Tra Francia e Germania, specialmente in seguito alla riunificazione tedesca, si è creato l’asse che guida l’Europa. Questo processo inizia di fatto nel 1963, con la firma del Trattato dell’Eliseo da parte di De Gaulle e Adenauer. Il trattato è stato ripreso, completato ed espanso nel 2019 col Trattato di Aquisgrana, firmato da Macron e Merkel.
I due Paesi rappresentano le principali entità demografiche del continente e le economie più forti. Va da sé che già questi due parametri li rendono i principali attori dell’Unione europea, seguiti dall’Italia.
Le relazioni franco-tedesche
Le relazioni franco-tedesche sono considerate la spina dorsale dell’Unione europea, rappresentando un pilastro del progetto comunitario sin dall’inizio. I rapporti tra i due Paesi infatti hanno un profondo impatto sul funzionamento e sulla direzione dell’Ue.
Essi contribuiscono a dettare e a guidare l’agenda, stabilendo posizioni comuni su questioni chiave e fornendo un ruolo guida in tempi di crisi. Le relazioni nel corso del tempo sono state più o meno fruttuose a seconda dei momenti storici e delle rispettive leadership. Ma ciò che ci interessa è l’attualità.
Lungamente considerato il motore dell’Europa, l’asse franco-tedesco vive in questo momento un periodo di tensioni e disaccordi, incarnati dai leader Macron e Scholz. Seppur sulla carta entrambi siano profondamente europeisti, su aree critiche per la cooperazione le visioni appaiono contrastanti.
Contrasti e divergenze
Allo scoppio della guerra in Ucraina, fece seguito l’appello di Scholz per una Zeitenwende (“svolta epocale”) che ponesse fine alla reticente politica estera tedesca degli ultimi decenni. Aprendo anche la strada a un vero passo verso la direzione della difesa europea integrata. Tuttavia questa svolta sembra non ci sia stata e molti progetti di difesa comune fra le due parti sono tornati indietro. Tutto questo nonostante le prossime e potenzialmente “destabilizzanti” elezioni statunitensi.
Se Macron rilancia con una certa continuità dichiarazioni di sfida verso il Cremlino in ottica Nato, Scholz sta svolgendo un ruolo molto più cauto, mediaticamente parlando. Francia e Germania hanno approcci diversi alla guerra e filosofie strategiche differenti. Scholz non vede alcuna salvezza per l’Europa al di fuori del suo ancoraggio con gli Stati Uniti, mentre Macron invoca una sovranità europea.
I progetti di difesa comune, così come lo sviluppo di tecnologie e dispositivi militari fra le parti, sono bloccati o in ritardo. Dai caccia ai sottomarini. Lo sviluppo dell’European Sky Shield, sistema missilistico antibalistico, da parte della Germania in collaborazione con altri Paesi, è un segnale di un ripiegamento tedesco verso altri lidi. La cooperazione su questo è infatti accresciuta con gli Stati Uniti e con Israele, lasciando indietro la Francia e i paesi dell’Europa meridionale.
La Zeitenwende di Berlino sta lasciando un retrogusto molto amaro. Il rilancio dei legami transatlantici a discapito della costruzione di una nuova architettura di sicurezza europea è insondabile per Parigi.
Il futuro passa da qui
Anche sulla politica energetica, Francia e Germania hanno avuto recenti tensioni. Berlino è stata “traumatizzata” dalle gravi interruzioni di elettricità nucleare francese che normalmente importa quando la sua produzione rinnovabile vacilla. Il fatto che la Germania abbia dovuto accendere centrali a carbone e gas naturale per esportare elettricità in Francia, durante l’estate del 2022, ha creato una profonda perdita di fiducia nella strategia nucleare francese.
Da parte francese invece, la chiusura tedesca di centrali nucleari pienamente funzionanti nel bel mezzo di una guerra e in un momento di profonda insicurezza energetica non farà altro che aumentare le emissioni tedesche, e passa per pura follia. Questo quadro compromette l’emergere di una politica energetica europea coesa e coerente.
La Francia è inoltre preoccupata inoltre per il piano tedesco da 200 miliardi di euro costruito per contrastare l’aumento del costo dell’energia e il conseguente aumento delle bollette per famiglie e imprese. Parigi e altre capitali europee temono che ciò possa avere un impatto negativo sui loro costi energetici. E che questo possa distorcere la concorrenza nel mercato unico.
Tante altre questioni sono sul tavolo, a partire dall’approvazione del nuovo bilancio europeo alle idee di riforma istituzionale. Francia e Germania, seppur in un momento divergente, riconoscono il loro ruolo all’interno dell’Ue e l’importanza che questa ricopre. Lavorare insieme affinché il progetto prosegua è fondamentale. Oltre alle europee, l’esito delle prossime elezioni negli Stati Uniti saprà aiutarci a indicarci meglio quale direzione i due Paesi prenderanno.
Fonti e approfondimenti
Bonini, E., “EU bridled by Franco-German logics, the future needs more Europe”, EuNews, 12/02/2024
Hess, A., “Comment relancer le moteur franco-allemand?”, EuroNews, 05/05/2024
Le Monde Editorial, “France and Germany have a duty to act in unison”, Le Monde, 09/03/2024
Puglierin, J., Esther Franke, U., “The big engine that might: how France and Germany can build a geopolitical Europe”, European Council on Foreign Relations, luglio 2020
Sîmpălean, P., “How are French-German relations influencing the EU at the moment?”, ECAMaastricht, 10/03/2024
Vallée, S., “France and Germany’s relationship is at the heart of the EU. Why has it gone sour?”, The Guardian, 20/11/2023