Kirghizistan: il governo inasprisce il controllo sulla società civile e sui mezzi di informazione online

@GNU - Wikimedia - CC Licence

A meno di un anno dalla nomina del nuovo presidente della Repubblica, avvenuta nel gennaio 2021, il Parlamento kirghiso (Jogorku Kengesh) ha approvato diverse leggi restrittive per le libertà di associazione e parola. 

Nello specifico, il 26 giugno è entrata in vigore la legge che introduce l’obbligo di rendiconto finanziario per le organizzazioni non governative (ONG) e il 23 agosto la legge sulla protezione dalle informazioni false diffuse online. I due provvedimenti sanciscono il controllo dello Stato sulla società civile e sui contenuti pubblicati in rete: l’attività delle associazioni, dei giornalisti indipendenti e dell’opposizione rischia di essere limitata dalla censura.

Le due leggi sono state fortemente criticate da diverse ONG, tra cui Human Rights Watch, perché lesive dei diritti umani. Alcuni attivisti che operano in Kirghizistan hanno chiesto al capo di Stato Sadyr Japarov di esercitare il proprio diritto di veto per bloccare i disegni di legge, ma il loro appello non è stato accolto. L’introduzione di queste proteste non ha, però, scatenato proteste nel Paese. 

L’obbligo di rendiconto finanziario per le ONG

Il 26 giugno, con l’approvazione del Parlamento kirghiso e del presidente Japarov, è entrato in vigore il provvedimento che modifica la legge sulle organizzazioni non governative.  

Il documento prevede che le organizzazioni non governative forniscano numerose informazioni al Servizio fiscale statale – l’autorità responsabile dell’adempimento degli obblighi di diritto tributario. In particolare, devono presentare un resoconto annuale che includa: 

  • l’origine e la sostanza dei finanziamenti che ricevono;
  • il valore delle proprietà in loro possesso;
  • il rendiconto delle spese;
  • il numero di dipendenti (inclusi i volontari) e la loro remunerazione. 

Tutte queste informazioni saranno poi rese pubbliche sul sito del Servizio fiscale statale. Le procedure per la presentazione dei documenti richiesti e la loro successiva pubblicazione verranno determinate nei prossimi mesi dal governo. La pena per il mancato adempimento è la chiusura dell’organizzazione. Sono esclusi dalla nuova legge i partiti politici, le organizzazioni religiose e quelle affiliate alle istituzioni statali: questo è fra i principali fattori che rendono discriminatorio il nuovo obbligo di rendiconto finanziario.

L’obiettivo dichiarato degli autori della legge è quello di promuovere una maggiore trasparenza nell’ambito della società civile. Il provvedimento, però, sembra voler limitare la libertà delle ONG, soprattutto quelle finanziate dall’Occidente. Secondo il capo di Stato Japarov, limitare le interferenze straniere permetterebbe di tutelare non solo la sicurezza nazionale, ma anche i valori tradizionali kirghisi. 

Il controllo governativo sulla società civile

In passato, il Kirghizistan era descritto come il più democratico dei Paesi dell’Asia centrale, grazie a un vivace dibattito pubblico e a un continuo ricambio dei vertici politici. Con la nomina a presidente della Repubblica di Sadyr Japarov nel gennaio del 2021, il Paese si è avviato verso un rapido processo di radicalizzazione di stampo nazionalista: l’aumento delle interferenze governative nell’attività delle ONG ne è un segno. Non stupisce, dunque, che la nuova legge kirghisa sia largamente ispirata alle misure adottate in Russia per sanzionare i cosiddetti ‘agenti stranieri’ e per aumentare il controllo statale sulle organizzazioni civili.

La federazione internazionale per i diritti umani (FIDH) e i rappresentanti di alcuni Paesi occidentali, tra cui il portavoce degli Stati Uniti Ned Prince, hanno espresso la loro contrarietà al nuovo provvedimento e hanno domandato al governo di Japarov di riconsiderare la decisione, ritenuta contraria al diritto di associazione, sancito nell’articolo 8 della Costituzione kirghisa. 

La legge sulla protezione dalle informazioni false

L’inasprimento del controllo statale non colpisce solo le organizzazioni non governative. Il 28 luglio, infatti, il parlamento kirghiso ha approvato una nuova serie di misure che riguardano i mezzi di informazione online. Il provvedimento, noto come legge sulla protezione dalle informazioni false, è stato sostenuto da un’ampia maggioranza (97 voti favorevoli e 5 contrari) ed è entrato in vigore il 23 agosto, quando è stato firmato dal presidente della Repubblica.  

I partiti di opposizione hanno dichiarato che l’approvazione del disegno di legge è incostituzionale perché avvenuta in violazione delle procedure parlamentari. Infatti, una prima versione del documento era stata rigettata dal Jogorku Kengesh in giugno e, secondo la costituzione kirghisa, non poteva essere riesaminata prima di sei mesi. 

Secondo il testo della legge, chiunque potrà richiedere che un contenuto online che lo riguarda, ritenuto falso, sia rimosso entro ventiquattr’ore; nel caso in cui questo non avvenisse, la persona potrà richiedere la sospensione dell’attività del profilo incriminato. Sono oggetto della legge le informazioni false o inaccurate lesive dell’onore, della dignità e della reputazione della persona. 

Inoltre, il disegno di legge prevede che tutti gli amministratori di siti web e i possessori di profili sui social media mostrino pubblicamente i loro nomi e indirizzi email. Allo stesso tempo, si istituisce l’obbligo per i fornitori di servizi internet di identificare e mantenere un registro di tutti gli utenti. Infine, un’entità statale, non ancora specificata avrà la possibilità di esigere che suddetti fornitori blocchino i siti web che contengono informazioni ritenute false. 

Anche in questo caso, il disegno di legge non chiarisce come le misure appena descritte saranno attuate: sarà il Consiglio dei Ministri, l’organo esecutivo, a determinare le procedure. 

Alcuni osservatori hanno fatto notare che i legislatori kirghisi hanno riprodotto in questo documento diverse sezioni della legge russa sulla sovranità digitale e l’accesso a internet, entrata in vigore il 1° novembre 2019. È sempre più chiaro a quale modello si ispirano  Sadyr Japarov e il suo governo nella regolamentazione dei rapporti fra istituzioni e società civile.

I fautori della legge sostengono che il suo scopo principale sia quello di limitare la diffusione di fake news e combattere il cyberbullismo. Le associazioni militanti nell’ambito della tutela dei diritti umani ritengono, invece, che le misure previste porteranno alla limitazione della libertà di parola. Infatti, istituendo de facto un sistema di censura dei contenuti online, queste misure porranno grossi limiti alle attività dei gruppi di opposizione. 

Secondo Human Rights Watch, la possibilità di eliminare i contenuti ritenuti falsi sarà usata dall’élite al potere per proteggersi dalle critiche; inoltre, il lavoro dei giornalisti indipendenti sarà messo in pericolo. 

Il nuovo Kirghizistan di Sadyr Japarov

Nel gennaio 2021, Sadyr Japarov, appena eletto presidente della Repubblica, aveva promesso ai cittadini kirghisi grandi cambiamenti per il Paese secondo un programma conservatore e nazionalista. La legge sull’obbligo di rendiconto finanziario per le organizzazioni non governative e quella sulla protezione dalle informazioni false confermano queste intenzioni, indicando un generale inasprimento nei confronti del dissenso. 

Fino ad ora, Japarov è stato sostenuto da un’ampia maggioranza in Parlamento che gli ha permesso di far adottare velocemente i provvedimenti da lui sostenuti, tra cui la riforma costituzionale. Il 28 novembre, si terranno le elezioni parlamentari: il sostegno dei cittadini alle nuove riforme sarà determinante per il risultato elettorale. Nel caso le elezioni dovessero confermare la maggioranza attuale, dobbiamo aspettarci un ulteriore rafforzamento del controllo statale sulle libertà di associazione e di parola.

 

Fonti e approfondimenti 

Committee to Protect Journalists, Kyrgyzstan parliament approves ‘false information’ bill, Committee to Protect Journalists, 10/08/2021 

Talant, Bermet, Kyrgyz parliament sneaks through “fake news” law with president’s blessing, Eurasianet, 29/07/2021

Talant, Bermet, Kyrgyzstan tightens control over NGOs, taps anti-Western sentiment, Eurasianet, 12/07/2021

Roziev, Islam, Жапаров подписал поправки в закон о некоммерческих организациях. Что это значит?, Kloop, 07/07/2021

International Federation for Human Rights, Kyrgyzstan: Amendments to NGO law would threaten freedom of expression and association, FIDH, 24/01/2020

 

Editing a cura di Elena Noventa

Be the first to comment on "Kirghizistan: il governo inasprisce il controllo sulla società civile e sui mezzi di informazione online"

Rispondi

Lo Spiegone è una testata registrata presso il Tribunale di Roma, 38 del 24 marzo 2020
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: