Site icon Lo Spiegone

Chi sono i Neturei Karta, gli ebrei antisionisti

neturei karta

Immagine generata con supporto AI © Lo Spiegone CC BY-NC

L’ebraismo ha la peculiarità di essere una religione etnica, fortemente legata ad un popolo. Infatti la storia dell’ebraismo è anche storia di una comunità. All’interno di questa esiste il movimento dei Neturei Karta, i “Guardiani della città” in aramaico, molto spesso liquidato come un fenomeno marginale. 

Si tratta di una corrente relativamente piccola nell’ambiente degli haredim antisionisti, ebrei strettamente ortodossi. I suoi membri non commerciano con banconote israeliane, non si uniscono alla riserva dell’esercito dello Stato ebraico, obbligatoria per i cittadini israeliani adulti, non cantano l’inno nazionale, non celebrano il giorno dell’indipendenza di Israele e non pregano nel luogo più sacro al giudaismo, il Muro del Pianto. Intrattengono rapporti con Hamas, Hezbollah e Iran e contestano ai sionisti la strumentalizzazione dell’Olocausto.

Etnia e religione

Nell’Ottocento si susseguirono alcuni dei più importanti eventi che avrebbero determinato la contemporaneità. Gli esiti della Rivoluzione Francese innescarono, tra le altre cose, movimenti politici e culturali che influenzarono radicalmente l’ebraismo.

Nel continente europeo si registrarono spinte in direzioni opposte. Da un lato iniziò una progressiva emancipazione. In Europa centrale in particolare gli ebrei iniziarono a integrarsi nelle società di cui erano parte, partecipando attivamente alla vita pubblica. Dall’altro vi furono delle battute d’arresto. L’ antigiudaismo – discriminazione di natura religiosa – è un fenomeno proprio dell’Antichità. Eppure, nel corso dei secoli si è trasformato in antisemitismo, raggiungendo l’apice nel XIX secolo con i imputazioni e violenze qualificate sempre di più in termini sociali e non religiosi

Questo fenomeno rendeva manifesta la sovrapposizione, propria dell’ebraismo, tra religione ed etnia, ma soprattutto portava con sé una serie di effetti collaterali. La fine dell’Ottocento, la nascita degli Stati-nazione e la volontà di creare Stati che presentassero caratteristiche esplicite e peculiari concise con la comparsa delle prime forme di nazionalismo. Quello ebraico nasce in questo contesto. 

La nascita del movimento sionista

Il sionismo nasce come movimento laico e liberale, da Theodore Herzl padre del movimento e autore de Lo stato ebraico, pubblicato nel 1896. L’idea rivoluzionaria di Herzl stava nella possibilità di un ritorno a una Terra promessa, un territorio “giusto” ma soprattutto l’unico possibile.

Il sionismo ridefiniva il significato dell’essere ebreo, non più basato sull’osservanza dei comandamenti divini (la prassi religiosa) ma in modo secolarizzato e basato sull’appartenenza nazionale. La terra destinata ad accogliere il nuovo Stato venne identificata con la Palestina ottomana. La “Terra di Israele” che avrebbe ospitato lo Stato ebraico (Ertz Israel), rimase il punto fondamentale della sua dottrina. Con il tempo il movimento si sfaccettò, ma il nazionalismo ebraico rimase il nerbo delle correnti che si diversificavano.

Fin da subito naque, parallelo al sionismo laico, un movimento sionista religioso. La sua particolarità stava nell’accettazione del sionismo politico come movimento compatibile con la religione. I sionisti religiosi, del tutto minoritari a inizio Novecento, si riunirono in un gruppo denominato Mizrahi, un partito secondo il quale la legge talmudica è fondamentale.

L’idea alla base del sionismo religioso era di tornare nella terra di Israele per riunire il popolo sotto la legge della Torah. Rav Avraham Yizchaq Kook (1865-1935) fu la più grande guida spirituale del sionismo religioso della Palestina mandataria, noto per aver messo in luce la possibilità di ricondurre dentro un piano spirituale messianico l’opera del sionismo laico. Ma Per gran parte dei leader, ortodossi quanto riformati, l’ideale sionista slegato da quello religioso appariva impensabile. Per questo si opposero al movimento sionista laico fin dalle origini. 

I Neturei Karta

L’antisionismo religioso prese allora vie diverse. Una era quella dei gruppi del rifiuto, movimento fondato in Polonia dalle grandi comunità haredim, hasidim e mittnagedim, gruppi di ungheresi e polacchi dell’ortodossia ebrea che reputavano il sionismo laico inadeguato a trasformare l’ebraismo poiché anteponeva l’istanza politica a quella religiosa. 

Tra i principali esponenti dei gruppi del rifiuto due rabbini, Moshe Blau e Amran Blau, si posero in seguito alla guida dei Neturei Karta, movimento fondato nel 1938 a Gerusalemme da ebrei appartenenti all’antica comunità ortodossa stanziata da molte generazioni in Palestina. 

Gli antisionisti più radicali si raccolsero attorno ai Neturei Karta. Secondo questi ultimi la terra oggi occupata dallo Stato d’Israele apparteneva a coloro che la abitavano da secoli. Gli arabi, a qualunque confessione appartessero, e gli ebrei che vivevano nelle terre palestinesi prima dell’affermarsi della colonizzazione sionista.

Le ragioni dell’antisionismo 

I seguaci di questo gruppo, che hanno nel tempo aperto le proprie sedi a Gerusalemme, Londra e New York, hanno spesso vissuto in quartieri isolati dal resto della città. Lontani dal tempo e dalla modernità, nella stretta osservanza della legge sacra e senza mescolarsi con cittadini che professano altre religioni, sono famosi per aver spinto all’estremo l’idea dell’opposizione al sionismo, ideologicamente contrapposto al giudaismo. 

I Neturei Karta si oppongono allo Stato di Israele non perché questo funziona in modo laico, ma in quanto il concetto di uno stato a sovranità ebraica è contrario alla legge della Torah. Tutti i rabbini che, coerentemente alla legge ebraica, si sono opposti al sionismo, non lo hanno fatto per contrapporsi allo stile di vita laico dei dirigenti sionisti o per il rifiuto dei suoi valori e della prassi, ma a causa del fatto che l’intero concetto di uno Stato ebraico è in diretto conflitto con una serie di principi fondamentali dell’ebraismo.

In nome del giudaismo della Torah, questa corrente rifiuta pertanto di riconoscere l’autorità e la stessa esistenza dello Stato d’Israele. Fondare uno Stato giudaico e concepire la terra di Israele come realizzazione politica, in un’azione slegata dalla presenza di un Messia, significa per loro tradire la rivelazione e l’attesa dell’unico attore che può fondare la Terra degli ebrei. 

I Neturei Karta oggi

I Neturei Karta rappresentano oggi una forza di opposizione alle politiche sioniste e partecipano regolarmente alle manifestazioni contro l’occupazione israeliana organizzate dai palestinesi. Un loro rappresentante ricopre la carica di ministro degli Affari religiosi nel governo della Autorità palestinese.

I membri di Neturei Karta hanno visitato Jenin il 9 gennaio del 2023, in un evento ampiamente trattato dalla stampa palestinese, in cui la delegazione ha incontrato il segretario generale del partito Fatah, Ata Abu Ramila, e il capo della Jihad islamica palestinese (PIJ), Maher al-Akhras. Durante la visita, hanno dichiarato: “Non importa quanto passi il tempo. Continueremo ad aderire al nostro sogno e ai nostri obiettivi comuni. Vogliamo la Palestina con la sua capitale, Gerusalemme, e il governo palestinese, così da poter vivere felici”.

Secondo alcune stime, i suoi circa 5.000 seguaci sono concentrati principalmente a Gerusalemme. Il numero di famiglie che potrebbero essere classificate come membri o attivisti di Neturei Karta di per sé è relativamente piccolo (alcune migliaia). Tuttavia, nonostante le sue piccole dimensioni la Neturei Karta ha esercitato una notevole influenza sui dibattiti sulla relazione tra ebraismo e sionismo che continuano fino ad oggi. 

Fonti e approfondimenti

Biagini, Furio. Giudaismo contro sionismo: storia dei Neturei Karta e dell’opposizione ebraica al sionismo e allo Stato di Israele. Edizioni l’Ornitorinco, 2010.

Inbari, Motti. “Rabbi Amram Blau Founder of the Neturei Karta Movement: An Abridged Biography.” Hebrew Union College Annual 81 (2010): 193–232.

Shanon Shah. “Neturei Karta.” In James Crossley and Alastair Lockhart (eds.) Critical Dictionary of Apocalyptic and Millenarian Movements. 15 January 2021. 

Exit mobile version