A partire dal 24 luglio (anche se la cerimonia di apertura si terrà solo il 26 luglio), per 19 giorni, Parigi ospiterà la XXXIII edizione estiva dei Giochi Olimpici moderni, definita dagli stessi francesi come “il piú grande evento mai organizzato in Francia”. Sin dalla prima presentazione, gli organizzatori hanno enfatizzato la centralità della sostenibilità ambientale nella progettazione dell’evento.
Non è la prima volta che in vista di un Olimpiade ci si pone il problema dell’impatto sull’ambiente. Anzi, la sostenibilità è diventata uno dei cardini intorno a cui ruotano le ultime due strategie adottate dal Comitato Olimpico Internazionale (CIO), Agenda Olimpica 2020 e Agenda Olimpica 2020+5, per la realizzazione di queste manifestazioni. Tuttavia, nei precedenti Giochi Olimpici gli obiettivi di sostenibilità ambientale sono stati sempre disattesi. Quella di Parigi 2024 sarà l’ennesima operazione estetica?
Olimpiadi e sostenibilità ambientale
I grandi eventi sono per definizione insostenibili. L’analisi della loro (in)sostenibilità è da anni al centro di analisi e ricerche volte a comprenderne le criticità e possibilmente superarle. Secondo un gruppo di ricercatori dell’università di Losanna (Svizzera), che hanno misurato l’impatto ambientale di tutte le Olimpiadi dal 1992 al 2020, la sostenibilità ambientale sta diminuendo con il passare delle edizioni. Nonostante la consapevolezza collettiva e l’attenzione organizzativa siano evidentemente cresciute nel corso di questo trentennio.
I parametri che i ricercatori hanno usato per misurare l’impatto ecologico di queste manifestazioni si concentrano sulle loro dimensioni fisiche e sono sul numero di partecipanti, la quota di edifici costruiti ad hoc e portata dell’evento. Ne risulta che le edizioni più sostenibili sono state quelle di Barcellona nel 1992 e Salt Lake City nel 2002. Entrambe tenutesi prima dell’entrata in vigore dell’Accordo di Parigi nel 2016, la prima addirittura precedentemente all’adozione del Protocollo di Kyoto nel 1997.
Le Olimpiadi di Tokyo 2021, le prime ad annunciare l’obiettivo di minimizzare l’impatto dell’evento puntando addirittura a un bilancio negativo delle emissioni di CO2, hanno avuto un impatto ambientale ben più limitato rispetto alle precedenti edizioni solo “grazie” alle restrizioni dovute alla pandemia da Covid-19, che hanno impedito l’accesso al pubblico.
“Inediti, perché spettacolari e sostenibili”
La sostenibilità ambientale vuole essere talmente centrale nei Giochi Olimpici di Parigi 2024 che è stata inserita nello slogan “inediti, perché spettacolari e sostenibili”.
Come si legge sul sito ufficiale, Parigi 2024 vuole essere un’edizione a emissioni nette zero, vale a dire che si vogliono neutralizzare le emissioni di anidride carbonica per minimizzare l’impatto climatico e ambientale. Un obiettivo che si può raggiungere tagliando le emissioni di CO2 e simultaneamente compensando le emissioni prodotte con progetti ad hoc (ad esempio, con la piantumazione di alberi).
In termini reali, quello che gli organizzatori della XXXIII Olimpiade definirebbero un successo è dimezzare le emissioni di CO2 rispetto a Rio 2016 (l’edizione più impattante degli ultimi 30 anni secondo lo studio sopracitato) e Londra 2012, dandosi il limite di emissioni di 1,5 milioni tonnellate di anidride carbonica, contro i 3,5 milioni di tonnellate delle edizioni di Rio e Londra. Un paragone con l’edizione di Tokyo 2021 non sarebbe realistico, data l’assenza di pubblico in Giappone.
La neutralità climatica si raggiungerebbe, poi, con tanti e diversi interventi, tutti enunciati anche nella “Carta dei quindici impegni eco-responsabili”. Un documento scritto a quattro mani dal Ministero dello Sport francese e dal WWF per definire gli obiettivi che un evento, Olimpiadi incluse, deve raggiungere per essere considerato eco-responsabile.
Il ruolo delle infrastrutture
Uno dei punti riguarda le infrastrutture. Per le Olimpiadi di Parigi è stata annunciata l’intenzione di riutilizzare al massimo le infrastrutture esistenti. E, laddove non fosse possibile, costruirne di nuove riutilizzabili in futuro. In precedenza, come nel caso di Atene 2004, il CIO aveva sponsorizzato la costruzione di edifici enormi che ospitassero migliaia di visitatori. Ma senza alcuna possibilità di riutilizzo.
I francesi li hanno soprannominati elephants blancs (“elefanti bianchi”) e si sono ripromessi di non costruirne nemmeno uno a casa loro. Al contrario, sembrerebbe che le gare – programmate per svolgersi in centro città in prossimità dei monumenti della ville lumière – debbano avere lo scopo di valorizzare il patrimonio infrastrutturale già esistente oltre che quello culturale.
Un’altra area di intervento è quella degli spostamenti, che secondo il Comitato olimpico francese, dovrebbero avvenire in bicicletta. Il piano, promosso dalla sindaca Anne Hidalgo, è quello di creare una ciclabile di circa 60 chilometri per collegare le varie sedi delle gare olimpiche, costellata di stazioni di bike sharing. Muoversi in bici, però, non riduce una delle principali fonti di emissione di CO2, vale a dire i voli, nella maggior parte dei casi intercontinentali, di atleti, staff, operatori e spettatori. Inoltre, questa misura può ridurre l’impatto solo degli spostamenti degli spettatori, non essendo la bici un mezzo utilizzabile da atleti, staff e operatori.
Tra tavola e plastica
Inoltre, per la prima volta, sono stati inseriti interventi anche sull’offerta gastronomica per contribuire alla sostenibilità ambientale dell’evento. Infatti, nei luoghi di gara si tenderà a valorizzare e servire principalmente prodotti locali e di stagione e dimezzare, rispetto alle edizioni precedenti, la proposta di proteine animali. Secondo Mael Bresson, esperto di transizione ecologica dello sport, questa scelta potrebbe giocare un ruolo vitale nel promuovere un regime alimentare più vegetale.
Nonostante nella “Carta dei quindici obiettivi” si enunci anche un impegno a ridurre la plastica monouso, molto probabilmente nel corso dei Giochi verranno distribuite bottigliette di acqua in questo materiale sia agli spettatori che agli atleti. Al di là del considerevole impatto ambientale della plastica monouso, a essere sicuramente più dannoso sarà l’impatto emulativo negativo. Impatto generato dal vedere trasmesse in mondovisione le immagini di atleti che bevono dalle bottiglie di plastica.
Del resto, le immagini di Cristiano Ronaldo che rimuove due bottigliette di Coca Cola sostituendole con una bottiglietta d’acqua e invitando a bere acqua durante una conferenza stampa di Euro 2020 hanno fatto il giro del mondo e sono diventate iconiche.
Compensazione delle emissioni: un lasciapassare per l’inquinamento?
Se queste misure mirano a dimezzare le emissioni, altre puntano a compensare le tonnellate di CO2 emesse e raggiungere così la neutralità climatica. Il CIO si è impegnato a sostenere progetti di cattura della CO2, come iniziative per il ripristino delle foreste e la conservazione degli oceani. Oltre che per la fornitura di dispositivi di riscaldamento non alimentati da fonti fossili. La città di Parigi e la regione de l’Ile-de-France, invece, si sono concentrate su programmi di compensazione a livello locale.
Il rischio dietro a queste strategie è quello di trasmettere l’idea che si possa emettere anche a dismisura, a patto che si “neutralizzino” le emissioni prodotte. Un’implementazione distorta della compensazione che rischia di snaturarla. Infatti, questa dovrebbe mitigare gli effetti della CO2 già emessa. Soprattutto nei Paesi il cui sviluppo economico non prescinde ancora dall’utilizzo di fonti fossili come petrolio o gas.
La strategia della città di Parigi per mitigare e compensare l’impatto climatico-ambientale dei Giochi, la cosiddetta strategia AARO, è basata su diverse fasi. Prevedere le emissioni prodotte dalle Olimpiadi (Anticipate), evitare quelle non necessarie (Avoid), dimezzare quelle prodotte (Reduce) e compensarle al 100% (Offset). Questo meccanismo è per Carbon Market Watch “problematico in tutti i casi” perché implica la possibilità di superare i limiti delle quote di emissioni e perché i cosiddetti crediti per l’anidride carbonica di alta qualità (realmente in grado di compensare le emissioni prodotte) scarseggiano.
Così tante zone grigie sollevano diverse criticità. Sicuramente, non è compatibile con la legislazione anti-greenwashing, approvata dall’Ue nel marzo 2023 per contrastare iniziative che tutelano l’ambiente solamente di facciata, non apportando alcun beneficio concreto. La legislazione ammette l’esistenza di una strategia di compensazione delle emissioni in caso di grandi eventi solo se presentata e applicata con la massima trasparenza. Non pare il caso di Parigi.
Oltre la dimensione ambientale della sostenibilità
Facendo un bilancio generale, si può dire che l’edizione francese dei Giochi Olimpici segna un passo avanti quantomeno nel processo di ricerca di un equilibrio tra sostenibilità ambientale e grandi eventi. Qualora gli impegni dovessero essere pienamente rispettati, questa Olimpiade potrebbe lanciare dei timidi segnali di svolta rispetto al percorso negativo di sempre minore rispetto della sostenibilità ambientale tracciato dalle precedenti edizioni.
In ogni caso, per molti aspetti, tra cui l’utilizzo di plastica monouso, gli spostamenti aerei e la costruzione di infrastrutture ad hoc, anche nel migliore degli scenari possibili, il risultato sarà molto lontano dal potersi definire sostenibile. A tal proposito sarebbe utile iniziare una riflessione seria sui grandi eventi e attivare un processo di profonda trasformazione per ridisegnarli e rimodularli nel pieno rispetto della sostenibilità ambientale.
Tuttavia, la sostenibilità va ben oltre la dimensione ambientale. Il concetto di sostenibilità ha, infatti, anche una dimensione sociale, sebbene questa sia considerata meno importante e venga spesso ignorata, se non peggio violata. In questo senso, gli interventi adottati in preparazione dei Giochi di Parigi 2024 non fanno eccezione, essendosi mossi in direzione diametralmente opposta rispetto all’obiettivo di giustizia sociale, che un approccio sistemico e organico alla sostenibilità dovrebbe invece perseguire.
Le Olimpiadi contro i diritti
Ad aprile 2023, come spesso accade in nome della sicurezza, il governo francese ha approvato una legge per inasprire le pene verso chiunque interrompa una partita o una gara per manifestare. Questa regola si applica, senza sconti, anche agli attivisti che con le loro azioni performative non violente vogliono sensibilizzare il pubblico su temi climatici e ambientali. Sulla carta si tratta di una misura valida fino a dicembre 2024, ma i deputati di Verdi e La France Insoumise hanno già denunciato che la misura è destinata a rimanere in vigore anche oltre.
Nel mirino degli interventi sono finite anche le occupazioni abitative, che davano riparo a migranti, richiedenti asilo e senza tetto che non possono permettersi un alloggio nella Ville Lumiére. Ormai gentrificata e turistificata, come qualsiasi altra grande città del Nord globale. Durante i mesi di preparazione all’evento, più di trenta edifici nel raggio di qualche chilometro dal Villaggio Olimpico sono stati sgomberati con la forza, lasciando per strada diverse migliaia di persone che avevano trovato questi ripari di fortuna.
Attivisti, avvocati e lavoratori delle cooperative sociali hanno denunciato il CIO e il governo francese per questa operazione di maquillage dell’immagine di Parigi. CIO e governo si sono a loro volta smarcati dalle accuse, assicurando che il 10% degli alloggi costruiti per ospitare olimpionici e staff al seguito verranno utilizzati per contrastare l’emergenza abitativa.
Il caso degli studenti
Se quello di migranti e senzatetto è stato uno sgombero silenzioso, quello degli studenti – cosí definito dall’Association Générale des Étudiant(e)s de Paris (AGEP) – ha destato molto piú clamore. A causa dell’elevata richiesta di alloggi durante i Giochi, Crous, l’azienda che gestisce gli alloggi per studenti, ha chiesto agli universitari di liberare le loro case durante il periodo estivo in cambio di 100 euro e dei biglietti per assistere alle Olimpiadi. Sebbene sia pratica comune tra i fuorisede quella di lasciare il proprio alloggio in estate, é comunque un diritto di chiunque voglia potervi restare riuscire a farlo.
Non è stato, però, così quest’anno. 2.200 degli studenti che non intendono lasciare il loro alloggio sono stati spostati in alloggi temporanei per la durata dei Giochi. La Ministra dell’Istruzione Superiore Sylvie Retailleau ha annunciato che le stanze degli universitari saranno destinate a vigili del fuoco, forze dell’ordine e sicurezza civile.
Fonti e approfondimenti
Commissione Europea. Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio sull’attestazione e sulla comunicazione delle asserzioni ambientali esplicite. 22/03/2023
Filliatre, Pascale, “In che modo i Giochi di Parigi 2024 saranno piú eco-responsabili?“, Explore France, 07/12/2023
Gennari, Veronica, “Parigi é sempre piú ciclabile: l’ambizioso e controverso progetto di Hidalgo che ha trasformato la capitale francese“, the bottomup, 23/01/2023
Gennari, Veronica. 2024, “Olimpiadi 2024 di Parigi, una promessa ecologica già infranta?“, Lifegate, 08/01/2024
Graziella, “Parigi 2024: 100 euro e biglietti olimpici in cambio di un alloggio per studenti del Crous“, Sortiraparis.com, 27/10/2023
Il Post. 2023. “A che punto siamo con le Olimpiadi del 2024“, Il Post Mondo, 27/05/2023
Ministère des Sports et des Jeux Olympiques et Paralympiques, WWF. La charte des 15 engagements écoresponsables des organisateurs d’événements à horizon 2024.
Mueller, M., Wolfe, S.D., Gaffney, C., Gogishvili, D., Hug. M., Leick, A. 2021. An evaluation of the sustainability of the Olympic Games, Nature Sustainability 4, 340-348 (2021)
Pisapia, Luca. “Se Parigi nasconde i poveri per le Olimpiadi“, Valori.it, 27/12/2023