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Le esportazioni di grano dall’Ucraina sono tornate ad aumentare

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Immagine generata con supporto AI © Lo Spiegone CC BY-NC

Aumentano le esportazioni di grano dall’Ucraina. Secondo l’International Grain Council, le esportazioni di cereali e semi oleosi sono tornate agli stessi livelli del marzo 2023. Cioè da quando l’Iniziativa del Mar Nero, promossa dalle Nazioni Unite, garantiva il commercio alimentare per via marittima. 

L’Iniziativa prevedeva un accordo fra l’Ucraina, la Russia e la Turchia, permettendo a milioni di tonnellate di grano e altri prodotti alimentari di lasciare i porti ucraini e salvaguardare così la sicurezza alimentare globale. Almeno fino a quando la decisione unilaterale di Mosca di non rinnovarlo ha bloccato tutto. 

L’Ucraina e il grano

Prima dell’invasione, l’Ucraina era il settimo esportatore mondiale di grano, il quarto esportatore di orzo e il maggiore esportatore di semi di girasole. In seguito, le sue esportazioni sono crollate e i prezzi mondiali del grano aumentati vertiginosamente, colpendo in particolare le popolazioni dei paesi più poveri del mondo.

Dopo l’uscita russa dell’accordo, il Cremlino aveva avvertito che avrebbe considerato l’ingresso di qualsiasi nave in Ucraina come un potenziale obiettivo militare. Da lì in poi, poche navi mercantili hanno osato raggiungere i porti ucraini. Le esportazioni mensili di grano sono così scese a circa 2 milioni di tonnellate nei mesi di luglio, agosto e settembre 2023. L’Ucraina ha quindi istituito un nuovo “corridoio temporaneo di esportazione”, che abbraccia la costa occidentale, passando anche attraverso le acque territoriali di Romania e Bulgaria, due paesi della NATO. 

Nell’ambito del programma “corsie di solidarietà” dell’Ue, l’Ucraina sta anche inviando grano via terra e chiatte ai porti sul fiume Danubio, o al porto di Costanza, per essere caricato su imbarcazioni che poi viaggeranno attraverso il Mar Nero. Il grano ucraino viene esportato in Europa per essere venduto all’arrivo o spedito dai porti europei verso altri Paesi. L’Ucraina ha esportato 5,2 milioni di tonnellate di cereali e mais a marzo, 5,8 milioni di tonnellate a febbraio e 5,3 milioni di tonnellate a gennaio. Prima dell’invasione della Russia nel 2022, il Paese mandava all’estero circa 6,5 milioni di tonnellate ogni mese.

Il grano e l’Europa

Per aiutare l’economia dell’Ucraina, l’Unione europea ha eliminato le tariffe sulle importazioni dal Paese. Questo ha causato nei Paesi dell’Europa orientale un certo dissenso e provocato le proteste degli agricoltori. Essi lamentano l’inondazione dei mercati interni che farebbe abbassare i prezzi all’ingrosso colpendo i profitti.

La Polonia ha imposto il proprio divieto sulle importazioni di grano ucraino e gli agricoltori polacchi in queste settimane hanno bloccato i valichi di frontiera con l’Ucraina. Lo scorso mese, la Commissione europea ha proposto un tetto alle importazioni esenti da dazi di alcuni prodotti ucraini, tra cui avena, uova, pollame e zucchero. Tuttavia la stessa Commissione ha confermato che tutte le altre importazioni ucraine nell’UE – compresi grano e orzo – rimarranno esenti da dazi almeno fino a giugno 2025. Proponendo inoltre di aumentare le tariffe sul grano russo e bielorusso per ridurre le eccedenze nei paesi dell’Europa orientale.

Le proteste 

Le proteste però non si sono fermate. Nelle scorse settimane gli agricoltori polacchi hanno scaricato grano ucraino dai vagoni merci fermi al valico di frontiera Medyka-Shehyni. Il blocco stradale provocato dai manifestanti ha paralizzato circa 2.900 camion in attesa di attraversare la Polonia per tornare in Ucraina.

Il dissenso non riguarda solo la Polonia. Anche in Romania, Ungheria, Bulgaria e Slovacchia le proteste si sono fatte sentire. Insieme alla Polonia, lo scorso anno avevano già provato a bloccare l’importazione di grano ucraino lamentandosi per le eccedenze. “Invece di corridoi di esportazione, i nostri Paesi stanno diventando magazzini”, secondo il ministro dell’agricoltura bulgaro.

Anche gli agricoltori di Francia, Belgio, Portogallo, Grecia, Spagna e Germania hanno protestato contro l’aumento dei costi e quella che ritengono concorrenza sleale dall’estero. Ma anche contro i vincoli per affrontare la crisi climatica che limiterebbero il loro spazio di manovra. Una soluzione a breve termine non sembra però esserci. 

 

Fonti e approfondimenti

BBC, “How much grain is Ukraine exporting and how is it leaving the country?”, 02/04/2024

Di Mambro, A., “Ukraine’s grain exports back to 2023 levels thanks to Black Sea route”, Euractiv, 20/02/2024

Dodd, E., Welsh, C., “Fracturing Solidarity: The Grain Trade Dispute between Ukraine and the European Union”, CSIS – Center for Strategic Studies, 20/02/2024

Harding, L., O’Carrol, L., “Polish farmers dump grain in protest as Ukraine dispute deepens”, The Guardian, 20/02/2024

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