La conferenza di Madrid: verso la COP25

Nell’articolo precedente di questo progetto dedicato alla COP25 abbiamo ripercorso la storia delle conferenze sul clima dal 1995 al 2018, soffermandoci sui punti salienti di questi 24 anni di negoziazioni. 

Ora, con un quadro più chiaro su come funziona una COP, chi vi prende parte e quali obiettivi sono stati raggiunti finora, possiamo chiederci: cosa ci aspettiamo che accada a Madrid?

La COP dell’azione

Il 30 ottobre 2019 il Governo cileno ha informato Patricia Espinosa, segretario esecutivo dell’UNFCCC, che non avrebbe ospitato la COP25, date le difficoltà interne insorte nel Paese. Madrid è intervenuta prontamente offrendosi di organizzare l’incontro annuale più importante e atteso nell’ambito dei negoziati sul clima, mantenendo però la presidenza cilena nella persona di Carolina Schmidt Zaldìvar

Siamo ormai a due giorni dall’inizio della prossima Conferenza delle Parti e stiamo quasi trattenendo il respiro. La prossima COP sarà cruciale per la messa in funzione della macchina faticosamente assemblata con gli Accordi di Parigi, che prevede l’inizio di un nuovo periodo di regolamentazioni a partire dal 2021. Entro la fine del 2020 tutti i Paesi dovranno presentare un nuovo Contributo Determinato a livello Nazionale (NDC, dall’acronimo inglese), valido per gli anni a venire. I contributi dovranno essere aggiornati e rafforzati, per consentire di arrivare alla riduzione delle emissioni prefissata per il 2030.

Per questo motivo la COP25 è stata definita “la COP dell’azione e dell’ambizione”. Con la conferenza precedente è stato creato il quadro di riferimento per tutte le iniziative successive: il rulebook di Katowice. La prossima conferenza mira all’implementazione delle policy indicate dal rulebook, ad avere una finanza climatica chiara ed efficiente e delle misure concrete per adattamento e mitigazione dei cambiamenti climatici. 

Un altro tema di centrale importanza sarà la tutela degli oceani. Ad aprile 2019 il Cile aveva annunciato che quella di dicembre sarebbe stata unaBlue COP e ha mantenuto questa volontà anche a seguito del cambio di location. La connessione tra cambiamenti climatici ed effetti di acidificazione e deossigenazione degli oceani è stata scientificamente stabilita ed è il momento di cercare soluzioni a tutela di uno dei più importanti ecosistemi terrestri, dato che finora nessuna nazione ha promosso azioni concrete a riguardo.

L’ambizione climatica

La prossima COP rappresenta un punto di svolta prima dell’inizio degli Accordi di Parigi, pertanto queste due settimane di incontri avranno un ruolo fondamentale nel fissare il livello di ambizione delle politiche climatiche del prossimo futuro.

Una delle priorità della COP25 è quella di stabilire le regole per i mercati delle emissioni. Senza lo sviluppo di regole adeguate, l’Articolo 6 potrebbe compromettere gravemente gli sforzi per contrastare il cambiamento climatico

La questione più controversa è quella del “doppio conteggio”. Acquirenti e venditori dei crediti di carbonio vorrebbero annotare la stessa riduzione delle emissioni nei propri registri nazionali, facendo di conseguenza sovrastimare la riduzione globale delle emissioni stesse.

Un altro punto dibattuto è quello del “Clean Development Mechanism” (CDM). Tale meccanismo, previsto dal Protocollo di Kyoto, consente alle imprese di Paesi industrializzati di ottenere crediti di carbonio attraverso la realizzazione di progetti che riducano le emissioni di gas serra nei Paesi in via di sviluppo. Non è ancora stato stabilito se e come saranno conteggiati questi crediti nella transizione alla fase post-Kyoto, ma questa faccenda delicatissima potrebbe a sua volta alterare il conteggio globale effettivo delle riduzioni di emissioni

Anche i contributi finanziari dei Paesi ai fondi per il clima e l’adattamento dovranno essere aumentati. In prima battuta dovranno essere raddoppiati gli impegni per il Green Climate Fund (GCF), con l’obiettivo di mobilitare 100 miliardi di dollari entro il 2020. Al momento solo 28 Paesi hanno confermato il loro impegno di rifornire il fondo con 9,7 miliardi di dollari. Tra i Paesi che mancano all’appello dei contribuenti ci sono ancora Australia, Stati Uniti e i Paesi produttori di petrolio

I negoziatori dovrebbero garantire anche un flusso stabile di finanziamenti all’Adaptation Fund, che ha l’obiettivo di aiutare i Paesi in via di sviluppo ad aumentare la propria resilienza al cambiamento climatico. Sono attese inoltre decisioni per l’implementazione in quegli stessi Paesi del capacity building, ovvero l’insieme di misure per consentire loro la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio.

[/media-credit] Flash mob durante la COP24. Fonte: https://www.flickr.com/photos/avaaz/32442549438

Non solo clima

La riduzione delle emissioni non sarà l’unico obiettivo di questa conferenza: la prossima COP cercherà di avere una visione di più ampio respiro, in grado di inglobare nei negoziati anche gli aspetti sociali. Le azioni per il clima e per l’equità sociale si muovono sullo stesso campo di battaglia e politiche ben progettate possono riuscire a rispondere a entrambi i problemi, riducendo le disuguaglianze intragenerazionali.

Gli incontri di Madrid offrono ai leader mondiali un’opportunità per congiungere gli sforzi in un progetto ambizioso di sviluppo sostenibile. Affinché questo accada è necessaria la collaborazione non solo di tutti i Paesi, ma anche di attori non statali, delle imprese e della società civile. È per questo che la COP25 sarà anche la COP della partecipazione

Da Katowice a oggi si sono susseguite molteplici conferenze sul clima, che hanno preparato il terreno per gli incontri che inizieranno il prossimo 2 dicembre. Le negoziazioni sul clima non iniziano né si concludono nell’ambito di una singola COP, ma sono in continuo divenire. Da lunedì gli occhi di tutti saranno puntati su Madrid per due settimane, con la speranza che gli ostacoli diplomatici non impediscano di tracciare un percorso ambizioso verso il 2020 e oltre.

La COP 24 si è conclusa con il presidente Michal Kurtyka che saltava oltre il tavolo dove aveva lavorato fino a poco tempo prima, in preda all’entusiasmo per i risultati ottenuti. Capiterà lo stesso a Carolina Schmidt?

Fonti e approfondimenti

UNFCCC official website

 and “4 Priorities for the COP25 Climate Conference in Madrid”, World Resources Institute, 25/11/2019

“COP25 needs to shape the increase in collective ambition”, IDDRI, 21/11/2019

“COP25 reflects a new era of ambition”, UNFCCC

IISD, 30/06/2019, Summary of the Bonn Climate Change Conference, Earth Negotiations Bulletin (ENB) 

 

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