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Chi è Friedrich Merz, il prossimo cancelliere della Germania

Merz CDU

Le elezioni federali tedesche sono ormai dietro l’angolo e Friedrich Merz sarà con tutta probabilità il prossimo cancelliere della Germania. All’età di 69 anni, Merz è un veterano della politica tedesca che sogna di fare il grande salto. E sembra proprio essere arrivato il suo momento.

Intransigente in materia di politiche migratorie, si propone ora di liberare il suo partito, la CDU, dalla ingombrante eredità di Angela Merkel, la cui figura ha indelebilmente caratterizzato la politica tedesca ed europea degli ultimi 20 anni. Merz ne ha ufficialmente preso il posto nel 2022, dopo aver fallito in passato la scalata al partito.

Il profilo di Merz

Nato nel 1955 in una famiglia cattolica e conservatrice nella città di Brilon, nella Renania Settentrionale-Vestfalia, Merz si è unito all’ala giovanile della CDU negli anni di formazione. Ha iniziato a dedicarsi a tempo pieno alla politica nel 1989, quando è stato eletto al Parlamento europeo all’età di 33 anni.

Dopo aver servito come parlamentare europeo per un mandato, Merz, sposato e padre di tre figli, è stato eletto al Bundestag, dove è riuscito a ritagliarsi un ruolo di primo piano come esperto in materia economica. Tuttavia, fu proprio lo scontro con Merkel a spingerlo ad abbandonare momentaneamente la politica. 

Merz, che si rivolgeva alla fazione più tradizionalista e di destra della CDU, fu sconfitto da Merkel nella competizione per la leadership nel 2000. La leadership di Merkel segnò una rottura con gli standard della CDU. Fu la prima leader donna del partito, con un background protestante (e non cattolico) e tendenze centriste. Nel 2009, Merz passò a lavorare nel settore privato, lavorando con successo come avvocato e consulente, diventando multimilionario.

E proprio questo background potrebbe aver convinto gli elettori che Merz è un uomo che sa fare affari. Un’abilità auspicabile per chiunque si trovi a dover affrontare la grande sfida di risanare la più grande economia europea. Che nel 2024 ha subito una contrazione per il secondo anno consecutivo.

Merz e la vicinanza all’AfD

Merz secondo i sondaggi è in una posizione privilegiata per raggiungere la cancelleria di Berlino. In questi mesi di preparazione e campagna elettorale, seguiti al crollo della coalizione guidata da Scholz, ha promesso di riavviare la grande economia tedesca dopo un triennio complicato, caratterizzato da una insolita stagnazione. Le sue promesse non si fermano qui. Con l’idea di strappare voti all’estrema destra di AfD, Merz intende reprimere l’immigrazione e abbassare le tasse. 

Le sue posizioni gli sono costate non poco. Nonostante la posizione di vantaggio, la campagna elettorale non è stata una passeggiata, in particolare nelle ultime settimane. Il “flirt” con AfD tre settimane prima delle elezioni in materia di politiche migratorie ha infatti suscitato critiche se non accuse per aver violato il cordone sanitario nei confronti dell’estrema destra. 

Tuttavia, la strategia – e il desiderio di Merz di prendere le distanze dall’eredità di Merkel – sono chiari. Il leader conservatore ha cercato di portare la CDU più a destra, nel tentativo di impedire agli elettori di volgersi all’estrema destra. Sostenendo, al contempo, un’economia più favorevole ai mercati. Ma chiari per il momento rimangono anche i confini del suo operato.  

Merz contro Merkel 

In un’intervista rilasciata all’emittente televisiva tedesca ZDF nel 2019 ha descritto la leadership di Angela Merkel come “inattiva”, dichiarando inoltre di considerare la sua politica delle “porte aperte” ai rifugiati durante la crisi migratoria del 2015 un grave errore.

Merkel, da parte sua, ha criticato Merz in un raro intervento riguardo la vita politica del Paese, dopo che aveva cercato e trovato una sponda nell’AfD su un disegno di legge relativo alle politiche migratorie. Disegno alla fine respinto dal parlamento tedesco: una grande vittoria per la SPD, i verdi e la Linke, i quali sono stati in grado di convincere, all’ultimo momento, i rappresentanti degli altri partiti. Non sono stati pochi i voti mancati all’aspirante cancelliere, con un quarto del sostegno dei liberali volatilizzatosi anche grazie alla spinta di Merkel. 

Merz ha quindi ribadito alla CNN che lavorare con l’AfD non è un’opzione. “Sono contro… tutto (ciò che) siamo, ciò che costruiamo nella Repubblica Federale di Germania. Non c’è cooperazione con questo partito”, ha detto. In compenso, la vicinanza non è scomparsa. Anche se la sua campagna per la cancelleria si è concentrata principalmente su questioni di routine come tagli alle tasse, deregolamentazione e incentivi al lavoro. 

La politica estera di Merz 

il candidato cancelliere e il suo partito sostengono il continuo aiuto militare tedesco verso Israele, dicendo di avere una soluzione a due Stati come obiettivo a lungo termine. In un dibattito televisivo con il cancelliere Olaf Scholz all’inizio di questo mese, Merz ha espresso disagio per la proposta del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di “prendere il controllo” di Gaza. Suggerendo anche che resta da vedere “cosa si intende veramente seriamente”.

Sul tema dell’invio di aiuti all’Ucraina, invece, Merz propone un approccio più deciso rispetto alla coalizione uscente guidata dall’SPD, sostenendo la consegna di missili Taurus a lungo raggio a Kiev, cosa che il governo di Scholz ha più volte rifiutato per paura di trascinare la Germania nel conflitto. “Siamo dalla parte ucraina perché l’attacco è contro tutti noi”, ha dichiarato.

Interrogato sulla questione delle spese per la difesa, Merz è stato vago sebbene abbia riconosciuto che nel lungo periodo dovrà aumentare. Il mese scorso il governo tedesco ha dichiarato di aver raggiunto l’obiettivo della NATO di spendere il 2% del suo PIL per la difesa dopo aver istituito un fondo speciale in seguito all’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte della Russia. Ma ciò rimane notevolmente al di sotto della richiesta dell’amministrazione Trump di portarla al 5%.

Merz e il futuro della Germania

Ora, superato il voto, l’attenzione sarà tutta sulla formazione di una coalizione il più possibile stabile in grado di garantire la continuità necessaria per l’azione di governo. Un processo mai semplice e scontato in Germania. Ma l’attenzione internazionale volge anche sulla questione AfD. Secondo i sondaggi sono infatti circa 10 i punti che separano i due contendenti. Vedremo se e quanto le rilevazioni saranno state affidabili. E soprattutto cosa comporterà il voto per il futuro della Germania. Friedrich Merz, in ogni caso, ne sarà un attore protagonista. 

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