Nella giornata di domani, 13 marzo, il Parlamento europeo voterà in seduta plenaria l’approvazione del AI Act (Artificial Intelligence Act). Si tratta delle prime regole europee sull’intelligenza artificiale, basate sui potenziali rischi e l’impatto che questa avrà.
La legislazione
La legislazione arriva mentre l’intelligenza artificiale si sviluppa rapidamente. Quest’anno si prevede il lancio di nuove versioni di modelli di intelligenza artificiale generativa come GPT, che alimenta ChatGPT, sviluppato dalla statunitense OpenAI. La Cina ha già approvato un mosaico di leggi per guidare l’uso commerciale dell’intelligenza artificiale, mentre negli USA la discussione è ancora in corso.
Se approvata, la regolamentazione entrerà in vigore nel 2026. La legge è essenzialmente una normativa sulla sicurezza, progettata per ridurre i rischi per gli esseri umani derivanti dall’uso dei sistemi di IA.
Il contenuto legislativo
La Commissione europea ha proposto l’AI Act nel 2021 per stabilire regole non solo per il mero utilizzo tecnologico, ma anche pensando agli scenari in cui potrebbe avere gravi conseguenze pubbliche. In particolare, all’articolo 5 troviamo i casi d’uso che verranno vietati. Includono quelli volti a influenzare il comportamento, come tecniche subliminali, manipolative o ingannevoli assistite dall’intelligenza artificiale.
Non sarà consentito utilizzare informazioni biometriche per accertare l’appartenenza razziale, l’orientamento sessuale, le proprie idee politiche o la militanza sindacale di una persona. Qualsiasi monitoraggio comportamentale di una persona sarà bloccato, in modo da prevenire trattamenti errati in situazioni non correlate. Per esempio, il rifiuto di accesso a un determinato servizio pubblico per una persona a causa di un possibile consumo di droga nel passato.
Sarà vietato il riconoscimento facciale in tempo reale (noto anche come “identificazione biometrica remota”) nei luoghi pubblici. Eccezioni su questo riguarderanno l’uso che potranno farne le forze dell’ordine, le quali potranno utilizzare l’AI durante le indagini su crimini gravi o la ricerca di persone scomparse, previa autorizzazione di un giudice. Non sarà consentito invece utilizzare l’AI per stimare la probabilità di una persona di commettere crimini basandosi esclusivamente sulle caratteristiche personali.
I sistemi ad alto rischio
Il testo elenca inoltre le aree ad alto rischio. In queste aree rientrano la biometria e il riconoscimento facciale, quando non esplicitamente vietati ai sensi dell’articolo 5 cui sopra; i componenti infrastrutturali critici; sistemi che riguardano istruzione e regolamentazione nei luoghi di lavoro; l’accesso a servizi pubblici, benefici o servizi privati essenziali come banche e assicurazioni; la gestione dei flussi migratori.
Chiunque implementi sistemi ad alto rischio dovrà quindi assicurarsi che dovranno essere conformi alle leggi e alle specifiche stabilite dalla Commissione e dalle organizzazioni preposte alla definizione degli standard.
AI e concorrenza economica
Le implicazioni delle tecnologie di intelligenza artificiale in materia di concorrenza non sono ancora chiare. Lo sviluppo e la formazione di modelli di frontiera costano centinaia di milioni, rendendoli fuori dalla portata delle piccole start-up. Nonostante queste siano potenzialmente più innovative, hanno bisogno di accordi di collaborazione con le grandi aziende che mettono a disposizione le loro infrastrutture informatiche e dati in cambio dell’accesso al modello.
Parliamo delle Big Tech Google, Meta, Microsoft e Amazon, le quali sfruttano la loro forza economica per sviluppare modelli di intelligenza artificiale di grandi dimensioni. Seppur non ci sia un monopolista la questione lascia domande aperte su future distorsioni del mercato. La legge si concentra infatti solo sulla regolamentazione dei grandi modelli.
Fonti e approfondimenti
European Parliament. EU AI Act: first regulation on artificial intelligence
European Parliament. Artificial intelligence act
Gibney, E., “What the EU’s tough AI law means for research and ChatGPT“, Nature, 16/02/2024
Martens, B., “The European Union AI Act: premature or precocious regulation?“, Bruegel, 07/03/2024
Volpicelli, G., “The EU’s artificial intelligence rulebook, explained“, Politico, 02/02/2024