La presidenza del Consiglio UE a guida tedesca tra progetti e sfide

Angela Merkel, the Chancellor of the Federal Republic of Germany
La cancelliera tedesca Angela Merkel (credits: flickr.com)

Sarà una presidenza semestrale del Consiglio dell’Unione europea, all’insegna della pandemia di Covid-19, delle sue conseguenze sull’economia e del digitale, quella tedesca iniziata il 1° luglio 2020. La Germania, alla guida del cui governo è stabile la cancelliera Angela Merkel ormai da quindici anni, ha, infatti, preso il posto della Croazia, dopo aver atteso questo momento per tredici anni.

Saranno mesi decisivi per i negoziati del nuovo Multiannual Financial Framework (MFF), ovvero il bilancio pluriennale dell’Unione europea 2021-2027, perché entri in vigore a partire dal 1° gennaio 2021 e, per la prima volta, l’Unione vedrà tre donne alla sua guida. Oltre alla cancelliera infatti, la Commissione europea è presieduta dal 1° dicembre 2019 da Ursula von der Leyen, mentre Christine Lagarde ha assunto la carica di presidente della Banca centrale europea il 1° novembre 2019, succedendo a Mario Draghi.

Nella gestione di questa presidenza, la Germania si servirà del supporto di Portogallo e Slovenia, Paesi parte dello stesso “trio di presidenza”, che assumeranno l’incarico rispettivamente il 1° gennaio e il 1° luglio 2021. A tal proposito, i tre Paesi hanno recentemente pubblicato un programma comune per coordinare i lavori per i diciotto mesi a venire, per poi delineare ognuno un proprio programma più dettagliato per ogni semestre.

Di cosa si occupa la presidenza? 

Occupare la presidenza semestrale del Consiglio significa coordinare i lavori dell’istituzione e gestire le sue relazioni con le altre, in modo tale da garantire la continuità dell’agenda europea. Si tratta di svolgere il ruolo di mediatore leale e neutrale per favorire il dialogo e la cooperazione tra gli Stati membri attraverso l’organizzazione di sessioni formali e informali di incontro.

Tra i compiti principali: 

  • pianificare e presiedere le sessioni del Consiglio nelle sue diverse formazioni, con l’eccezione del Consiglio Affari esteri presieduto dall’alto rappresentante, e le riunioni dei suoi organi preparatori, ovvero il Coreper, i gruppi e i comitati di lavoro che si occupano di tematiche specifiche;
  • rappresentare il Consiglio nelle relazioni con le altre istituzioni dell’UE, favorendo il dialogo e le negoziazioni per arrivare all’adozione di atti legislativi secondo la procedura legislativa ordinaria;

La politica europea e, quindi, anche i lavori del Consiglio sono stati negli ultimi mesi condotti in maniera alternativa rispetto alle tradizionali modalità, facendo ampio ricorso alle risorse del digitale. Gli ultimi vertici hanno visto i politici europei collegarsi in videoconferenza, e, sebbene, per esempio, il prossimo Consiglio europeo sia stato convocato fisicamente a Bruxelles il 18 luglio prossimo, questa modalità di dialogo virtuale potrebbe permanere per ridurre gli spostamenti al minimo. Questo aspetto segnerà inevitabilmente la presidenza a guida tedesca.

Il programma del “trio di presidenza” per i prossimi diciotto mesi

Il 9 giugno è stato pubblicato il programma concordato tra Germania, Portogallo e Slovenia riguardo le priorità da affrontare nei prossimi diciotto mesi, inevitabilmente legate alle ripercussioni della pandemia di Covid-19. Questi ultimi mesi hanno, però, mostrato i punti di debolezza dell’Unione e diverse lezioni sono state imparate in questa fase della crisi. Da qui, la necessità di trarne un’Europa più forte, più equa e più sostenibile. 

Da un lato, si pone la necessità di superare la pandemia e sostenere una rapida ricostruzione economica e sociale; dall’altro, si deve lavorare per rafforzare la resilienza dell’Unione alle crisi pandemiche con una visione di lungo periodo. Temi come la coesione sociale, lo stato di diritto, l’uguaglianza, i diritti umani e la responsabilità sociale delle imprese vengono elencati al centro dell’agenda politica. 

La protezione dell’ambiente e lo sviluppo digitale vengono individuati come pilastri da rispettare nella fase di ricostruzione. Per quanto riguarda il primo aspetto, ci si impegnerà a promuovere un’Europa green facendo sì che tutte le iniziative promosse siano compatibili con la necessità di salvaguardare il pianeta, in linea anche con i propositi del Green New Deal proposto e sostenuto dalla Commissione europea. Per quanto concerne, invece, il digitale è necessario raggiungere l’autonomia strategica ai fini di una maggiore difesa contro gli attacchi cyber e la disinformazione. Anche il mondo del lavoro sarà, infatti, fortemente influenzato dalle potenzialità del digitale, ampiamente evidenziate nell’ultimo periodo, mantenendo fermo l’obiettivo di un rafforzamento del Pilastro europeo dei diritti sociali.

Per quanto riguarda la questione dell’immigrazione, i tre Paesi hanno espresso la necessità di trovare soluzioni permanenti di più lunga durata, superando quelle temporanee di risposta alle ondate di crisi. Mentre in ambito economico, si individua l’obiettivo di un’equa applicazione e un rafforzamento delle regole del mercato unico, soprattutto per quanto riguarda la fiscalità. La competitività industriale europea deve essere poi potenziata per promuovere un clima stabile che favorisca gli investimenti per le piccole e medie imprese.

Infine, per quanto riguarda le relazioni internazionali, l’Unione dovrà ampliare il suo ruolo come attore globale. Tale necessità era già stata espressa dalla presidente della Commissione europea nel promuovere la sua visione di una “geopolitical Commission”. L’attenzione si concentrerà sui rapporti con la Cina, l’India e l’Africa, mentre continuerà l’impegno per favorire l’allargamento verso i Balcani occidentali.

Quali sono i progetti della Germania?

Dopo tredici anni la Germania tornerà a occupare questo incarico nell’ambito di una situazione senza precedenti e nei prossimi mesi, agli appuntamenti già previsti e programmati come i negoziati per il MFF 2021-2027 e il dialogo con il Regno Unito, si aggiungerà l’urgenza della ricostruzione economica e sociale post Covid-19.

I progetti e le aspettative programmate in passato sono state radicalmente modificate dall’esplodere su scala globale della pandemia di Covid-19, che ha portato a un radicale cambiamento del programma. Inevitabile e urgente è, quindi, l’impegno di farvi fronte e affrontare le ripercussioni economiche e sociali come priorità per l’agenda europea. Il tutto all’insegna della solidarietà e della collaborazione, tanto da scegliere come obiettivo e come motto: “Together for Europe’s recovery“.

Sul sito web dedicato a questa presidenza, sono stati elencati i quattro punti principali attorno ai quali si concentrerà l’attenzione della Germania nel ricoprire questo incarico di rilievo: 

  1. il superamento delle conseguenze della pandemia da SARS-Cov-2, anche tenendo conto delle responsabilità a livello globale, e l’impegno per la ripresa economica;
  2. negoziazioni per arrivare all’approvazione del Multiannual Financial Framework con una visione di lungo termine;
  3. dialogo e colloqui con il Regno Unito per delineare in maniera regolata le relazioni future ed evitare l’opzione del “no deal dopo l’uscita formale dall’UE, avvenuta il 31 gennaio 2020;
  4. il cambiamento climatico e la protezione dell’ambiente, la digitalizzazione, lo stato di diritto e il ripensamento del ruolo dell’UE nel mondo, ma anche la promozione di un’Unione europea più giusta che assicuri la partecipazione dei giovani e promuova l’uguaglianza di genere.

La Germania ha, quindi, deciso di cogliere le sfide poste da un avvenimento del tutto inaspettato, ponendosi l’obiettivo di fare uscire da questa crisi un’Europa più forte e meno impreparata alle sfide di lungo termine. Forte è, infatti, il senso di responsabilità nell’affrontare questo compito della cancelliera Angela Merkel, ormai prossima alla conclusione della sua carriera politica, dopo aver annunciato il suo ritiro nel 2021.

Fonti e approfondimenti 

Consiglio dell’Unione europea, La presidenza del Consiglio dell’UE, ultima modifica 01/07/2020;

Germany, Together for Europe’s recovery. Programme for Germany’s Presidency of the Council of the European Union;

Parlamento europeo, Bilancio a lungo termine:piano di emergenza per garantire continuità fondi UE, 13/05/2020;

IAI, La Germania e la presidenza di turno del Consiglio dell’UE: parla Angelo Bolaffi,  25/06/2020.

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