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La lista dei premi Pulitzer nel giornalismo del 2024

Sono stati assegnati ieri in serata i premi Pulitzer del 2024 dalla giuria della Columbia University di New York. In totale sono 23 premi (più una menzione speciale) divisi tra due categorie: giornalismo e books, drama & music. 

Delle 23 categorie, abbiamo scelto di raggruppare solo quelle sul giornalismo (15 in totale). Le altre, dedicate ai diversi ambiti come letteratura, musica e teatro, sono disponibili sul sito del premio.

La simbolica medaglia d’oro viene donata solo al vincitore della categoria dedicata al giornalismo per il bene pubblico. Per tutte le altre è previsto solo un “piccolo premio” di 15 mila dollari.

Servizio pubblico, cronaca internazionale e breaking news

Il premio Public Service – giornalismo per il bene pubblico (e, appunto, la famosa medaglia) è andato a Joshua Kaplan, Justin Elliott, Brett Murphy, Alex Mierjeski e Kirsten Berg di ProPublica. La loro investigazione racconta dei rapporti e regalie tra i giudici della Corte Suprema statunitense e un gruppo di miliardari statunitensi politicamente molto influenti.

Per nostra passione, non possiamo non citare al secondo posto il premio alla cronaca internazionale, quest’anno vinto dal New York Times. A convincere la giuria del Pulitzer, la copertura dell’attacco di Hamas lo scorso 7 ottobre, il racconto dei fallimenti dell’intelligence israeliana nel prevenirlo e la copertura dedicata all’escalation di violenze perpetuate successivamente dalle forze militari israeliane a Gaza.

Il premio Breaking News Reporting – Giornalismo sulle ultime notizie è stato invece  assegnato alla piccola redazione di Lookout Santa Cruz per la copertura delle inondazioni nella contea di Santa Cruz, in California, a gennaio del 2023.

Giornalismo investigativo, explaining reporting e cronaca locale

Il premio per il giornalismo investigativo è stato dato ad Hannah Dreier, del New York Times, per la sua inchiesta sullo sfruttamento del lavoro di minori migranti negli Stati Uniti.

Sarah Stillman del New Yorker ha vinto il premio Explanatory Reporting per il suo lavoro sulle condanne per omicidio volontario nel sistema giudiziario statunitense. Un sistema che ha mandato in carcere, per omicidi non commessi, migliaia di persone afroamericane.

A Sarah Conway del City Bureau e Trina Reynolds-Tyler dell’Invisible Institute il premio per la cronaca locale. Le due giornaliste hanno raccontato i tanti casi di negligenza legati al lavoro della polizia di Chicago nella gestione dei casi di persone scomparse, specie quando riguardavano donne afroamericane.

Cronaca nazionale, storie, approfondimenti e opinioni

Due premi, invece, sono stati assegnati nella sezione “cronaca nazionale”. Uno al Washington Post per il suo lavoro sulla diffusione del fucile semiautomatico AR-15 negli Stati Uniti e il suo “blast effect”. L’altro alla redazione di Reuters per le sue inchieste sul complesso industriale di Elon Musk.

Riappare di nuovo il New York Times nella sezione “storie e approfondimenti”. Vince il premio la collaboratrice Katie Engelhart per il suo racconto delle difficoltà legali ed emotive di una famiglia alle prese con le cure di una donna anziana affetta da demenza senile.

La categoria “opinioni” è stata vinta dal giornalista e attivista russo Vladimir Kara-Murza, collaboratore del Washington Post, per gli articoli scritti durante la sua prigionia contro Vladimir Putin.

Critica, editoriali e giornalismo illustrato

Al critico cinematografico Justin Chang, del Los Angeles Times, è stato assegnato il premio Pulitzer categoria Crisicism per il suo lavoro «ricco di suggestioni e di generi» che «riflette sull’esperienza cinematografica contemporanea».

Vinto da David E. Hoffman del Washington Post il premio nella categoria “editoriali” per la sua copertura sulle tattiche (e le nuove tecnologie) usate dai regimi autoritari per reprimere il dissenso nell’epoca della comunicazione digitale.

All’illustratore e collaboratore del New Yorker Medar de la Cruz è stato assegnato il premio per il reporting e opinioni illustrate. Suo il racconto illustrato delle condizioni di vita nel carcere di Rikers Island, a New York.

Fotografia e giornalismo audio

Alla redazione di Reuters il premio Breaking News Photography per la copertura dell’attacco del 7 ottobre di Hamas in Israele e le successive operazioni militari israeliane nella Striscia di Gaza.

Un solo premio alla redazione di Associated Press, nella categoria “servizi fotografici”, per la copertura dell’arrivo di migranti al confine meridionale degli Stati Uniti.

Il premio sul giornalismo audio, infine, è stato vinto dalla redazione dell’Invisible Institute e di USG Audio. Loro il podcast You didn’t see nothin, che racconta un crimine d’odio compiuto nel 1997 a Chicago.

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