Praxis: Gli Abatangamuco, uomini contro la mascolinità tossica

Copertina a cura di @side_book

Attualmente il Burundi si trova al 185esimo posto nel Gender Equality Index delle Nazioni Unite. Tradizionalmente, gli uomini devono sottomettere le proprie mogli ed essere i soli a gestire i guadagni familiari. Tuttavia, gli Abatangamuco stanno cercando di dimostrare i vantaggi emotivi e materiali dell’uguaglianza tra uomini e donne. 

Una mascolinità tossica

Il termine “mascolinità tossica” indica una forma di retaggio patriarcale che impone all’uomo di mostrarsi sempre dominante e forte, senza poter mai mostrare debolezze o emozioni. Esempi di questa mentalità si possono trovare in tutto il mondo. 

Nelle comunità rurali del Burundi la mascolinità è associata al potere di seguire liberamente i propri desideri e impulsi senza doverne rendere conto a nessuno. Di conseguenza, è molto comune che il carico del lavoro, sia all’interno che all’esterno delle mura domestiche, sia affidato alle donne. Per provare il loro ruolo dominante, gli uomini sono soliti spendere i soldi guadagnati dalle mogli in alcol, piuttosto che in beni utili all’intera famiglia. All’interno del nucleo familiare (rigorosamente eterosessuale) è normale che tra i due coniugi ci sia una profonda sfiducia reciproca, specialmente per quanto riguarda la gestione delle finanze domestiche, che in genere sono controllate esclusivamente dal marito. In aggiunta, abusi e violenze domestiche sono all’ordine del giorno

I dodici anni di brutale guerra civile tra il 1993 e il 2005 hanno contribuito a rafforzare e a esacerbare alcune dinamiche di genere negative, ma hanno anche portato alcune possibilità di progresso: alla fine del conflitto, alcune rifugiate ed ex combattenti hanno cercato di educare i propri figli, sia maschi che femmine, a una maggiore parità di genere. Alcuni uomini hanno preferito mantenere i propri privilegi, mentre altri si sono dimostrati favorevoli a un cambiamento.

Coloro che diffondono la luce

Gli Abatangamuco (al singolare “Umutangamuco”) sono un gruppo di uomini burundesi che cerca di sfidare le forme locali di mascolinità tossica al fine di diffondere l’uguaglianza di genere nel Paese. Il loro nome significa «coloro che diffondono la luce» in lingua kirundi: avendo realizzato di aver avuto un atteggiamento crudele nei confronti delle donne, gli Abatangamuco cercano di rimediare ai propri errori e di condividere questa consapevolezza. 

L’obiettivo principale dell’organizzazione è dimostrare come la rinuncia alle violenze domestiche e all’alcol, la partecipazione alle attività lavorative e il coinvolgimento delle mogli nelle decisioni riguardanti il nucleo familiare rappresentino un progresso dal punto di vista morale, sociale e potenzialmente anche finanziario

L’attività degli Abatangamuco 

Le attività degli Abatangamuco, che attualmente operano in tutto il Paese, possono essere divise in pubbliche e private. Nel primo caso, il gruppo organizza incontri presso le diverse comunità, di solito grazie al supporto di un’autorità o di un’organizzazione locale. Durante questi eventi, i membri raccontano le proprie esperienze, dimostrando come la loro vita sia notevolmente migliorata a seguito della decisione di rinunciare ai tradizionali ruoli di genere

Gli Abatangamuco diffondono il loro messaggio anche organizzando spettacoli teatrali e performance di danze tradizionali, soprattutto in occasione di matrimoni.

L’organizzazione opera anche a livello privato e individuale. Un Umutangamuco può intervenire presso una famiglia della propria comunità, recandosi con un piccolo gruppo di colleghi direttamente dal singolo marito violento. Qualora quest’ultimo segua i consigli ricevuti e dimostri di voler effettivamente cambiare, può chiedere di essere ammesso tra gli Abatangamuco.

Rinegoziare i ruoli di genere

Gli Abatangamuco riescono a farsi ascoltare in quanto appartenenti allo stesso gruppo socio-economico del loro pubblico. Per gli altri uomini, le testimonianze del gruppo non sono generici racconti provenienti da un altro contesto e proposto da un’organizzazione, ma qualcosa di concreto e raggiungibile presentato da un loro pari. 

Piuttosto che una trasformazione totale dei ruoli di genere, i membri del gruppo cercano di rinegoziare il concetto di mascolinità. Facendo leva sul desiderio, culturalmente radicato, di molti connazionali di ottenere prestigio sociale, portano avanti un’immagine maschile nuova, ma che si dimostra comunque degna di rispetto

Questi uomini dimostrano come sia possibile rinegoziare i ruoli di genere e creare una mascolinità più sana. Inoltre, il loro esempio può contribuire a cambiare l’idea, diffusa dal colonialismo e dal razzismo, che gli uomini non occidentali siano sempre e comunque incapaci di rispettare i diritti delle donne.

 

 

Fonti e approfondimenti

International Alert. 2014. Rebuilding Dignified Lives. Gender in peacebuilding in Burundi.

Montalto Monella, Lillo, “Una comunità in Burundi ha trovato una soluzione per fermare la violenza contro le donne, Euronews, 25/11/2021.

Wallacher, Hilde. 2012. “The Abatangamuco. Engaging men for women’s empowerment in Burundi“. PRIO Policy Brief: 5.

 

 

Editing a cura di Niki Figus

Copertina di Simone d’Ercole

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