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Come risponderà Israele al contrattacco dell’Iran

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@Adilhan_kz - GoodFon - CC0

Nella notte tra il 13 e il 14 aprile l’Iran ha attaccato direttamente Israele, per la prima volta nella storia, con oltre 300 tra droni e missili – balistici e cruise. L’attacco è avvenuto dopo che lo Stato ebraico aveva colpito il consolato di Teheran a Damasco, uccidendo 16 persone tra cui due importanti generali delle Guardie rivoluzionarie: Mohammad Reza Zahedi e il suo vice Haji Rahimi. Tra i due Paesi le ostilità però non sarebbero finite qui: Israele infatti potrebbe preparare una risposta. 

Che cosa è successo 

Il raid sullo Stato ebraico era stato ampiamente annunciato sui media, affinché il livello dell’attenzione si alzasse e, allo stesso tempo, il regime degli ayatollah non perdesse la faccia con il suo popolo. Serviva una dimostrazione di forza sia interna che esterna. Ma senza esagerare: per questo la potenza di fuoco iraniana non è stata sprigionata in tutta la sua forza. 

Inoltre, prima che i droni arrivassero nello spazio aereo di Israele, gli ayatollah avevano già comunicato all’Onu che, dal loro punto di vista, la questione poteva dichiararsi chiusa. Secondo molti analisti l’azione iraniana è stata proporzionata. Anche considerando che per il diritto internazionale attaccare una sede diplomatica equivale ad attaccare uno Stato. 

Questo non ha evitato che Tel Aviv promettesse vendetta. Senza contare che il 99% degli attacchi è stato neutralizzato, molti dei quali prima ancora di superare i confini dello Stato ebraico. Grazie all’intervento, tra gli altri, di Usa, Francia, Gran Bretagna e di alcuni Paesi sunniti come Giordania e Arabia Saudita. 

Secondo il ministro della Difesa israeliano, Yoav Gallant, “non c’è altra scelta” che rispondere. Lo stesso ha affermato il comandante delle Israel defence forces (Idf) Herzi Zalevi: “La risposta ci sarà”. Anche il Primo ministro Benjamin Netanyahu ha avvisato la Repubblica islamica, sostenendo che dovranno “aspettare nervosamente” che questo accada. Gli scenari che si aprono ora sono diversi. Scenari che devono tenere conto della volontà degli alleati, Stati Uniti in primis, che hanno cercato di dissuadere il governo di Bibi da far partire un’escalation. 

Le ipotesi 

La prima possibilità è che Israele si lasci persuadere a non fare nulla. Uno scenario simile a quello della Prima guerra del Golfo, quando Saddam Hussein inviò gli Scud contro Tel Aviv nel 1991 sperando che quest’ultima reagisse e mettesse così in difficoltà i Paesi del Golfo, che avevano concesso l’uso delle proprie basi militari alla coalizione. 

Il presidente statunitense George H. Bush riuscì a convincere l’alleato a non rispondere. Sembra complicato però che lo scenario si ripeta. Come che Tel Aviv risponda in egual misura al contrattacco di Teheran: questo porterebbe a una reazione ancora più violenta. In questo scenario, potrebbero essere presi di mira addirittura i siti legati al nucleare iraniano.

Teheran avrebbe arricchito oltre 120 chili di uranio al 60% secondo l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea). Un passo decisivo nel programma iraniano verso l’atomica – anche se non è mai stato ufficializzato, Israele ne è già a disposizione. I centri nucleari non sono comunque un bersaglio facile. Uno dei più grandi, a Natanz, è scavato sul fianco di una montagna nella catena degli Zagros, così in profondità che potrebbe essere impenetrabile anche alla più grande bomba anti-bunker prodotta negli Usa. 

Un’alternativa più soft potrebbe essere un attacco informatico, i cui risultati però Netanyahu potrebbe difficilmente vantare come una vittoria. La combinazione di un attacco informatico e di uno militare potrebbe aprire a eventi catastrofici. Più verosimile, dunque, che Israele si muova in maniera diversa. Magari tornando a colpire basi militari iraniane interne o stanziate in altri Paesi, oppure eliminando membri di spicco dei Pasdaran. Uno degli obiettivi potrebbe essere Amir Ali Hajizadeh, comandante delle forze aerospaziali del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC), che ha ideato l’attacco. 

Ancora, Tel Aviv potrebbe decidere di rispondere in maniera indiretta, andando a colpire in modo più sostenuto le milizie che Teheran finanzia, come gli Houthi dello Yemen o Hezbollah, che dal 7 ottobre sta creando problemi lanciando missili verso Israele dal sud del Libano. 

La componente politica

Il gabinetto di guerra israeliano è composto dal premier Benjamin Netanyahu, dal ministro della Difesa Yoav Gallant e dall’ex capo dell’esercito israeliano, Benny Gantz. Attorno a loro, i falchi dell’estrema destra spingono per un’azione ferma. Il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, per esempio, ha sollecitato una risposta che “riecheggi in tutto il Medio Oriente”. 

Netanyahu ha una popolarità nel Paese ai minimi storici. Se non ci fosse stata l’escalation contro i palestinesi probabilmente il suo governo sarebbe già giunto al termine e lui avrebbe dovuto affrontare accuse di corruzione. Senza contare che Bibi non si è mai assunto la responsabilità del fallimento dell’intelligence in occasione del 7 ottobre e della risposta contro Hamas, che ha portato ad almeno 33 mila morti tra i palestinesi e non alla liberazione di tutti gli ostaggi israeliani. 

Il rischio è che il leader del Likud potrebbe scegliere di esacerbare il conflitto, sia contro l’Iran che nella Striscia. Da una parte, per presentarsi come colui che ha risolto definitivamente il problema di Hamas. Dall’altra, per far passare in secondo piano proprio le atrocità commesse a Gaza. Se iniziasse un conflitto regionale contro l’Iran, gli Stati Uniti verosimilmente accorrerebbero in soccorso di Israele lasciandosi alle spalle le frizioni degli ultimi mesi sulla politica militare.

 

Fonti e approfondimenti

Cordall, S., “What does Israel want to do after Iran’s drone and missile attacks?”, al Jazeera, 14/04/2024

Detsch, J., “3 Ways Israel Could Respond to Iran”, Foreign Policy, 15/04/2024

Gambrell, J., “An Iranian nuclear facility is so deep underground that US airstrikes likely couldn’t reach it”, AP, 22/05/2023

McKernan, B., “All-out war or de-escalation: what will Netanyahu do next?”, The Guardian, 14/04/2024

Picheta, R., “Why Iran attacked Israel and what comes next”, CNN, 15/04/2024

The Times of Israel, “Argentina court blames Iran for 1990s terror attacks on Israeli embassy, AMIA center”, 12/04/2024

Wood, G., “What Will Israel’s Netanyahu Do Now About Iran?”, The Atlantic, 14/04/2024



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