La Francia ha un nuovo premier. Si tratta di Michel Barnier, nominato dal presidente Emmanuel Macron. Con questa mossa, il presidente della Repubblica ha posto fine a un lungo periodo di transizione dopo le elezioni e la “tregua olimpica”. Una scelta che ha subito dato vita a diverse polemiche, visto il risultato del recente voto parlamentare e, si può dire, controcorrente.
Barnier, 73 anni, originario della regione alpina dell’Alta Savoia, è diventato deputato francese a soli 27 anni, negli anni ’70, ed è entrato nel governo a metà degli anni ’90 con sotto la presidenza di Jacques Chirac. Veterano della politica, Barnier è un importante esponente conservatore dei repubblicani (Les Républicains), partito di centrodestra. Oltre a essere figura nota a Bruxelles, dove ha rivestito il ruolo di capo negoziatore dell’Unione europea per la Brexit e in precedenza per due volte commissario europeo.
Lo spostamento a destra di Bernier
Dopo aver perso la nomination del suo partito per poter sfidare Macron alle presidenziali del 2022, nell’ultimo biennio Barnier era rimasto un po’ ai margini mediatici della sfera pubblica francese. Resta il fatto che il neo Primo ministro, da posizioni moderate, si è spostato sempre più verso destra in questi anni.
Durante la campagna per l’Eliseo, Barnier ha infatti puntato verso destra chiedendo una “scossa elettrica” sulla sicurezza, una moratoria sull’immigrazione e la reintroduzione del servizio militare, provocando reazioni di stupore fra i suoi ex colleghi di Bruxelles. Reazioni poi esacerbate, in seguito alle dichiarazioni in cui chiedeva che la Francia non fosse “più soggetta alle sentenze” della Corte di giustizia dell’Unione europea e della Corte europea dei diritti dell’uomo. Aggiungendo poi di non “gradire molto il concetto di sovranità europea”
Come candidato alla presidenza, Barnier ha proposto di “porre fine all’immigrazione non europea per tre o cinque anni” e nel mentre di questo stop, ha suggerito di “rivedere tutte le procedure riguardanti l’asilo, il ricongiungimento familiare, i permessi di soggiorno e le espulsioni”. Ciò che avvicina di più Barnier a Macron è l’economia. In questo campo i due sembrano avere visioni piuttosto compatibili, a partire dalla tanto contestata e famigerata riforma pensionistica perorata e trasformata in legge dal presidente.
La visione economica di Barnier
È infatti improbabile che Barnier spinga per annullare il provvedimento di Macron di aumentare l’età pensionabile a 64 anni, dato che nel suo programma politico aveva sostenuto l’intenzione di aumentarla a 65. Il presidente è stato poi irremovibile nella volontà di non voler nominare un Primo ministro che avesse l’intenzione di voler tornare indietro su questo, mettendo fuori gioco la maggior parte delle opzioni provenienti da sinistra.
Sintonia sembra esserci anche sulla volontà comune di voler tagliare le tasse e ridurre la burocrazia sulle imprese francesi. Barnier, da candidato, aveva sostenuto la necessità di tagliare le tasse sulla produzione di 10 miliardi di euro. Ma su questo e altri temi la sua esperienza a Bruxelles potrebbe essere un fattore decisivo, vista la situazione di Parigi nei confronti dell’Unione europea. Dove la Francia è fortemente tenuta d’occhio per l’eccessivo deficit commerciale cui dovrà far fronte con un piano di tagli alla spesa pubblica. Con un comunicato ufficiale rilasciato su X, l’Eliseo prevede che il nome di Barnier sia quello che abbia la maggiore possibilità di garantire stabilità governativa. Macron lo ha incaricato di “formare un governo unificante al servizio del Paese e del popolo francese”.
Il governo di Barnier
Barnier ha detto che il suo governo risponderà il più possibile “alla rabbia, alla sofferenza, al sentimento di abbandono e all’ingiustizia che attraversa molte delle nostre città, quartieri e campagne”. Tra i temi chiave del suo mandato ha citato la sicurezza, “il controllo dell’immigrazione, dei posti di lavoro e della qualità della vita del popolo francese” e la difesa degli interessi francesi in Europa. Ha detto che la Francia dovrà affrontare “verità difficili”, riferendosi alla situazione finanziare cui abbiamo accennato sopra, e ha chiesto “molto rispetto” fra “tutte le forze politiche rappresentate”.
In ogni caso senza una maggioranza parlamentare sarà tutto molto complicato. La Francia non è un Paese abituato alla costruzione di ampie coalizioni o maggioranze parlamentari e qualsiasi Primo ministro in questa situazione rischierebbe una mozione di sfiducia che lo porterebbe alla caduta, Barnier compreso. Sebbene le elezioni presidenziali e legislative siano separate in Francia, in genere si svolgono in stretta successione, con i venti politici che sostengono il candidato presidenziale vincente forte dell’appoggio dei parlamentari dello stesso partito. Una consuetudine che in questo momento appare infrangersi.
Il fronte politico
Il Nuovo Fronte Popolare – ampia alleanza di sinistra sorta nonostante le differenze interne per bloccare l’ascesa del duo Le Pen-Bardella – come principale nome avrebbe gradito la sua esponente Lucie Castets, anche a fronte della vittoria elettorale che ha garantito il maggior numero di seggi. La scelta di Barnier ha quindi provocato un certo sdegno. Mélenchon ha dichiarato che Macron “ha rubato le elezioni al popolo francese”.
Il Rassemblement National di Marine Le Pen, classificatosi terzo alle elezioni col peso non indifferente di 143 seggi conquistati, aveva promesso di bloccare qualsiasi candidato Primo ministro di sinistra. In queste ore, sia Le Pen che Bardella, hanno dichiarato di voler aspettare e giudicare qualsiasi provvedimento il governo Barnier voglia presentare. In ogni caso si può dire che questa è la prima volta che il partito di Le Pen abbia esercitato una tale influenza nella scelta di un Primo ministro.
Ciò che appare chiaro è quindi che lo scopo del nuovo governo sarà quello di approvare la legge di bilancio, mentre le sue possibilità di sopravvivenza in seguito rimangono ancora in dubbio e discussione.
Fonti e approfondimenti
De Royer, S., Michel Barnier, a man of consensus as prime minister, Le Monde, 05/09/2024
France24, The long political career of France’s new prime minister, Michel Barnier, 05/09/2024
Francis, E., Timsit, A., France’s Macron picks Michel Barnier as prime minister to end deadlock, The Washington Post, 05/09/2024
Goury-Laffont, V., Michel Barnier: Everything you need to know about the new French PM’s conservative politics, Politico, 05/09/2024
Gozzi, L., Michel Barnier’s journey from Mr Brexit to French PM, BBC, 06/09/2024