Dalle manifestazioni pacifiche alle proteste violente, il passo a volte è breve. Nel caso della Nuova Caledonia, lo spartiacque è stato il voto nell’Assemblea Nazionale francese del 15 maggio.
La decisione di Parigi ha esteso la lista elettorale del territorio d’oltremare, riconoscendo il suffragio ai cittadini francesi che vivono nell’arcipelago da dieci anni. Decisione che incontra una fortissima resistenza negli indigeni kanak, che vi leggono un ostacolo insormontabile per le proprie aspirazioni.
Le aspirazioni dei kanak
Le origini delle proteste in Nuova Caledonia risalgono molto indietro nel tempo. L’arcipelago nella metà dell’Ottocento è stata preda delle mire espansionistiche della Francia, che intendeva sottrarlo a un’eventuale egemonia britannica.
L’occupazione e lo sfruttamento delle terre si ritorsero contro i kanak, popolazione di origine melanesiana che abitava le isole da più di 3000 anni. L’autonomia degli indigeni lasciò velocemente il posto al regime coloniale francese. Solo negli anni Ottanta, con l’intensificarsi della violenza politica, Parigi si è convinta a sedersi a un tavolo con i kanak.
Un primo compromesso fu raggiunto con gli Accordi di Matignon, nel 1988. Gli accordi riorganizzarono le istituzioni politiche, segnando inoltre l’inizio di un periodo di transizione che sarebbe culminato con una consultazione referendaria.
Una questione di numeri?
I kanak, in particolare dopo i successivi Accordi di Nouméa (1998), speravano che il futuro voto avrebbe finalmente portato all’indipendenza dall’Eliseo. Tuttavia, le diverse consultazioni degli ultimi anni hanno registrato più di una sconfitta per la minoranza kanak, che oggi rappresenta circa il 40% dei 270.000 abitanti.
Tra il 2018 e il 2021 si sono tenute tre consultazioni. Nelle prime due, il fronte contrario a Parigi che non è riuscito a raggiungere la maggioranza. In occasione dell’ultima tornata, invece, i kanak hanno boicottato il voto, dopo che Parigi non ha prestato l’orecchio alla richiesta di posticipare il referendum in ragione della pandemia.
Le altre comunità, a partire dai caldoches di discendenza europea, si schierano ancora su una linea filo francese. La politica in Nuova Caledonia è forse più che altrove una questione di numeri. Per questo la mossa di Macron è così attaccata. Garantendo il diritto di voto a 25.000 francesi, l’estensione del suffragio andrebbe a ridurre ulteriormente il margine politico delle comunità indigene.
Gli altri volti della rivolta
Non solo però solo le pretese indipendentiste a muovere i kanak. Il divario razziale ed economico, eredità sempre attuale del colonialismo in tante parti del mondo, continua a contraddistinguere la realtà dell’arcipelago. In cui le aspirazioni politiche sono quindi anche uno specchio di quelle sociali della minoranza svantaggiata.
La professoressa Alaine Chanter sottolinea come l’emergere di un’élite politica ed economica kanak non sia andata di pari passo con la liberazione della popolazione dall’apartheid de facto che la affligge. Le disuguaglianze oltretutto ora sono esacerbate dall’andamento dell’industria del nichel. Risorsa fondamentale per la transizione ecologica, la Nuova Caledonia ne detiene tra il 20 e il 30% delle riserve mondiali. Il settore occupa un ruolo centrale nell’economia del territorio, impiegando il 25% della forza lavoro.
Non bisogna dimenticare che inoltre le proteste in Nuova Caledonia si inseriscono in una fitta rete di trame sullo scacchiere internazionale. Ci sono potenze già pronte ad approfittare dell’instabilità per favorire i propri interessi nella regione, per esempio la Repubblica popolare cinese. Ma anche altri rivali della Francia sono già al lavoro per minare l’immagine di Parigi, per esempio l’Azerbaigian.
Fonti e approfondimenti
Chanter, A., “The crisis in New Caledonia – Pearls and Irritations”, Pearls and irritation, 21/05/2024
George, N., “Why is New Caledonia on fire? According to local women, the deadly riots are about more than voting rights”, The Conversation, 15/05/2024
Geslin, L., Canas, N., Amid growing social unrest, New Caledonia’s nickel industry is also in turmoil”, Euractiv, 20/05/2024
Harper, D., “How is Azerbaijan involved with France and New Caledonia?”, Euronews, 19/05/2024
Maclellan, N., “Crisis in New Caledonia”, DevPolicy, 17/05/2024