Keir Starmer sarà molto probabilmente il prossimo Primo ministro britannico. Nato nel 1962 a Southwark, l’attuale numero uno del Labour party proviene da una famiglia working class da sempre laburista, tanto che il suo nome è stato scelto in onore di Keir Hardie, fondatore e primo leader della forza politica.
Passato e futuro di Starmer
Di professione avvocato, specializzato in diritti umani, nel 2008 è diventato direttore della Procura britannica, incarico che ha mantenuto fino al 2013. E che lo ha ben inserito all’interno dell’establishment nazionale, facendogli guadagnare la stima dell’elettorato moderato, su cui sta puntando per affermarsi il prossimo 4 luglio.
In seguito è stato eletto nel 2015 alla Camera dei comuni nei collegi di Holborn e St. Pancras a nord di Londra, per poi diventare l’anno successivo il segretario ombra della Brexit sotto la leadership di Jeremy Corbyn. Ruolo in cui è stato sempre attento a non attaccare il suo leader. Starmer è stato anche attento a fare appello al sentimento “eurofilo” del suo partito, spingendo per un secondo referendum per invertire la decisione del Regno Unito di lasciare l’Ue.
Dopo la pesante sconfitta del Labour alle elezioni generali del 2019 e l’addio di Corbyn, Starmer si è candidato alla leadership, imponendosi nell’aprile del 2020. Nel suo discorso celebrativo, ha promesso di condurre i laburisti “in una nuova era con fiducia e speranza”. Dopo 14 anni di governo dei conservatori, il Partito laburista britannico dovrebbe, secondo i sondaggi, tornare al governo del Paese.
Secondo una recente rilevazione di YouGov, infatti, il Labour è in vantaggio di circa 20 punti sui conservatori del Primo ministro Rishi Sunak. Il sondaggio mostra che i laburisti si trovano al 37%, i conservatori al 18% e il partito del neo-riemerso leader della Brexit Nigel Farage, Reform UK, al 19%. In questa campagna elettorale, Starmer ha lanciato un “decennio di rinnovamento nazionale” per il Paese dopo quelli che i laburisti hanno descritto come anni di tagli alla spesa e di calo del tenore di vita.
Il piano di Starmer
Nel manifesto elettorale del partito, Starmer ha delineato le misure di spesa per creare una nuova società energetica di proprietà pubblica, ridurre i tempi di attesa del sistema sanitario nazionale, costruire nuove case e rinazionalizzare i servizi ferroviari. Ma si è anche posizionato come fermamente “pro-business”, in una strategia di captazione degli elettori moderati attraverso piani per la “creazione di ricchezza”. “La crescita economica e la giustizia sociale devono andare di pari passo”, ha affermato Starmer all’evento di lancio del suo manifesto elettorale.
I laburisti hanno delineato cinque macro temi con sguardo a lungo termine: economia, istruzione, sanità, energia e sicurezza. Starmer, che come detto era favorevole al Remain nel referendum su Brexit, ha espresso la volontà di voler migliorare l’accordo commerciale “mal riuscito” tra il Paese e l’Ue, in settori quali il commercio, la ricerca e la sicurezza. Il pragmatismo che lo caratterizza si estende anche alla politica estera, dove spesso rispecchia la linea del governo, al di là della posizione sull’Ue appunto. Ha sostenuto gli attacchi contro lo Yemen e i droni iraniani lanciati contro Israele e ha affermato che un governo laburista lavorerà con chiunque vincerà la Casa Bianca a novembre.
La posizione filoisraeliana inizialmente assunta da Starmer riguardo la Palestina, Hamas e gli attacchi del 7 ottobre gli ha causato problemi con la sua stessa base. In una risposta sul tema, ha dichiarato che Israele avesse il diritto di trattenere l’elettricità e l’acqua a Gaza, danneggiando le relazioni con gli elettori musulmani e filo-palestinesi. Successivamente ha rivisto la sua posizione, chiedendo il cessate il fuoco.
La voce della stabilità
Starmer è visto da molti come una figura dell’establishment, privo del carisma di altri politici. Un altro recente sondaggio di YouGov lo ha classificato dietro Farage in termini di popolarità, e la sua valutazione è più bassa tra gli elettori più giovani.
Altre critiche gli sono arrivate per essere rimasto nella squadra di Corbyn, nonostante le accuse di antisemitismo verso l’ex leader laburista. Starmer ha successivamente sospeso Corbyn dal partito. Altri lo hanno accusato di tradire la sinistra corteggiando gli imprenditori e rinunciando a promesse come l’abolizione delle tasse universitarie.
Tuttavia, dopo gli ultimi tormentati anni per la politica britannica – con tre diversi Primi ministri conservatori solo nel 2022 – i sostenitori di Starmer lo stanno supportano come una figura in grado di dare stabilità.
Fonti e approfondimenti
BBC, “Who is Labour leader Sir Keir Starmer?”, 03/06/2024
Bloom, D., “Meet Keir Starmer: Britain’s next prime minister?”, Politico, 23/05/2024
Gilchrist, K., “Human rights lawyer to political reformer: Who is Keir Starmer, the UK’s new would-be prime minister”, CNBC, 21/06/2024
Piper, E., Macaskill, A., “Who is Keir Starmer, leader of the UK’s opposition party?”, Reuters, 24/06/2024
Stacey, K., Mason, R., “Starmer promises ‘long-term strategy’ in business-friendly Labour manifesto”, The Guardian, 13/06/2024