Il Canada ha deciso di bloccare la fornitura di armi a Israele. Il governo di Justin Trudeau cesserà le esportazioni in seguito a una mozione parlamentare passata alla Camera dei Comuni, nonostante questa non sia vincolante. La ministra degli Esteri Mélanie Joly lo ha confermato.
La mozione
La mozione parlamentare è stata presentata dal Nuovo Partito Democratico (NDP). I Democratici, che sostengono il governo di minoranza di Trudeau, avevano già espresso la loro frustrazione per la mancata protezione dei civili a Gaza. La proposta è stata accolta con una maggioranza di 204 voti favorevoli e 117 contrari, raccogliendo il sostegno dei liberali, del Bloc Québécois e dei Verdi.
La mozione originaria sosteneva un cessate il fuoco immediato (a cui si aggiungeva un appello al disarmo di Hamas); il riconoscimento dello Stato di Palestina (cambiato in sostegno alla “istituzione dello Stato di Palestina come parte di una soluzione negoziata a due Stati”) e la sospensione delle vendite di armi (che è stata cambiata in cessazione). La versione approvata invita anche il governo canadese a lavorare “verso la creazione dello Stato di Palestina”.
La leadership canadese
Sebbene ritenga legittimo il diritto di Israele a difendersi dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre, Trudeau è diventato sempre più critico nei confronti dell’attuale strategia militare israeliana. Il Primo ministro non è l’unico a vederla così.
Il ministro degli Esteri, responsabile legale nell’approvazione o nel rifiuto dei permessi di esportazione di beni e tecnologie militari, ha affermato che il cambiamento è significativo e non meramente simbolico, e riflette le intenzioni del governo. Tuttavia mancano ancora dettagli sul cambiamento effettivo nella politica canadese.
Gran parte dell’attrezzatura esportata viene modificata in Israele, per poi essere rispedita per il riutilizzo dalle forze armate canadesi o spedita agli alleati del Canada all’estero. Gli armamenti compresi in questo “giro” costituiscono la maggior parte delle più recenti esportazioni militari del Canada verso lo Stato ebraico. Basti pensare che dei 70 milioni di dollari di transazioni approvate fra il 7 e l’8 ottobre, quasi il 70% ha seguito tale prassi.
Un cambiamento reale?
Bisognerà quindi aspettare per comprendere i concreti sviluppi della decisione. Quel che è certo, è che il provvedimento segnala un allontamento dalla leadership sionista, che ha prontamente risposto all’iniziativa.
Il ministro degli Esteri israeliano Israel Katz ha commentato che “è deplorevole che il governo canadese stia facendo un passo che mina il diritto di Israele all’autodifesa contro i terroristi di Hamas”.
Fonti e approfondimenti
Cecco, L., “Canada to halt arms sales to Israel after non-binding vote in house of commons”, The Guardian, 19/03/2024
MacCharles, T., “Trudeau government to stop sending arms to Israel once details are worked out, Foreign Affairs Minister Mélanie Joly says”, Toronto Star, 19/03/2024
Haaretz, “Israeli FM Slams Canadian Counterpart’s Decision to Stop Sending Arms to Israel”, 19/03/2024