L’India di Modi e la politica estera: nuove relazioni e nuove strategie

Narendra Modi, nei suoi 3 anni di governo, ha dato un nuovo impulso alla politica estera indiana, rompendo un immobilismo che durava da molti anni. Il governo attuale sta spingendo per il rafforzamento delle vecchie relazioni politiche ed economiche e per la ricerca di nuove partnership e i primi frutti iniziano ad arrivare.

L’amministrazione attuale sembra infatti aver colto le necessità imposte dall’economia e dalla geopolitica regionale e globale, arrivando progressivamente ad una visione strategica incentrata sull’espansione delle relazioni bilaterali del paese nella regione e nel continente.

Questa strategia intende affrontare le questioni della sicurezza energetica e del futuro del commercio in Asia, oltre che potenziare la politica di rilancio dell’India come superpotenza economica industriale. Il rinnovato attivismo nelle relazioni internazionali si è concretizzato in un poderoso rilancio delle relazioni con tutti i paesi della regione, forgiando nuove alleanze e consolidando quelle storiche.

L’attività indiana in politica estera può essere divisa in tre settori principali:

India - ASEAN - Modi - strategia - politica estera - Act East - regione - Relazioni internazionali (2).jpg

Relazioni Regionali

L’impegno indiano nel rafforzamento delle relazioni con i paesi vicini è iniziato dalla South Asian Association for Regional Cooperation (SAARC), l’organizzazione intergovernativa a cui partecipano tutti i paesi dell’Asia Meridionale. Nel maggio 2014 Modi ha annunciato l’avvio di programmi finanziati dal suo paese per la costruzione di infrastrutture di trasporto e il rafforzamento delle comunicazioni digitali tra i suoi componenti.

Il progetto di Modi sta dando buoni risultati e le relazioni con molti paesi vicini non erano così buone da anni. Il Bhutan ha preso una posizione netta contro i gruppi terroristi che agivano dal suo territorio in India e lo Sri Lanka ha migliorato le relazioni diplomatiche che si erano raffreddate durante il governo autoritario di Mahinda Rajapaksa.

Organizzazioni regonali dell'Asia Meridionale


Il Bangladesh è comunque il paese con cui sono stati stabiliti più accordi
, che vanno da uno sforzo congiunto contro l’islam radicale del paese, che rischia di propagarsi nel subcontinente, alla cooperazione nella gestione dei flussi migratori tra i due paesi e alla costruzione di nuove infrastrutture di trasporto.

Il Bangladesh è infatti un paese chiave per rompere l’isolamento del Nordest dell’India, una vasta regione collegata al resto del paese solo da un minuscolo corridoio terrestre e circondata da frontiere oggi impenetrabili. I nuovi accordi permetterebbero di costruire ferrovie e strade per collegarlo al Bangladesh e, finalmente, all’area centrale del subcontinente.

L’ultimo nodo da sciogliere è quello del Pakistan, dichiaratosi ostile ai piani di Modi nella regione e in tensione crescente con Nuova Delhi a causa del riaccendersi della contesa sulla regione del Kashmir.

Northeast India Map - India - ASEAN - Modi - strategia - politica estera - Act East - regione - Relazioni internazionali (2)

Act East Policy

Per quando riguarda le relazioni con l’Asia Orientale la strategia del governo Modi è quella della “Act East Policy“, lanciata ufficialmente nel 2014 all’East Asia Summit in Myanmar. Questa nuova strategia segna un passo avanti rispetto alla ventennale “Look East Policy“, generato dalla presa di coscienza che molto è cambiato dal 1992 e, se la vecchia politica ha permesso di portare il valore degli scambi con l’ASEAN da 2 a 72 miliardi di $, è ora di rinforzare anche le relazioni bilaterali con i suoi membri.

Le relazioni tra l’India e i paesi dell’Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico si stanno ampliando e comprendono ormai forti legami sui temi della sicurezza, la politica internazionale, la cooperazione e l’antiterrorismo, oltre che dell’economia. Modi si è però spinto anche molto più a est, stringendo accordi con Corea del Sud, Mongolia e Giappone e avviando un processo per normalizzare i rapporti con la Cina, minati da tempo da alcune contese territoriali.

India - ASEAN - Modi - strategia - politica estera - Act East - regione - Relazioni internazionali
Anche le nuove partnership della “Act East Policy” rispondono in parte alla necessità di garantire nuovo sviluppo al Nordest dell’India, coinvolgendo stavolta l’altro grande paese confinante: il Myanmar. Di pari passo alla connettività tra l’area e il Bangladesh, infatti, Modi sta spingendo per la costruzione delle infrastrutture mancanti tra il Nordest e il Myanmar, la cui realizzazione è stata impedita da decenni di ostilità diplomatica. I progetti sono stati depositati e i primi cantieri hanno iniziato i lavori, e il commercio tra le due regioni sta già aumentando rapidamente.

Non stupisce inoltre il forte accento posto dall’India sulla cooperazione contro il terrorismo da attuare nella regione: un grande ostacolo allo sviluppo del Nordest è stata la presenza di gruppi armati, che ora il governo potrà gestire in un migliore quadro di relazioni.

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Htin Kyaw e Narendra Modi

Oceano Indiano

Terzo pilastro della geopolitica di Modi è il rinnovamento del ruolo del suo paese come potenza marittima nell’Oceano Indiano. L’India è infatti al centro delle rotte commerciali più trafficate al mondo ed è sempre più determinata ad avere un ruolo di primo piano nelle politiche che le riguardano. Questo obiettivo guida di fatto anche la “Act East Policy“.

Cuore pulsante del nuovo interesse marittimo indiano è il Sagarmala Project, un ambizioso programma infrastrutturale che intende modernizzare sei dei maggiori porti del paese e contemporaneamente sviluppare i trasporti e le aree industriali ad essi collegate. I nuovi complessi dovrebbero aiutare un nuovo sviluppo industriale basato sul commercio via mare, sfruttando la centralità geografica della penisola e imitando in un certo senso il vincente modello cinese.

Interessante è anche il Progetto Mausam, un programma culturale che intende rivalutare l’eredità storica condivisa tra l’India e gli antichi partner commerciali affacciati sull’Oceano Indiano. Il progetto mira alla comprensione reciproca delle culture e alla creazioni di ulteriori legami istituzionali tra i paesi interessati. Alcuni analisti individuano in questa iniziativa un tentativo di espansione del soft power indiano nella regione, forse pensato in reazione (non per forza avversariale) al ramo marittimo del progetto “One Belt, One Road” di Pechino.

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La politica estera di Modi, come abbiamo detto, risponde ad una necessità oggettiva di espandere la sfera di relazioni del suo paese, uscendo dall’inerzia e proponendosi come attore principale dell’Asia Meridionale in economia e in politica. Il quadro geopolitico del continente sta cambiando, tra l’espansionismo economico cinese, gli ormai imprevedibili Stati Uniti e lo spostamento dell’interesse russo da Washington a Pechino, ed è vitale per l’India di muoversi attivamente piuttosto che essere trasportata dallo svolgersi degli eventi.

 

Fonti e Approfondimenti:

http://thediplomat.com/2016/06/2-years-on-has-modis-act-east-policy-made-a-difference-for-india/

http://southasiamonitor.org/news/bangladesh-can-be-helpful-in-the-success-of-india-s-act-east-policy/sl/23022

http://thediplomat.com/2014/09/project-mausam-indias-answer-to-chinas-maritime-silk-road/

http://thediplomat.com/2017/05/modis-strategic-foreign-policy-vision-a-glass-half-full/

Progetto Sagarmala – http://pibphoto.nic.in/documents/rlink/2016/apr/p201641402.pdf

Progetto Mausam – http://www.indiaculture.nic.in/project-mausam

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