Senato 2020: la corsa in North Carolina

Il North Carolina (Carolina del Nord) viene considerato uno degli Stati determinanti per l’esito delle prossime elezioni statunitensi. Infatti, una vittoria in questo Stato potrebbe garantire la Casa Bianca a Biden, oltre ad assicurare ai democratici il controllo del Senato, e quindi di entrambe le camere del Congresso, dando la possibilità a un presidente democratico  di apportare importanti modifiche legislative.

Un nuovo Swing State

Tradizionalmente repubblicano, nell’ultimo decennio il North Carolina ha iniziato a essere incluso tra gli Swing States. Benché un candidato alla Presidenza degli Stati Uniti democratico abbia vinto lì una sola volta negli ultimi 44 anni (Obama, nel 2008), i margini di successo dei repubblicani si sono sempre più assottigliati. Inoltre, nonostante la vittoria di Donald Trump alle presidenziali nel 2016, l’attuale governatore, il democratico Roy Cooper, ha conquistato lo Stato quello stesso anno, diventando uno dei due governatori democratici negli Stati del sud. Oggi, i sondaggi danno Donald Trump in svantaggio di diversi punti rispetto a Joe Biden, e anche i due candidati per il Senato, il senatore repubblicano Thom Tillis e il democratico Cal Cunningham, sono impegnati in una competizione serrata.

I due candidati al Senato

Il repubblicano Thom Tillis è entrato in politica nel 2003 come commissario di Cornelius, una città nell’area metropolitana di Charlotte, per poi essere eletto alla Camera dei Rappresentanti dello Stato, in cui è rimasto in carica fino alla sua elezione a senatore degli Stati Uniti nel 2015. Sin dall’inizio della sua carriera, Tillis si è contraddistinto per delle posizioni di stampo conservatore, in linea con quelle del suo partito. Egli è infatti schierato fortemente contro l’aborto, e si prodigato per obbligare le donne che volessero interrompere la propria gravidanza a visionare un’ecografia del feto. È inoltre contro i matrimoni gay, e ha avuto un ruolo di primo piano nel promuovere l’emendamento costituzionale che voleva vietare le unioni civili e i matrimoni tra persone dello stesso sesso. Su questa identità politica si sta giocando anche la sua candidatura: la campagna elettorale di Tillis è stata caratterizzata da slogan piuttosto vaghi, improntati principalmente sulla necessità di “salvaguardare i nostri principi, che sono sotto attacco ora più che mai”.

Al momento Tillis sembrerebbe in svantaggio, e ha anche dovuto momentaneamente abbandonare la campagna. Infatti, dopo aver preso parte alla cerimonia di nomina della Corte Suprema nel Rose Garden della Casa Bianca il 26 settembre, anche a Tillis è stata diagnosticata un’infezione da Covid-19. Il suo momentaneo ritiro dalla campagna elettorale potrebbe avere un certo peso sul risultato delle elezioni e, per di più, Tillis sarebbe tra i senatori che dovrebbero votare a favore della nomina di Amy Coney Barrett in Senato.

Il rapporto tra Tillis e Donald Trump si è evoluto nel tempo. Inizialmente, Tillis si era opposto ad alcune delle politiche proposte da Trump, comprese quelle sull’immigrazione. Attualmente, però, il presidente uscente sostiene fortemente (anche finanziariamente) la sua candidatura, e i due si sono presentati agli elettori del North Carolina come una vera e propria “squadra”. Tillis, a sua volta, ha sostenuto Trump su questioni quali l’impeachment e la dichiarazione di emergenza per la costruzione di un muro di confine con il Messico, ed è stato un convinto sostenitore della manovra per la riduzione delle tasse e del programma di protezione dello stipendio voluti da Trump.

Cal Cunningham, un veterano dell’esercito ed ex legislatore statale, sembrava un ottimo candidato per uno Stato come il North Carolina. La sua candidatura è sembrata da subito promettente, con numeri impressionanti nella raccolta fondi per la campagna elettorale: qualche mese fa, infatti, Cunningham ha battuto il record di raccolta fondi trimestrale del Senato degli Stati Uniti, con 7,4 milioni di dollari.

Come parte integrante della sua campagna, Cunningham ha chiesto al Congresso di approvare ulteriori aiuti economici a sostegno dei cittadini più duramente colpiti dalla crisi. Inoltre, ha enfatizzato la necessità di aumentare e migliorare l’accesso all’assistenza sanitaria, investire nell’istruzione e combattere i cambiamenti climatici.

Egli sembrava essere favorito nella corsa contro Tillis, ma, come accennato prima, nelle ultime settimane vi sono stati diversi colpi di scena. Anche lui è stato travolto da una vicenda personale che potrebbe avere forti ripercussioni sull’esito delle elezioni. Sono infatti stati pubblicati alcuni messaggi personali che Cunningham avrebbe scambiato con un membro del suo staff, dai quali è poi emersa una sua relazione extraconiugale. Ora potrebbe volerci del tempo per capire come questi nuovi sviluppi influenzeranno la gara al Senato tra Tillis e Cunningham.

Elezioni all’ombra della pandemia

Durante le tre volte in cui Tillis e Cunningham si sono affrontati in un dibattito, i due candidati senatori si sono soprattutto scontrati sul sistema sanitario, uno dei temi caldi anche per le prossime elezioni presidenziali. L’accesso all’assistenza sanitaria è stato ovviamente un tema di primo piano durante la pandemia, soprattutto perché milioni di statunitensi insieme al loro lavoro hanno perso la propria copertura assicurativa. Secondo le ultime stime, nello Stato più del 13% delle persone sotto i 65 anni non dispone di un’assicurazione sanitaria e, benché il governatore Cooper abbia assunto un approccio più rigoroso rispetto ai vicini Stati a guida repubblicana, come la Carolina del Sud, il Tennessee e la Georgia, la pandemia continua a diffondersi.

In ogni caso, è difficile prevedere in che modo la pandemia influenzerà il voto nello Stato. Da un lato, i dati ci dicono che gli elettori indecisi, sul cui voto davvero si gioca l’elezione, considerino la gestione dell’attuale situazione come un punto debole per la rielezione del presidente Trump. Dall’altro, il diffondersi del virus rende più complesso per gli elettori di una certa età (una parte importante dell’elettorato di Trump nello Stato) recarsi alle urne a votare. Ad aumentare poi la complessità della faccenda, è recentemente uscita la notizia di grandi disagi con il voto per posta, con decine di migliaia di schede elettorali sbagliate. Questi errori sono stati subito sottolineati da Trump, che su Twitter ha intimato ai propri elettori della NC a tenere presente che “queste saranno le elezioni più finte della storia degli Stati Uniti!”.

Una geografia elettorale complessa

La pandemia di Covid-19 è certamente una variabile importante per queste elezioni, che si aggiunge però a una geografia elettorale complessa. Il North Carolina, secondo i commentatori, è un perfetto esempio di Stato con un profondo urban-rural divide, ovvero dalla forte differenza tra centri abitati e zone rurali. Questa chiave di lettura spiega bene perché il North Carolina sia entrato nella categoria viola – un’espressione statunitense per indicare uno Stato in cui ci sia una forte componente blu, ovvero democratica, e una forte componente rossa, ovvero repubblicana.

Infatti, emerge che nelle ultime elezioni in NC i repubblicani abbiano vinto nelle zone rurali, più conservatrici, mentre i Democratici abbiano raccolto la maggior parte dei voti nei centri cittadini. Questa tendenza sembra diffondersi un po’ dappertutto negli Stati Uniti, con le città e le aree suburbane sempre più blu e le aree rurali, a forte maggioranza bianca, sempre più rosse. In questa elezione, i due partiti cercheranno di riconfermare queste due tendenze: i repubblicani punteranno ad aumentare il loro margine di vittoria nelle aree rurali, mentre i democratici concentrano i propri sforzi nel cercare di aumentare l’affluenza alle urne nelle città più popolose dello stato di Charlotte e in diverse aree urbane più piccole, tra cui la capitale Raleigh, Greensboro e Durham. Ciononostante, il terreno di gioco che potrebbe davvero spostare l’ago della bilancia è quello dei sobborghi. Nel 2016, Trump ha stravinto in queste aree, prendendo oltre il 60% di voti. Ma queste zone, che si trovano, anche geograficamente, a metà tra le zone rurali e i centri popolosi, potrebbero questa volta votare per il candidato democratico, e punire il presidente per la sua mala gestione della Pandemia, per l’impoverimento della classe media e per il crescente conflitto sociale.

Infine, un altro importante elemento per la vittoria dei democratici sarà quello di essere capaci di portare alle urne le minoranze, e in particolare gli elettori afroamericani, che hanno alimentato il successo di Biden alle primarie in questo Stato, rappresentando più di un terzo dei suoi elettori. Sostanzialmente, Biden spera di replicare la vittoria di Obama del 2008, anche e soprattutto cavalcando la scia del Black Lives Matter e della pandemia stessa, che ha colpito sproporzionalmente gli afroamericani.

Al momento, la situazione in North Carolina sembra molto complessa. Emergono dati preoccupanti sulle difficoltà degli afroamericani a votare per le elezioni, dato che secondo le ultime stime i loro voti hanno una probabilità quasi quadrupla di essere rifiutati rispetto a quelli dei bianchi. Secondo i democratici questa è solo una delle manifestazioni di un sistema “costruito ad arte” dai repubblicani negli Stati del Sud per escluderli dalle elezioni. Ad oggi, a meno di un mese dalle elezioni, le proiezioni di FiveThirtyEight danno Biden e Cunningham in vantaggio, con un divario tra i 4 e i 5 punti rispetto ai propri avversari, e con Cunningham che avrebbe circa i 2/3 di probabilità di conquistare il seggio: per farlo, sarà fondamentale che ogni voto conti.

 

Fonti e approfondimenti

Burgess, E., 2020. Trump’s New Best Friend In North Carolina, POLITICO, 2019

Robertson, G., North Carolina Senate Race Upended By Sexting, COVID-19, Time, 2020

Shepard, S. and Mutnick, A., Court Freezes North Carolina’s Gerrymandered Map, POLITICO, 2019

FiveThirtyEight, North Carolina Polls, 2020

Thom Tillis, Thom Tillis For U.S. Senate, 2020

Calfornc.com, Home | Cal Cunningham, Democrat For U.S. Senate, 2020

 

 

 

 

 

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