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Il Senato statunitense approva il pacchetto di aiuti verso Israele, Ucraina e Taiwan

Immagine generata con supporto AI © Lo Spiegone CC BY-NC

Durante la domenica del Superbowl, il Senato degli Stati Uniti ha approvato un pacchetto di aiuti verso Israele, Ucraina e Taiwan. L’approvazione alla Camera alta rappresenta un grande passo in avanti su tali questioni, dopo l’impasse registrata nei giorni scorsi e l’opposizione dei repubblicani più radicali guidati da Donald Trump.

Ed è proprio questo uno dei punti più scottanti: la divisione creatasi in seno ai repubblicani. Sono infatti i 18 voti repubblicani a favore dell’avanzamento della misura. Il leader della minoranza al Senato, il repubblicano Mitch McConnell, ha chiesto ulteriore impegno ai suoi, rifiutandosi di tirarsi indietro dal suo fermo sostegno agli aiuti esteri, in particolare all’Ucraina, cosa che ha evidenziato una crescente divisione. “So che in alcuni ambienti è diventato piuttosto di moda ignorare gli interessi che abbiamo come potenza globale. Lamentarsi delle responsabilità della leadership globale”, ha detto McConnell, è “un lavoro ozioso per menti oziose. E non ha posto nel Senato degli Stati Uniti”.

Il voto e il pacchetto

In una rara sessione domenicale, quindi, con 67 voti favorevoli e 27 contrari, la linea bipartisan ha avuto la meglio in attesa degli emendamenti richiesti dai repubblicani – nei quali vorrebbero includere dei cambiamenti riguardo la politica sui confini – e del voto di conferma della Camera dei Rappresentanti. Camera controllata tuttavia dai repubblicani, il che rende l’esito del prossimo voto tutt’altro che scontato. 

Il pacchetto consta di un totale di 95,3 miliardi di dollari di aiuti, ripartiti fra le parti in causa. Di questa somma, 60 miliardi sono previsti per sostenere l’Ucraina nella sua lotta contro l’invasione Russia. Altri 14,1 miliardi di dollari sono invece previsti per l’assistenza alla sicurezza di Israele, 9,2 miliardi di dollari in assistenza umanitaria ai civili di Gaza e in Cisgiordania, e 4,8 miliardi di dollari per sostenere i partner regionali nella regione dell’Indo-Pacifico, Taiwan inclusa. 

Aumenta l’irritazione statunitense?

Nonostante l’aiuto promesso, traspare l’irritazione di Washington nei confronti della situazione nella Striscia di Gaza. Come riportato dalla NBC, il presidente Biden, in conversazioni private, alcune delle quali con dei donatori della sua campagna elettorale, non ha nascosto la sua rabbia dovuta all’attuale incapacità di persuadere Israele a cambiare le sue tattiche militari nella Striscia, indicando il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu come il principale ostacolo. Un esempio pratico di questa situazione lo si può rintracciare facilmente nel caso del mancato accordo sul cessate il fuoco che ha causato il fallimento della mediazione del Segretario di Stato Anthony Blinken, pochi giorni fa. 

Due settimane fa, alcuni funzionari hanno dichiarato, sempre alla NBC, che l’amministrazione stava discutendo di ritardare o rallentare le vendite di armi statunitensi a Israele come leva per convincere Netanyahu a frenare le operazioni militari israeliane a Gaza e a fare di più per proteggere i civili. E, sottolineando un altro potenziale cambiamento politico, sembra che i funzionari dell’amministrazione stiano elaborando opzioni per il riconoscimento formale di uno stato palestinese indipendente.

Tuttavia, sembra che l’amministrazione non sembra essere ancora pronta ad apportare cambiamenti politici significativi, con molti funzionari che continuano a credere che l’approccio di Biden riguardo al sostegno inequivocabile a Israele sia quello giusto.

Sta di fatto che alcuni democratici al Congresso hanno chiesto di porre condizioni sugli aiuti statunitensi a Israele. Altri democratici, compresi i veterani che hanno combattuto in Iraq e Afghanistan, hanno citato quell’esperienza e messo in dubbio le tattiche di Israele, sostenendo che i pesanti bombardamenti e le ingenti perdite civili rappresentino metodi controproducenti che minacciano di fornire più carburante agli estremisti.

Fonti e approfondimenti

Morgan, D., Senate advances Ukraine aid bill despite Trump opposition, Reuters, 12/02/2024

Foran, C., Wilson, K., Barrett, T., Senate moves one step closer to passing package with aid to Ukraine and Israel despite Trump’s opposition, CNN Politics, 11/02/2024

Lee, C., Allen, J., Nicholas, P., Kube, C., Biden disparages Netanyahu in private but hasn’t significantly changed U.S. policy toward Israel and Gaza, NBC News, 12/02/2024

Pedrielli, Alberto, “Stati Uniti e Israele, alleati armati“, Lo Spiegone, 22 dicembre

Santilli, Laura, “I rapporti tra Stati Uniti e Russia prima di Putin: intervista a Leopoldo Nuti“, Lo Spiegone, 19 giugno 2022

Santilli, Laura, “Midterm elections 2022, la politica estera dell’amministrazione Biden“, Lo Spiegone, 23 ottobre 2022

Tully-Mcmanus, K., Perano, U., GOP senators defy Trump by advancing foreign aid bill, Politico, 11/02/2024

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