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Elezioni europee, ora Meloni che farà?

meloni von der leyen

European Commission -WIkimedia Commons - CC BY 4.0

Giorgia Meloni ha vinto le elezioni europee e Fratelli d’Italia è il primo partito nel Paese, il terzo in Europa con 24 seggi. Un risultato storico, la presidente del Consiglio è arrivata a sostenere di essere più felice oggi che dopo le elezioni del 2022. C’è da capirlo: presidente del Gruppo dei conservatori e riformisti europei (Ecr), con le destre in forte crescita in tutte Europa, la premier italiana ora può giocare un ruolo importante anche a Bruxelles. Ma il rischio di non toccare palla è dietro l’angolo. 

Maggioranza Ursula allargata?

La presidente uscente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, si avvia verso il bis dopo la riconferma dei popolari che in Europa sono ancora primo gruppo e che, anzi, hanno migliorato il risultato di 5 anni fa. La cosiddetta maggioranza Ursula tiene dentro il Ppe, i socialdemocratici (S&D) e i liberali (Renew Europe). 

Gli S&D, tutto sommato, hanno retto l’urto, perdendo solo 4 seggi. Renew, invece, ha accusato il crollo di Emmanuel Macron in Francia, doppiato dal Rassemblent National di Marine Le Pen e costretto a sciogliere l’Assemblea nazionale per indire nuove elezioni, in 20 giorni. In totale, la coalizione che ha sostenuto in questi anni von der Leyen ha perso una quindicina di seggi, ma ha tenuto botta e teoricamente potrebbe governare da sola. 

Teoricamente, appunto, perché a stando così le cose i tre gruppi raggiungerebbero i 400 seggi, 40 in più del minimo richiesto di 360, ma non abbastanza per tenersi al sicuro da franchi tiratori. Anche per questo von der Leyen ha detto che per la coalizione parlerà prima di tutto con “le grandi famiglie europee” con cui ha collaborato, ma anche che lascerà “porte aperte” per ascoltare altre voci. 

Liberali e socialisti hanno già posto il veto su un possibile allargamento a destra della coalizione. Escludendo quindi Ecr e soprattutto Identità e democrazia, di cui fanno parte – tra gli altri – Rn, la Lega e Alternative für Deutschland che al momento è fuori ma potrebbe essere reintegrato dopo dopo aver escluso Maximilian Krah. Più facile che si apra ai verdi, che hanno ottenuto 53 seggi, ma che chiederebbero garanzie sul Green Deal per accettare la proposta. Per Ecr, e soprattutto per Meloni, capitalizzare il risultato delle europee sarà quindi complicato. 

Scenari possibili

Meloni prende tempo. La leader di FdI ha detto che quando verrà formulata la proposta questa verrà valutata e che l’Italia non resterà a guardare. Ma la sua posizione non è delle più comode. 

Se non dovesse entrare nella coalizione a sostegno di von der Leyen, o di un altro candidato dell’ultimo minuto, Meloni rischia di rimanere altri cinque anni all’opposizione a Bruxelles. Da una parte questo potrebbe avere un effetto positivo sul suo elettorato interno, ma dall’altra significa non poter influenzare praticamente in nessun modo le decisioni del Parlamento europeo. E dover subire scelte che in Italia vengono fortemente osteggiate. Dalle decisioni sui migranti alla difesa del made in Italy, fino alle conseguenze della transizione ecologica. 

Una delle possibilità è che Meloni dia una sorta di appoggio esterno alla maggioranza, il che gli permetterebbe di mantenere un equilibrio e poter anche contare. Rispetto ai suoi alleati di Ecr, infatti, la presidente del Consiglio italiana è l’unica a governare nel proprio Paese. Gli alleati spagnoli di Vox e quelli polacchi del Pis (che nel 2019 sostennero von der Leyen) hanno le mani più libere. Bisognerebbe quindi capire se, in caso di un appoggio esterno, seguirebbero la presidente di Ecr, che tra l’altro valuta l’allargamento ai romeni di Aura e agli ungheresi di Fidesz, il partito di Viktor Orban. 

Senza contare che c’è qualcosa di ancora più a destra di Ecr, ovvero Id, che gioverebbe di questa situazione. Per molti è difficile cogliere le sfumature che dividono i due gruppi e, non a caso, si parla in modo sempre più insistente di una possibile fusione. Una mossa che Orban apprezzerebbe molto. 

Fonti e approfondimenti

European Parliament. 2024 European election results

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