L’orchestra “riciclata” di Cateura

Copertina a cura di @side_book

Cateura è un quartiere alla periferia di Asunción, capitale del Paraguay. Questo sobborgo è uno dei più poveri dell’America latina e sorge su un pezzo di terra designato per essere la discarica dell’intero Paese. 

Un decennio fa, un musicista ha deciso di mettere insieme un’orchestra per i bambini della zona, che è cresciuta fino a coinvolgerne a centinaia. La Paraguay Recycled Instruments Orchestra, su cui è stato realizzato anche un film, è un’iniziativa che dà a bambini cresciuti in estrema povertà la possibilità di esprimere la propria creatività. E lo fa con strumenti creati da materiali di scarto trovati nella spazzatura. 

La realtà di chi vive attorno alle discariche 

Quando il musicista e tecnico ambientale paraguaiano Favio Chávez è arrivato a Cateura, il quartiere gli era noto come un sobborgo povero, violento ed estremamente inquinato. Cateura è sito della discarica di una megalopoli, dove i cumuli di spazzatura si estendono per chilometri. Le circa venticinquemila famiglie che vivono lì, in una sorta di baraccopoli, si guadagnano da vivere raccogliendo e vendendo bottiglie di plastica o qualsiasi cosa riescano a trovare tra i rifiuti della città. 

Favio Chávez e i suoi collaboratori sono arrivati a Cateura per un progetto legato al riciclo di rifiuti e hanno avuto occasione di assistere, in prima persona, alle terribili condizioni di vita dei residenti della zona. Particolarmente preoccupanti sono poi quelle dei bambini, spesso lasciati soli mentre i genitori, i gancheros (con questo nome sono noti i raccoglitori di spazzatura nel Paese, dato che utilizzano dei ganci per cercare tra i rifiuti), sono occupati a cercare nella discarica materiali utilizzabili. Questi bambini, che non hanno risorse, finiscono a loro volta a giocare tra i rifiuti e diventano in grande maggioranza tossicodipendenti. 

La musica come strumento educativo 

Favio Chávez ha pensato di contattare degli insegnanti di musica per creare un progetto che coinvolgesse i bambini, dato che lui stesso si era formato come musicista, in gioventù, in un contesto di povertà. Intervistato su questa iniziativa, Chavez ha detto che ha immaginato la realizzazione del progetto perché, quando era giovane, la musica era la prima cosa che gli aveva dato uno scopo: «Un giorno mi è venuto in mente di insegnare ai bambini a usare i miei strumenti musicali, come avevo fatto anch’io anni prima, per imparare qualcosa di bello».

Un’iniziativa del genere può riuscire a offrire un aiuto concreto per una comunità come questa, in cui i giovani si trovano non solo senza risorse, ma anche senza prospettive. Senza gli strumenti necessari per migliorare la loro qualità di vita, la maggior parte dei bambini di Cateura, che vive in condizioni precarie e disagiate, si trova “intrappolato” nella propria povertà. In tal senso, sebbene rimangano sprovvisti di risorse materiali, sviluppare un progetto educativo per loro può essere cruciale. Insegnare loro la musica può aiutarli a immaginare un futuro migliore, a far crescere la propria creatività e la voglia di imparare. 

Materiali di recupero 

L’iniziativa ha presto riscosso un grande successo, ma si è scontrata con un problema di risorse, con troppi studenti per pochi strumenti. In questo contesto, i prezzi di nuovi strumenti musicali si sono rivelati, ovviamente, proibitivi. Un esempio fatto da Chàvez è quello del costo di un violino, che, anche a buon mercato, a Cateura può costare quanto un mese di risparmi.

Chávez ha allora deciso di sperimentare e di provare a crearne alcuni. La neo-fondata scuola di musica ha messo in piedi un laboratorio per la realizzazione di strumenti musicali (una liuteria artigianale) con la collaborazione della gente del luogo, in particolare quella dell’ex carpentiere e collezionista di rifiuti Don Cola Gomez. 

Chávez e Gomez hanno pensato di imitare la gente di Cateura, che usa la spazzatura come una risorsa. In questo senso, hanno raccontato che l’idea di provare a utilizzare la spazzatura per creare degli strumenti si sia rivelata come una sorta di approccio “naturale” al problema. Come raccontano i reportage su questa iniziativa, i materiali di recupero trovati nella discarica sono diventati materie prime per la creazione di strumenti musicali di tutti i tipi: un barile di petrolio viene trasformato in un violoncello; una forchetta da cucina può fungere da cordiera per un violino. 

Un’idea per coinvolgere le comunità

La popolarità di questa iniziativa è cominciata con una breve clip realizzata per raccogliere fondi e, in breve, ha raggiunto la fama globale. L’orchestra ha ora diverse imitazioni e si è messa in contatto con diversi programmi simili: Fabio Chávez dice di essere stato contattato da comunità di Ecuador, Panama, Brasile e Burundi. 

Questo tipo di iniziative è qualcosa che potrebbe essere replicato in qualsiasi parte del mondo e che può essere d’ispirazione per comunità in cui non ci sono risorse, nella speranza di aiutare i giovani a costruirsi un futuro migliore.

 

 

Fonti e approfondimenti

The Recycled Orchestra of Cateura“, Landfill Harmonic Movie.

Orquesta de Reciclados de Cateura“, recycledorchestracateura.com.

Sonidos de la Tierra“, Tierranuestra.

Landfill Harmonic: Paraguay’s Recycled Orchestra“, Al Jazeera, 26/12/2019.

Karl Mathiesen, “The junk orchestra: making music out of a landfill“, The Guardian, 13/7/2015.

 

 

Editing a cura di Niki Figus

Copertina di Simone d’Ercole

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