1917 – 2017: i cento anni dalla Rivoluzione d’Ottobre

Secondo lo storico britannico Eric Hobsbawm, “la distruzione del passato, è uno dei fenomeni più tipici e insieme più strani degli ultimi anni del Novecento”. Il 1917 in Russia segna la scomparsa dell’antica società russa e l’alba, dopo alcuni anni di disordini, di una società completamente nuova. La società zarista scomparve per sempre, e le “cannonate” della Rivoluzione (Mao Zedong) scossero non solo la Russia ma tutto il mondo.

Né europea né asiatica, la Russia costituiva già dal 1914 un mondo a parte, nonostante segnata dalle stesse tappe di sviluppo demografico, economico e industriale del vecchio continente. La società, che ha accolto la rivoluzione d’Ottobre nell’allora impero zarista, possedeva una fascia esigua di aristocratici e nobili. I primi erano grandi fondiari, che fin dal XVI secolo sono stati ridotti all’obbedienza dagli zar che si sono succeduti. Nel tempo essi hanno perso ogni interesse nei pubblici affari. Il governo russo aveva pochissimi funzionari: al di fuori dell’aristocrazia non esisteva alcun’altra élite. Nel 1861 la stessa subì un colpo pesante: lo zar Alessandro II abolì la servitù della gleba. I contadini poterono riscattare le terre. La crisi profonda che ne seguì è dovuta al totale smantellamento del tradizionale assetto sociale, che inserì la Russia nel circuito internazionale capitalistico.

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1905

La rivoluzione del 1905, che ebbe luogo a seguito della sconfitta dell’Impero Russo nella guerra Russo-Giapponese, generò il secondo profondo cambiamento: si parlò per la prima volta della divisione generale delle terre, accompagnata dalla diffusione delle dottrine dei socialisti rivoluzionari.  Nel corso di un intero anno la rivoluzione si estese al mondo rurale e a quello operaio, che prese a riunirsi in consigli rivoluzionari, i Soviet. Ebbero luogo per la prima volta le organizzazioni politiche contadine, in funzione di contrasti contro i kulak (borghesi e contadini della classe media che specularono sulla vendita delle terre sancite dalle riforme zariste).

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Nella Russia zarista del 1906, venne eletta la prima Assemblea Parlamentare. I grandi proprietari terrieri hanno cercato di imporre una nuova politica agraria con la crescente opposizione allo zar e la domanda di un regime che desse libero campo ai diversi interessi prevalenti nel Paese.

La Prima Guerra Mondiale e il 1917

Dal 1914 al 1920 la Russia visse in stato di guerra permanente. Le ostilità con l’Austria-Ungheria e la Germania iniziate in agosto del 1914 sono state interrotte solo dal trattato di Brest-Litovsk nel 1918, a cui seguirono altri anni di rivolte interne. La miseria della guerra, la fame ed il freddo portarono al punto in cui a gennaio del 1917 i piccoli assembramenti di protesta diventarono grossi scioperi. Gli operai erano la leva su cui hanno investito i militanti politici dell’epoca: il partito socialista rivoluzionario dopo la rivoluzione ebbe un ruolo politico maggiore, con la partecipazione di uno dei suoi membri, Aleksandr Kerenskij, al governo provvisorio del marzo 1917 di impronta liberale. Il PSR poi si divise tra coloro che sostenevano il Governo Provvisorio e coloro che appoggiavano i bolscevichi ed erano favorevoli ad una rivoluzione comunista.

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Febbraio 1917

La rivoluzione di Febbraio è stata caratterizzata da tre fatti essenziali: l’azione dei sobborghi, il cedimento dell’esercito e l’abdicazione delle classi dirigenti. Il 18 Febbraio secondo il calendario gregoriano (o 3 Marzo secondo il calendario moderno) 1917 nelle officine Putilov di Pietrogrado (San Pietroburgo) scoppiò uno sciopero. Le proteste si estesero a quel punto a valanga in tutte le altre industrie della capitale e il 23 Febbraio fu proclamato lo sciopero generale e la rivolta nelle zone periferiche di Pietrogrado. Il movimento di rivolta nel suo crescere non incontrò alcuna resistenza: borghesi, operai con assegnazioni speciali e sottoufficiali avevano perduto la consuetudine di obbedire passivamente, i soldati non sentivano più alcuna spinta a difendere il regime. Il presidente della Duma, Rodzianko, telegrafò allo Zar scongiurandolo di fare delle concessioni alla volontà del popolo per salvare la monarchia: lo Zar Nicola II fu costretto ad abdicare in favore del fratello, il Granduca Michele, ma questi lo stesso giorno rifiutò la corona.

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Il 27 febbraio la defezione delle truppe ha assicurato il trionfo del movimento rivoluzionario. Lo zarismo, incapace di contenere le manifestazioni di piazza ed abbandonato dall’aristocrazia, venne eliminato e sostituito da un governo provvisorio. Il soviet di Pietrogrado, composto in maggioranza da menscevichi e da socialisti di destra, diede il suo appoggio alla costituzione di un governo provvisorio, formato dai maggiori partiti allora presenti nella Duma, sotto la presidenza del latifondista liberale Lvov, che decise di continuare la guerra e rinviare le riforme.

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Lenin

Lenin tornò in patria nell’aprile del 1917 e, assieme ai bolscevichi (coloro che appoggiavano le tesi strategiche e organizzative sostenute da Lenin), che sono i più rivoluzionari tra i socialisti, espose alla conferenza del partito bolscevico le sue Tesi del 4 aprile. Tali tesi dichiaravano la cessazione immediata della guerra, la nazionalizzazione delle banche e delle terre e il passaggio del potere ai Soviet, in opposizione ai menscevichi (frazione di minoranza del Partito operaio socialdemocratico russo, che invece appoggiavano la continuazione della guerra e l’instaurazione di un governo democratico borghese). Con “Tutto il potere ai soviet!”, spronò contadini affinché si appropriassero con la forza delle grandi proprietà terriere.

A luglio il Governo provvisorio si era ancora sforzato a bloccare l’attività dei bolscevichi imprigionando alcuni dipendenti. A settembre, i Soviet scontenti per il rinvio delle riforme si unirono ai bolscevichi.

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Ottobre 1917

Il 24 Ottobre (6 novembre secondo il calendario gregoriano) 1917 Lenin, si recò all’istituto Smolnyi per organizzare la presa del potere: durante la notte le guardie rosse ed i soldati occuparono, senza incontrare resistenza i ministeri, la banca nazionale, la centrale telefonica, le stazioni ferroviarie e tutti gli altri punti nevralgici di Pietrogrado. Kerenskij (Primo ministro della Russia dopo la caduta dell’ultimo zar) riuscì a fuggire dalla capitale ma gli altri membri del governo provvisorio rimasero chiusi nel Palazzo d’Inverno nell’attesa disperata quanto vana dell’intervento dell’esercito. I bolscevichi presero potere e costituirono il Consiglio dei Commissari del popolo presieduto da Lenin.

Il 8 novembre tutti i ministri furono arrestati e trasferiti sulla fortezza di Pietro e Paolo. L’assalto al Palazzo costò la vita a cinque marinai e ad un soldato. Lo stesso giorno il secondo congresso panrusso dei soviet, composto da seicentocinquanta delegati, sotto la presidenza del bolscevico Kamenev, annunciò  che il palazzo d’Inverno era stato occupato ed il governo tratto in arresto.  La conquista del potere da parte dei bolscevichi passò alla storia come la Rivoluzione d’Ottobre. Le guardie rosse continuarono a combattere contro le truppe di cosacchi ancora fedeli a Kerenskij e le sconfissero a Pulkovo e Gacina.

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Come risultato della Rivoluzione d’Ottobre è stato rovesciato il governo provvisorio per mano di Lenin, Trotsky e Sverdlov conferendo il potere alla Repubblica dei Soviet. il  Congresso panrusso dei Soviet dei deputati degli operai e dei soldati proclamò infatti il passaggio del potere ai Consigli, ed essi divennero il fondamento del nuovo Stato socialista, la maggioranza assoluta dei delegati formata dai bolscevichi e dei loro alleati di sinistra socialisti-rivoluzionari, sostenuto anche da alcune organizzazioni nazionali, e anarchici.

1918

Il 3 Marzo 1918 lo stesso Consiglio firmò la pace con la Germania, con la conseguente perdita da parte della Russia di moltissimi territori: Estonia, Lettonia e Transcaucasia. In Agosto dello stesso anno iniziò la guerra civile che contrappose i controrivoluzionari ai bolscevichi: mentre veniva ratificata dal V Congresso panrusso dei Soviet la Costituzione Sovietica, per mano dei socialrivoluzionari furono compiuti una serie di attentati terroristici, in uno dei quali venne gravemente ferito Lenin, cui il governo rispose con la proclamazione del cosiddetto “terrore rosso”. La Francia, l’Inghilterra e il Giappone intervennero a favore dell’Armata Bianca.  Nel Novembre del 1920 si vide l’ultima disfatta delle forze controrivoluzionarie: di qui a pochi anni dopo la Bielorussia, l’Ucraina, la Russia e la Transcaucasia si federarono nell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS).  A partire dal 1921, si è avuta la revoca del comunismo di guerra e nel  1924, di fronte ai dissesti del Paese, Lenin ha fatto adottare la NEP (nuova politica economica).

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Gli anni che corrono dalla rivoluzione d’Ottobre fino all’adozione della NEP vengono anche chiamati come fine dei Romanov: l’uccisione della famiglia reale ha segnato l’inizio degli omicidi politici compiuti dal nuovo potere sovietico su membri della ex famiglia imperiale.

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2017

Durante i suoi lunghi anni di potere, Putin ha usato la storia per contribuire a creare un senso del destino e dell’unità nazionale in Russia, soprattutto la celebrazione della vittoria nella seconda guerra mondiale che è divenuta il culto nazionale. La Russia ora però non sa bene come celebrare la Rivoluzione d’ottobre, se trattarla come un evento storico importante con la dovuta distanza e freddezza del passato o celebrarla come festa nazionale. Il riconoscimento delle conseguenze della frattura del 1917 va contro la narrativa moderna dell’unità storica che parte dallo zarismo, passa per gli anni dell’Unione Sovietica, della Russia sovrana, democratica, per arrivare a quella capitalista.
La Russia quindi in sé presenta una singolare contraddizione: essa è figlia del 1917 ma fatica ad ammetterlo ed a fare i conti con quel passato.

BIBLIOGRAFIA:

  1. “Breve storia della società sovietica” – Pierre Sorlin
  2. ” Il secolo breve” – Eric Hobsbawm
  3. https://www.theguardian.com/world/2016/dec/17/russia-1917-revolutions-legacy-lenin-putin
  4. https://rg.ru/sujet/fevral/
  5. https://www.vedomosti.ru/opinion/articles/2017/11/03/740458-pochemu-pobedili-bolsheviki
  6. Internazionale extra: “Rivoluzione russa. Gli articoli della stampa dell’epoca”
  7. “Tra passato e futuro: la rivoluzione d’Ottobre” – D. Di Leo (from Academia.edu)

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