Nonostante gli effetti della guerra diventino sempre più devastanti, il cessate il fuoco a Gaza resta un miraggio. Continuano così le tensioni in Medio Oriente. Mentre al Cairo proseguono i negoziati per raggiungere una tregua nei Territori palestinesi e la liberazione degli ostaggi ancora nelle mani di Hamas, nel Mar Rosso le offensive degli Houthi non si placano. Gli attacchi delle milizie continuano a rendere pericoloso e molto costoso il trasporto marittimo globale via canale di Suez.
Gli ultimi attacchi
Pochi giorni fa, il 2 marzo, gli Houthi hanno lanciato il loro primo attacco diretto all’Italia verso la nave Carlo Duilio. In risposta, l’equipaggio del cacciatorpediniere della Marina ha abbattuto il drone dei ribelli a 6 chilometri di distanza dall’imbarcazione.
Il 4 marzo, gli Houthi hanno poi attaccato la nave portacontainer MSC SKY II, battente bandiera del Belize, di proprietà del Regno Unito, che navigava attraverso lo stretto di Bab el-Mandeb.
A bordo della nave, che trasportava 41.000 tonnellate di fertilizzanti a base di fosfato di ammonio, è scoppiato immediatamente un incendio, poi domato dall’equipaggio. Lo rende noto il Comando centrale americano (Centcom), che su X ha dichiarato di aver condotto poco dopo alcuni attacchi di autodifesa contro altri due missili anti-nave.
Secondo il Centcom, questi “rappresentavano una minaccia imminente ai mercantili e alle navi della Marina americana nella regione” del Mar Rosso. “Queste azioni – spiega il comando su X – sono effettuate per proteggere la libertà della navigazione e per rendere le acque internazionali più sicure per i mercantili e le navi militari americane”.
Secondo alcune fonti, gli Houthi avrebbero anche tagliato tre cavi sottomarini, interrompendo così le reti di telecomunicazioni, compreso il traffico internet.
I danni al commercio globale
A partire dal 17 ottobre 2023, gli Houthi, conosciuti anche come Ansar Allah (partigiani di Dio). Il gruppo armato che controlla la maggior parte del territorio dello Yemen, ha iniziato a colpire regolarmente le navi commerciali in transito fra l’oceano Indiano e il mar Rosso, rotta fondamentale per i commerci globali. Da qui passa il 12% del commercio mondiale e il 30% del traffico dei container.
Gli attacchi missilistici mettono sotto scacco i traffici commerciali mondiali e costringono così le imbarcazioni a circumnavigare l’Africa, oltrepassando il Capo di Buona Speranza, e allungando il percorso di oltre 5.500 km. Questo significa anche un aumento di circa due settimane di viaggio e di conseguenza dei prezzi finali dei beni d’acquisto.
Fin da subito Stati Uniti e Regno Unito hanno condotto numerosi attacchi aerei contro diversi obiettivi legati agli Houthi nello Yemen. Questo, dopo aver intimato più volte al movimento di interrompere i raid contro le navi in transito nello Stretto di Bab El-Mandeb, tra Yemen e Gibuti.
Il movimento yemenita ha iniziato l’attacco sistematico contro le navi mercantili nel Mar Rosso a seguito dell’escalation dello scoppio della guerra in Palestina, con l’obiettivo di un cessate il fuoco a Gaza e la fine immediata del blocco israeliano sul territorio palestinese.
La missione Aspides
In Italia si è votato oggi per l’approvazione della missione Aspides. La missione militare, già approvata dall’Unione europea, sarà inizialmente composta da quattro fregate provenienti da Francia, Germania, Grecia e Italia, troverà la sua base operativa in Grecia e sarà a guida italiana.
Aspides, con una “guerra difensiva” – espressione che ha sollevato molti dubbi tra le fila dell’opposizione – ha il compito di garantire la libertà di navigazione nel Mar Rosso e proteggere le navi in transito dagli attacchi portati avanti dal gruppo armato.
Fonti e Approfondimenti
Betrò, F., “Chi sono gli Houthi”, Lo Spiegone, 28/02/ 2024
Lowe, Y., “Middle East crisis: Ceasefire deal possible within 24 to 48 hours if Israel accepts demands, Hamas official says as it happened”, The Guardian, 3/3/2024
Wintour, P., “Italian warship forced to shoot down Houthi missile in Red Sea”, The Guardian, 3/3/2024