterra, ovvero a un territorio contestato, richiederà il plauso della Spagna. La Spagna dovrà approvare l’applicabilità di qualsiasi futuro accordo per il territorio di Gibilterra. Si riconosce, quindi, che l’enclave è oggetto di una controversia tra due parti.

picardo-444102
Fabian Picardo, Primo Minisitro di Gibilterra

Si aggiunge, inoltre, in merito alla posizione dell’Unione sul caso Gibilterra: “C’è una differenza sostanziale. In seguito alla notifica dell’uscita del Regno Unito, l’Unione è formata da 27 Paesi e ha il compito di rappresentare soltanto una tra le due parti coinvolte nella discussione.”

Nel giorno successivo al referendum sulla Brexit, l’allora Ministro degli esteri spagnolo, José Manuel García Margallo, aveva dichiarato che tale risultato accelerava l’arrivo del giorno in cui il vessillo spagnolo avrebbe sventolato sulla penisola.

Nonostante la sostituzione di Margallo e il tentativo dell’attuale ministro degli esteri, Alfonso Dastis, di abbassare i toni della discussione, la questione resta in agenda. È stato detto che i parlamentari e i diplomatici iberici sono rimasti entusiasti dell’omissione di Gibilterra dalla lettera presentata dalla Premier britannica.

Mercoledì, Picardo ha ribadito che il proprio governo si opporrà con forza ad ogni tentativo da parte della Spagna di usare le trattative sulla Brexit come un mezzo per guadagnare controllo su Gibilterra. “La nostra sovranità non si discute”, ha dichiarato in Parlamento. “Non saremmo né pedine né vittime della Brexit.”

 

ARTICOLO ORIGINALE:

https://www.theguardian.com/world/2017/mar/31/future-of-gibraltar-at-stake-in-brexit-negotiations?

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...