Elezioni in Namibia: protagonisti e programmi

Come anticipato nell’articolo sulla storia della Namibia, il prossimo 27 novembre si terranno nel Paese le elezioni generali. I namibiani verranno chiamati a scegliere il presidente e i 96 membri dell’Assemblea Nazionale. 

SWAPO, al potere dal 1990, anno dell’indipendenza, è il partito del presidente uscente Hage Gottfried Geingob, candidato per un secondo mandato, e detiene ora 77 seggi all’Assemblea Nazionale, conquistati alle elezioni del 2014. Contro Geingob si sono candidati alti nove rappresentati di partiti o gruppi politici, alcuni provenienti dall’opposizione, altri che rischiano di mettere in pericolo la stabilità del partito di maggioranza.

Come si vota 

In Namibia, il presidente è eletto a maggioranza assoluta da tutti i cittadini che hanno compiuto 18 anni e si sono iscritti alle liste elettorali. Nel caso in cui nessuno dei candidati ottenga almeno il 50% dei voti, i due più votati si sfidano in un ballottaggio. Nelle cinque elezioni precedenti il ballottaggio non è mai stato necessario in quanto il candidato di SWAPO ha sempre ottenuto percentuali superiori al 75%. 

I membri dell’Assemblea vengono invece scelti attraverso un sistema proporzionale sulla base di un’unica circoscrizione. Fino al 2014 i membri dell’Assemblea erano 78, sei di questi erano scelti dal presidente e gli altri eletti direttamente dalla popolazione. 

Le elezioni del 27 novembre

SWAPO: successi e problemi

I candidati che cercano di sfidare il presidente uscente sono molti, ma anche questa volta si prevede che SWAPO riesca a portare a casa la vittoria. Se fino a questo momento per il partito dell’indipendenza non ci sono stati intoppi, ora il candidato Panduleni Itula gli sta dando filo da torcere. Anche Itula fa parte di SWAPO, ma ha deciso lo stesso di candidarsi e si è rifiutato di uscire dal partito, disperdendo così l’elettorato che storicamente lo sostiene. 

L’argomento di maggiore scontro tra Geingob e Itula è la corruzione. Secondo Itula il presidente ha completamente fallito la sua lotta contro tale fenomeno, che ha anche causato un netto peggioramento delle condizioni economiche del Paese. Ad aggravare la posizione di Geingob è stato lo scandalo che ha colpito il ministro della pesca e quello della giustizia qualche giorno fa, uno scandalo di portata internazionale che ha costretto i due ministri a dimettersi. Itula non ha sprecato l’occasione e ha accusato il presidente di aver messo degli sciacalli al governo. 

La decisione di Itula di candidarsi alla presidenza ha infastidito anche la neoeletta segretaria di SWAPO, Sophia Shaningw, che ha suggerito agli elettori di “battere l’insetto e martellarlo in testa”, ma senza fare esplicitamente il nome dell’outsider. 

All stesso tempo, due partiti – Namibian Economic Freedom Fighters e Republican Party – hanno deciso di ritirare i loro rappresentanti alla corsa per la presidenza per supportare la candidatura di Itula.

Per queste elezioni, SWAPO ha deciso di impegnarsi a far sì che i propri rappresentati eletti siano per metà donne e a utilizzare un “sistema a zebra” secondo il quale se la carica di ministro è rivestita da un uomo, il corrispettivo viceministro sarà una donna e viceversa. 

L’oppositore storico

Il Popular Democratic Movement, nato nel 1977 come Democratic Turnhalle Alliance, è il gruppo di opposizione ufficiale ed è formato da una decina di piccoli partiti. È un gruppo conservatore di centro destra che da sempre sfida le posizioni di socialismo moderno di SWAPO. Il suo candidato è McHenry Venaani. Il progetto del PDM punta alla ricerca: preparare nuovi scienziati porterà alla scoperta di nuovi metodi per utilizzare sole e vento per produrre energia rinnovabile e risollevare l’economia del Paese puntando sull’innovazione tecnologica. 

Questo progetto, insieme a quello che prevede di desalinizzare le acque dell’oceano per rifornire il Paese di una risorsa tradizionalmente scarsa, è in contrasto con la volontà di SWAPO di puntare su agricoltura e industria. Secondo Venaani l’acqua è appunto troppo poca per poter continuare a puntare su settori che non ne possono fare a meno.

Il PDM ha inoltre firmato un Memorandum of Understanding con lo United People’s Movement, il quale si è impegnato a non presentare candidati alla presidenza e a supportare McHenry Venaani; grazie al Memorandum, i due partiti hanno anche creato una lista unica per l’elezione dei membri dell’Assemblea Nazionale. Lo UPM è un partito cristiano, che ha come obiettivi la diminuzione della povertà e della disoccupazione e la lotta alla corruzione. 

Gli altri candidati

Queste elezioni segnano anche un momento importante per la storia politica del Paese:  Ester Utjiua Muinjangue, candidata della National Unity Democratic Organisation (NUDO) è la prima donna a correre per il ruolo di presidente.

Mike Kavekotora è invece il candidato del Rally for Democracy and Progress, partito formato nel 2007 da Hidipo Hamutenya e Jesaya Nyamu, entrambi rappresentati di SWAPO ed ex ministri. 

Gli altri candidati sono Ignatius Shixuameni dell’All People’s Party (APP), gruppo che crede nella democrazia partecipativa e inclusiva, Bernadus Swartbooi del Landless People’s Movement e Tangeni Iijambo  del South West Africa National Union (SWANU). Anche lo United Democratic Front (UDF) ha deciso di schierare un candidato e ha scelto Apius Auchab.

Obiettivi comuni e speranze 

Dopo tren’anni di potere di SWAPO, i gruppi di opposizione hanno come obiettivo principale la riduzione dei rappresentanti del partito dell’indipendenza nelle istituzioni. Purtroppo, però, la candidatura di Itula potrebbe impedire il raggiungimento di tale obiettivo, in quanto, nel caso in cui si verificasse l’improbabile scenario della sua vittoria, sarebbe comunque SWAPO a mantenere il potere e probabilmente riuscirebbe a riguadagnarsi la fiducia dei suoi compagni di partito che ora lo accusano di tradimento. 

Negli ultimi anni, nonostante la stagnazione economica, la Namibia ha lavorato per il miglioramento del sistema dell’istruzione e di quello sanitario, ottenendo dei buoni risultati. Continuare a lavorare su tali settori cercando al contempo di creare nuovi posti di lavoro per combattere la disoccupazione e studiare il modo migliore per redistribuire la terra, sono argomenti centrali nella propaganda di tutti i partiti. 

Anche questa volta, come in tutte le cinque tornate elettorali precedenti, sarà molto difficile vedere colpi di scena. Forse i seggi in Assemblea verrano distribuiti diversamente, visto anche il loro aumento, ma è praticamente certo che il partito dell’indipendenza continuerà ancora a guidare il Paese. Nei sistemi multipartitici in cui però è solo un gruppo a detenere il potere da molto tempo – situazione che potremmo chiamare monopartitismo de facto – è estremamente difficile per l’opposizione scardinare il meccanismo che si è perpetuato per anni. Soprattutto quando il partito al potere è lo stesso della lotta al colonialismo e della costruzione dello Stato indipendente. 

La speranza è che i risultati saranno più tirati del solito, così da spaventare i maggiori rappresentanti di SWAPO spingendoli a venire incontro ad alcune delle richieste dell’opposizione, in primis la lotta alla corruzione.

 

Fonti e approfondimenti

Joseph Ngwawi, Namibia: All Set for Namibian Elections, AllAfrica, https://allafrica.com/stories/201911220547.html

The Namibian, Itula promises healthy, education reforms, 22/11/2019, https://live.namibian.com.na/index.php/2019/11/22/itula-promises-health-education-reforms

The Namibian, Shaningwa “insect” remarks draw ire, 22/11/2019, https://live.namibian.com.na/index.php/2019/11/22/shaningwa-insect-remarks-draw-ire/

Nyasha Nyaungwa, Namibian president set for re-election next month amid economic crisis, Reuters, 18/10/2019, https://www.reuters.com/article/us-namibia-election/namibian-president-set-for-re-election-next-month-amid-economic-crisis-idUSKBN1WX1VK

I-Vote Namibia, Spot the Difference 2019, https://www.nid.org.na/images/pdf/Spot_the_difference/Spot_the_Difference_2019_Final.pdf

 

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