L’Ecuador e il Messico hanno interrotto le relazioni diplomatiche. Lo scontro diplomatico tra i due Paesi va avanti da mesi, ma il casus belli è stato l’irruzione il 5 aprile della polizia ecuadoriana all’ambasciata messicana a Quito per arrestare l’ex vicepresidente Jorge Glas. Perché si è arrivati a tanto?
Le vicende giudiziarie di Glas
Glas è stato vicepresidente dell’Ecuador sotto due governi: quello di Rafael Correa, iniziato nel 2013, e quello di Lenin Moreno, che ha vinto le elezioni nel 2017. In questa seconda occasione, però, il suo mandato dura poco. A causa di un’indagine per sospetta corruzione nel caso Odebrecht, Moreno lo esautora dalle sue funzioni e lui rimane formalmente in carica fino a inizio gennaio 2018, subito dopo la condanna a sei anni di carcere per aver ricevuto 13,5 milioni di dollari di tangenti nella vicenda Odebrecht.
La sentenza viene confermata nell’ottobre del 2019 dalla Corte suprema dell’Ecuador. Nel frattempo, altri due procedimenti incombono su Glas. Nel 2020 viene condannato a 8 anni per corruzione aggravata, nel 2021 arrivano altri otto anni di reclusione a seguito di un processo per abuso di fondi pubblici. Il 17 dicembre 2023 l’ex vicepresidente si rifugia nell’ambasciata messicana in Ecuador, il 5 gennaio 2024 un giudice ordina la custodia cautelare per il caso “Reconstruccion de Manabì“.
La crisi tra Ecuador e Messico
Il governo di Quito anticipa che non concederà il salvacondotto a Glas, cosa di cui anche il Messico è consapevole. Il gioco di forza diplomatico tra i due Paesi latinoamericani, però, va avanti, e il 1° marzo 2024 il governo dell’Ecuador chiede il permesso al Messico per entrare con le forze armate nell’ambasciata e arrestare Glas. La richiesta viene prontamente negata.
Le relazioni tra le due cancellerie subiscono un ulteriore arresto quando Quito decide di dichiarare “persona non grata” l’ambasciatrice messicana Raquel Serur, poi costretta a lasciare il Paese. La mossa è una rappresaglia diplomatica per le parole del presidente messicano Andres Manuel Lopez Obrador. Egli lascia intendere che Fernando Villavicencio (candidato alle elezioni del 2023 in Ecuador) è stato ucciso per danneggiare il correismo. L’omicidio secondo Amlo ha fatto crollare le intenzioni di voto per Luisa González, la candidata di sinistra che era in testa alle urne.
Un’accusa intollerabile per Quito. Ma la vicenda non finisce qui, perché intanto Città del Messico diffonde un comunicato nel quale annuncia la concessione dell’asilo politico all’ex vicepresidente ecuadoriano. Aggiungendo che lo notificherà formalmente all’Ecuador trasmettendo il salvacondotto, affinché Glas possa andare all’aeroporto e viaggiare verso il Messico. Come anticipato, la Cancelleria ecuadoriana lo nega.
Da qui si arriva al 5 aprile, quando la polizia nazionale irrompe all’ambasciata del Messico: le immagini degli uomini armati che entrano fanno il giro del mondo. Glas viene arrestato e portato al carcere La Roca, a Guayas, affinché venga eseguito il provvedimento giudiziario emesso contro di lui. Poco dopo l’arresto Glas si sente male e viene ricoverato in ospedale, per poi tornare in prigione. Gli avvocati annunciano che faranno ricorso perché l’arresto è avvenuto in modo illegale.
Le conseguenze dell’irruzione
Il governo messicano interrompe le relazioni con quello ecuadoriano e chiede al suo personale diplomatico di lasciare il Paese. Lo stesso fanno, a stretto giro, anche gli alleati messicani del Nicaragua di Daniel Ortega e del Venezuela di Nicolas Maduro. Ma è tutta – o quasi – la comunità internazionale a criticare la decisione dell’esecutivo di Daniel Noboa. Paesi come Brasile, Colombia, Cile, Stati Uniti e Argentina hanno condannato l’ingresso della polizia all’ambasciata del Messico e la decisione è stata duramente criticata anche dall’Unione europea.
L’Organizzazione degli Stati americani ha definito “inappropriate” le azioni dell’Ecuador e ha respinto “qualsiasi azione che violi o metta a rischio l’inviolabilità delle sedi delle missioni diplomatiche”. Il governo ecuadoriano ha giustificato l’arresto di Glas. Sostenendo che “non è lecito concedere asilo politico a persone condannate o sotto processo per delitti comuni e da tribunali ordinari competenti“. Visto che Città del Messico ha concesso “un asilo diplomatico contrario al quadro giuridico convenzionale, si è proceduto con il suo arresto”.
La difesa dell’Ecuador
Le motivazioni sostenute dall’Ecuador hanno fatto storcere il naso a più di un giurista. Con l’irruzione nell’ambasciata sono state compromesse l’inviolabilità della sede diplomatica – garantita dal diritto internazionale – e il diritto d’asilo.
La prima norma si trova codificata nella Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche. Si tratta di un accordo sulle relazioni diplomatiche firmato nel 1961, il cui articolo 22 stabilisce, con assoluta chiarezza, che le forze di polizia non possono entrare nella sede diplomatica senza il consenso dell’ambasciatore. L’ambasciata è considerata come un’estensione del territorio dello Stato e per questo entrare senza il permesso significa violare le norme.
Ma Quito ha trasgredito anche a un’altra regola, quella del diritto d’asilo, che ha origine nella Convenzione sull’asilo diplomatico adottata a Caracas nel 1954. Qui si spiega che concedere il diritto d’asilo spetta agli Stati, non ai richiedenti asilo: è diritto dello Stato messicano concedere asilo a Jorge Glas.
L’Ecuador si difende sostenendo che la Convenzione di Caracas vieta di concedere asilo a chi è perseguito per reati comuni, come Glas. Un presupposto che però si scontra con la seconda parte della convenzione, nella quale si chiarisce che l’asilo è appropriato quando è motivato da eventi politici e che è esclusivamente il Paese che lo concede – in questo caso il Messico – a poterlo qualificare come tale. Se anche il Messico avesse concesso l’asilo a una persona al di fuori dei requisiti previsti, avrebbe dovuto affidarsi alla diplomazia per farle lasciare il luogo. Non intervenire militarmente.
Fonti e approfondimenti
Expansión, “Conflicto México-Ecuador: ¿Qué está pasando entre ambos países?”, 16/04/2024
Lozano, D., “Venezuela, tercer país que rompe con Ecuador tras el asalto a la embajada mexicana”, el mundo, 16/04/2024
Leone, A., “Verso le elezioni in Ecuador, tra il ritorno al correismo e la svolta a destra”, Lo Spiegone, 5/02/2021
Fürst, A., “L’altra America: l’Ecuador”, Lo Spiegone, 19/09/2019
Vaquero Simancas, J., “Los ecuatorianos en México enfrentan la incertidumbre ante el conflicto diplomático”, El Paìs, 14/04/2024