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Pulizia sociale, Parigi sgombera per le Olimpiadi

Pulizia sociale

Immagine generata con supporto AI © Lo Spiegone CC BY-NC

Soldi, spettacolo, sgomberi. Tre “S” per sintetizzare cosa comporteranno, o cosa hanno già comportato, le olimpiadi che dal 26 luglio terranno attaccati agli schermi non solo la Francia, dove i Giochi avranno luogo, ma anche milioni di persone in tutto il mondo. Un evento che, per mostrarsi tirato a lucido, ha bisogno di nascondere sotto il tappeto tutti gli aspetti più critici che compongono la società. Sacrificare qualche famiglia dei ceti più bassi, sfrattandola dai luoghi in cui già normalmente viene confinata, non è un problema per chi governa. 

Polvere in periferia

A giugno del 2024 il collettivo francese Le revers de la medaille ha diffuso un rapporto inquietante sulla “pulizia sociale” in atto a Parigi e non solo. I numeri confermano la validità della definizione. Nel periodo 2023-2024, l’Observatoire des expulsions de lieux de vie informels ha registrato 138 sgomberi nella regione dell’Île-de-France, tra cui 64 da baraccopoli, 34 da tendopoli (esclusivamente a Parigi e Aubervilliers), 33 sgomberi di case abusive e 7 di case popolari. Il confronto con gli anni precedenti mostra un aumento. Non soltanto dei casi (nel 2021-2022 erano stati 121, nel 2022-2023 122) ma anche del numero di persone interessate. 

Il processo di dislocazione delle persone era già iniziato in vista dei mondiali di rugby del 2023, che si erano giocati sempre in Francia. In totale, secondo il rapporto, questi sgomberi hanno coinvolto 12.545 persone, con un aumento del 38,5% rispetto al periodo 2021-2022. A far rabbrividire è anche il numero di minori coinvolti: 3.434, il doppio rispetto all’anno precedente e quasi tre volte tanto rispetto al periodo 2021-2022. 

La discarica dei poveri

Seine-Saint-Denis, il dipartimento più povero della Francia che conta circa 1,6 milioni di abitanti, è stato anche quello più bersagliato dalle operazioni di sgombero. Di nuovo, dopo i mondiali del 1998. In tutta la regione, l’Île-de-France, sono stati eliminati 3.000 posti negli alberghi sociali, la metà dei quali proprio in Seine-Saint-Denis. L’annuncio di 300 posti supplementari, che si andrebbero ad aggiungere ai 115 presenti, non può essere sufficiente a colmare il gap. 

Questa è anche l’area dove trovano rifugio il più alto numero di richiedenti asilo, di persone di etnia rom e sinti, di persone che vivono nell’abusivismo in generale. Secondo un’indagine della Reuters, nel 2023 sono stati chiusi almeno 60 squat a Seine-Saint-Denis e il governo ha ridotto di 1.000 unità i posti negli alberghi sociali utilizzati per gli alloggi di emergenza nella periferia, ovvero circa il 10%. 

Reuters ha contato almeno 3.000 persone colpite dalle chiusure degli squat. Alcune stanno finendo nelle strade di Seine-Saint Denis e di altri quartieri di Parigi, mentre altre sono state mandate in zone remote della Francia. Lo sgombero più clamoroso è stato quello dei 500 abitanti dello squat Unibeton. Nel 2023, spiega la Fondazione Abbé Pierre, c’è stata una richiesta di oltre 2,4 milioni alloggi popolari, un numero record. Nel 2022 17.500 famiglie, ovvero quasi 38.000 persone, sono state sfrattate dalle loro case dalla polizia. Una cifra record, cresciuta di oltre il 130% in 20 anni.

La storia si ripete

Il caso francese non è una novità assoluta. Essendo i giochi olimpici un momento vetrina, i governi cercano di fornire l’immagine “migliore” del proprio Paese, nascondendo i problemi o, a volte, eliminandoli. 

Emblematico il caso dei giochi del 2016, quando il Comitato Onu sui diritti dell’infanzia denunciò la polizia brasiliana accusandola di aver ucciso bambini e adolescenti per “ripulire” le metropoli. Una violenza ancor più visibile a Rio de Janeiro, dove ”esiste un’ondata di ‘pulizia’ che mira alle Olimpiadi per presentare al mondo una città senza questi problemi”, aveva dichiarato la vice-presidente del Comitato, Renate Winter. 

Oltre a ciò, si stima che vennero sfollate tra le 60.000 e le 70.000 persone. In tempi relativamente recenti erano finite nel mirino anche le olimpiadi invernali di Sochi del 2014, in Russia, e gli europei di calcio in Ucraina del 2012. Eventi durante i quali vennero sterminati cani e gatti randagi. 

Tornando indietro nel tempo, invece, emblematici sono i casi di Los Angeles e Seul. Nella città della costa ovest degli Stati Uniti, dove si svolsero i giochi del 1984, vennero presi di mira e criminalizzati i numerosissimi senzatetto: la polizia sperava di “sanificare” la zona

Quattro anni dopo, nella capitale sudcoreana, il despota Chun Doo-Hwan mise in moto un’opera di spostamento dei residenti della zona nella quale si trovavano le strutture olimpiche. Nei cinque anni precedenti i Giochi, furono distrutte 48.000 case, sfollando circa 720.000 persone. A Pechino, nel 2008, furono addirittura 1,5 milioni le persone sfrattate dal governo cinese.  

Fonti e approfondimenti

Fondazione Abbé Pierre 38.000 persone sfrattate dalle loro case, 31 ottobre 2023

Foroudi L. Migrants, Roma evicted from squats ahead of Paris 2024 Olympics, Reuters, 22/12/2023

Mascioni D., Francia e Italia tra Europa e Mediterraneo, Lo Spiegone, 6/06/2024

McDougall M. e Ross M. The Olympics is a disaster for people who live in host cities, Washington Post, 29/07/2021

Le reverse de la medaille, 1 an de nettoyage social avant les Jop 2024, Report giugno 2024

Zirin D. e Boykoff J. These Women Have Lost Their Homes to the Olympics in Tokyo—Twice, The Nation, 23(07/2019

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