“Sono cattolico e pratico anche un po’ l’ebraismo”. È una delle dichiarazioni rilasciate dal presidente argentino, Javier Milei, nel corso della visita degli ultimi giorni a Roma. Arrivato in Italia dopo un viaggio in Israele, nella capitale Milei ha incontrato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e papa Francesco. Il tour italiano di Milei ha fatto molto discutere: nel frattempo, in Argentina non si fermano le proteste contro le sue politiche.
Le tante fedi di Milei
Le parole del presidente argentino hanno fatto molto discutere, in particolare quelle che lo vedono protagonista di un deciso cambio di passo. Quello più radicale ha senza dubbio riguardato la figura del pontefice, un tempo oggetto di insulti e accusato di promuovere il comunismo, oggi definito “la persona più importante in Argentina”.
Diverse testate internazionali hanno dipinto il presidente come un camaleonte, in grado di cambiare volto all’occorrenza per ragioni di opportunismo politico. Per comprendere il suo “avvicinamento”, in ogni caso, bisogna tenere a mente la geografia religiosa dell’Argentina.
Come riporta France24, infatti, il 75% della popolazione è di fede cattolica e il Paese ospita la più importante comunità ebraica del Centro e Sud America, che conta circa 250.000 persone. Anche questo dato probabilmente ha giocato un ruolo nel determinare la preghiera sotto il muro del pianto, a Gerusalemme, con cui il presidente argentino ha concluso la sua visita ufficiale nello Stato ebraico.
Il vecchio Milei, una destra atipica?
Una delle tesi su cui Milei non ha mai cambiato idea è invece quella che riguarda il ruolo dello Stato, dipinto come “un’associazione criminale” volta a predare le risorse del settore privato. La filosofia liberista del presidente argentino, dispiegata non solo a parole ma in un programma di austerità radicale, lo avvicina ad altre figure politiche conservatrici al centro della politica internazionale, come Donald Trump e Jair Bolsonaro.
Importante sottolineare come la vicinanza ideologica all’estrema destra, nel caso di Milei, si regga molto più su ragioni materialistiche che su elementi nativisti e xenofobi che invece caratterizzano molti dei partiti populisti di destra in Europa e nelle Americhe.
Anche se gli ultimi attacchi mostrino ampi tratti in comune, dall’uso di una retorica aggressiva all’individuazione di classici nemici della nuova destra – un esempio è il marxismo culturale – questi fattori sono per ora esclusi dalla sua piattaforma politica.
Il progetto di Milei e il Paese reale
Nelle ultime settimane, gli argentini sono scesi in piazza per protestare per le condizioni sempre più complicate sul fronte sociale ed economico. Il 24 maggio, decine di migliaia di persone si sono ritrovate a Buenos Aires per uno sciopero indetto dal maggiore sindacato del Paese, la Confederazione Generale del Lavoro (CGT).
Prima delle ultime elezioni, i dati non lasciavano grande margine a possibili interpretazioni: 40% della popolazione sotto la soglia di povertà, una spirale inflattiva impossibile da sciogliere. Il successo dell’anti-establishment Milei, cui si opponeva l’ex ministro delle Finanze Sergio Massa, era dovuto anche alla speranza di inaugurare un corso differente sotto la sua guida. Una volta giunto alla guida del Paese, Milei si è subito mosso per dare seguito alle sue promesse, svalutando il peso e innescando una reazione dalle conseguenze molto dure per l’economia e i cittadini argentini, con un’inflazione che ha superato il 200%.
Non tutto sembra procedere per il verso auspicato da Milei, insomma. Oltretutto, proprio nel corso del suo tour all’estero, la Camera dei deputati ha bloccato il suo progetto di riforma dello Stato, che ora dovrà essere rivisto dalla commissione preposta a valutarne la costituzionalità. Se con le visite ufficiali Milei ha provato ad aumentare la sua autorevolezza sul palcoscenico internazionale, la sua credibilità si giocherà soprattutto in patria.
Fonti e approfondimenti
France24, La senda espiritual de Milei, entre Dios “libertario”, catolicismo y Torá, 29 novembre 2023
Lo Spiegone, “Massa contro Milei: ballottaggio in Argentina“, 18 novembre 2023
Nugent, Ciara, “Argentina’s annual inflation tops 200% as Javier Milei confronts crisis“, Financial Times, 11 gennaio 2024
Pedrielli, Alberto, “Comunicazione e prospettive della destra statunitense“, Lo Spiegone, 2 febbraio 2021