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Spiegami la Corte Suprema: La sentenza Buck vs. Bell (1927)

Immagine generata con supporto AI © Lo Spiegone CC BY-NC

Abbiamo visto, in passato, quanto singolare e discusso possa essere l’operato della Corte Suprema degli Stati Uniti: in modo particolare, dal 2022 con Dobbs v. Jackson Women’s Health Organization et al. Spesso ci siamo chiesti: ma come è possibile che sia stata presa questa decisione?
Con questo nuovo progetto, vogliamo farvi scoprire che non è l’unica pronuncia della Suprema Corte che sembra provenire da giudici di un altro pianeta.

Ma non temete, nei numerosi anni di lavoro di questo organo si annoverano anche pronunce importanti, in tema di diritti civili, che hanno avuto un risvolto molto positivo. Sicuramente, Buck vs. Bell non è tra queste.

La sentenza Buck vs. Bell (1927)

Con la sentenza Buck vs. Bell del 1927, redatta dal giudice Oliver Wendell Holmes, Jr., la Corte Suprema ha dichiarato la compatibilità di una legge statale che consente la sterilizzazione obbligatoria dei non idonei con il diritto al Giusto Processo del quattordicesimo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti.

Questa sentenza, oltre a distinguersi per il tema e la conclusione a cui i giudici sono pervenuti, ha due ulteriori particolarità: è molto breve (appena una pagina e mezzo) ma soprattutto, è una pronuncia che non è mai stata ribaltata.

In merito al primo punto, la brevità del testo dà l’idea di quanto fosse considerata una questione semplice e “pacifica” dalla Corte: l’unico a dissentire fu il giudice Butler.  Rispetto al mancato ribaltamento di Buck vs. Bell, è opinione diffusa che essa sia stata indebolita da Skinner v. Oklahoma, 316 US 535 (1942), che respinse l’ipotesi di sterilizzazione obbligatoria dei criminali abituali di sesso maschile, oltre alle leggi federali, come il Rehabilitation Act del 1973 e l‘Americans with Disabilities Act del 1990, a protezione dei diritti delle persone con disabilità, comprendendo in questa definizione le persone con menomazioni sia fisiche che mentali.

La vicenda e la storia di Carrie Buck

Nel 1924, il Commonwealth della Virginia adottò uno statuto che autorizzava la sterilizzazione obbligatoria dei disabili intellettivi ai fini dell’eugenetica, un concetto proposto dallo scienziato britannico Francis Galton nel 1883: il termine indica un insieme di teorie e pratiche miranti a migliorare la qualità genetica di una certa popolazione.

Il sovrintendente della Virginia State Colony for Epileptics and Feeble-Minded, un’istituzione statale equivalente a quella che in Italia veniva definita “manicomio”, il dottor Albert Sidney Priddy era un fanatico dell’eugenetica.

Il 10 settembre 1924, Priddy presentò la richiesta di sterilizzazione per la giovane paziente Carrie Buck, diciottenne che secondo lui aveva un’età mentale di 9 anni. Priddy sosteneva che Buck rappresentasse una minaccia genetica per la società, soprattutto per la sua immoralità, in quanto figlia illegittima, che aveva a sua volta dato alla luce una figlia illegittima, motivo per cui la sua famiglia adottiva l’aveva affidata alla Colonia di Stato come “debole di mente”, dichiarando di non essere più in grado di prendersi cura di lei. In realtà, successivamente si scoprì che nell’estate del 1923, il nipote della madre adottiva Clarence Garland aveva violentato la diciassettenne: il suo successivo internamento era dunque un tentativo della famiglia di salvare la propria reputazione, evitando lo scandalo.

La giovane era stata adottata in quanto anche sua madre era ricoverata presso il medesimo istituto, poiché dopo la nascita di Carrie, era stata abbandonata dal marito e venne accusata di prostituzione e scarsa moralità. Carrie Buck e il suo tutore si opposero alla richiesta di sterilizzazione, facendo ricorso al tribunale della contea di Amherst.

Durante tutto il processo, la difesa di Carrie, di cui era stato incaricato Irving P. Whitehead, fu molto blanda e quasi inutile: lo stesso Whitehead, infatti, oltre ad essere molto vicino a Priddy e ai promotori della legge, era un convinto sostenitore dell’eugenetica. Chiaramente Buck perse i primi due gradi di giudizio e il caso passò infine alla Corte Suprema degli Stati Uniti. 

La Corte vedeva in almeno due dei suoi giudici dei dichiarati sostenitori dell’eugenetica: il presidente della Corte (ventisettesimo presidente degli Stati Uniti) William Howard Taft e il giudice Oliver Wendell Holmes Jr. Il 2 maggio 1927, con una decisione 8-1, la Corte Suprema degli Stati Uniti stabilì che Buck, sua madre e sua figlia erano “deboli di mente” e “promiscue” e che la loro sterilizzazione doveva essere effettuata nell’interesse dello Stato. La sentenza stabiliva che il Virginia Sterilization Act del 1924 non violava la Costituzione e legittimava così le procedure di sterilizzazione, che rimasero legalmente valide fino a quando non furono abrogate nel 1974.

In diritto

Buck e il suo tutore sostennero che la Costituzione garantisce a tutti il diritto di procreare. Inoltre, a loro parere, la legge della Virginia violava la clausola di parità di trattamento nel quattordicesimo emendamento, poiché non tutte le persone in condizioni simili venivano trattate allo stesso modo: il testo riguardava infatti solo i “deboli di mente” in alcune istituzioni statali e non faceva menzione di altre istituzioni o di coloro che non erano in un istituto.

Il giudice Holmes chiarì che la discussione, di fatto, non riguardava la procedura medica in sé, dando quindi per scontato che una procedura di questo tipo fosse legittima.

Nel merito, il tribunale riteneva che il Virginia Sterilization Act rispettasse i requisiti del giusto processo, poiché la sterilizzazione non poteva avvenire fino a quando non si fosse tenuta un’udienza alla quale il paziente e un tutore potevano essere presenti, con il diritto di appellarsi alla decisione. Infine, poiché il Virginia Sterilization Act non era una legge della branca del diritto penale, la Corte riteneva che non violasse l’ottavo emendamento, in quanto non vi era alcun intento punitivo.

Citando i migliori interessi dello Stato, il giudice Holmes affermò il valore di una legge come quella della Virginia per evitare che la nazione fosse “sommersa dall’incompetenza”. Holmes concluse la sua argomentazione citando Jacobson v. Massachusetts come precedente per la decisione, affermando che Tre generazioni di imbecilli sono abbastanza”.

Gli effetti della sentenza

Carrie Buck venne sottoposta alla legatura delle tube. Successivamente uscì dall’istituto e lavorò come collaboratrice domestica fino alla sua morte nel 1983. Sua figlia Vivian era stata dichiarata “debole di mente” dopo un esame superficiale, secondo cui la bambina avrebbe mostrato arretratezza, prima di morire, nel 1932, per complicazioni dovute al morbillo.

Buck v. Bell portò alla legittimazione generale delle leggi sulla sterilizzazione eugenetica negli Stati Uniti. Molti Stati avevano già leggi sul tema ma la loro applicazione era irregolare e con effetti praticamente inesistenti ovunque. Dopo Buck v. Bell, altri stati aggiunsero legislazioni simili o aggiornarono quelle già emanate, rendendole più simili alla legge della Virginia, confermata dalla Corte.

All’elaborazione della legge della Virginia, partecipò anche l’eugenista Harry H. Laughlin, sovrintendente dell’Eugenics Record Office di Charles Benedict Davenport a Cold Spring Harbor, New YorK. Ai suoi studi si ispirarono i giuristi nazisti che progettarono la legge tedesca “per la prevenzione della prole con malattie ereditarie”. La Germania nazista teneva Laughlin in così alta considerazione che l’Università di Heidelberg gli conferì un diedero un dottorato honoris causa  nel 1936.

Al processo di Norimberga, l’avvocato del funzionario delle SS Otto Hofmann citò esplicitamente l’opinione di Holmes nel caso Buck v. Bell in sua difesa. I tassi di sterilizzazione negli Stati Uniti aumentarono dal 1927 fino a Skinner v. Oklahoma (1942) che non ribaltò specificamente Buck v. Bell ma aprì un dilemma legale sufficiente a scoraggiare molte richieste.

Negli anni Sessanta, le leggi sulla sterilizzazione erano quasi del tutto inutilizzate, anche se alcune rimasero ufficialmente in vigore per molti anni. Il linguaggio che si riferisce all’eugenetica è stato rimosso dalla legge sulla sterilizzazione della Virginia e l’attuale testo, approvato nel 1988 e modificato nel 2013, autorizza solo la sterilizzazione volontaria di coloro che hanno compiuto 18 anni, dopo che il paziente ha dato il consenso scritto e il medico lo ha informato delle conseguenze nonché di metodi contraccettivi alternativi.

Ultime considerazioni

Sebbene questa pronuncia e l’eugenetica siano ormai comunemente condannate, la decisione non è stata mai formalmente annullata.

Rimanendo solo nell’ambito dell’operato della Corte Suprema, con il ribaltamento di Roe v. Wade, abbiamo avuto modo di riflettere ampiamente sullo stato dei diritti negli Stati Uniti e su come nessuno di essi è intoccabile, neanche quelli comunemente considerati come  diritti acquisiti. Del resto, non essendo più una pratica utilizzata, il mancato ribaltamento è probabilmente dovuto alla mancanza di contenziosi su questo tema e quindi di ricorsi che possano arrivare davanti alla Corte Suprema per una pronuncia e un eventuale annullamento di Buck v. Bell. Sotto un certo punto di vista, per fortuna.

 

Fonti e approfondimenti

Buck v. Bell – Case Summary and Case Brief, Legaldictionary.net, 12/02/2019.

Buck v. Bell , Oyez, 10/03/2024.

Buck v. Bell Trial, eugenicsarchive.org, 10/03/2024.

Legacy of American Eugenics: Buck v. Bell in the Supreme Court – YouTube

Redazione, The Supreme Court Ruling That Led To 70,000 Forced Sterilizations, npr.org, 07/03/2016.

Wendell Holmes O., “Buck v. Bell”, teachingamericanhistory,org, 10/03/2024.

Wolfe, B. “Buck v. Bell (1927)Encyclopedia Virginia. Virginia Humanities, 12/02/2021.

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