Sale la tensione fra le Filippine e la Cina nel Mar cinese meridionale. La scorsa settimana le autorità filippine hanno accusato la guardia costiera cinese di pirateria, in seguito a un violento scontro. Alcune imbarcazioni filippine sono state speronate, forate con coltelli e abbordate da personale cinese.
Secondo l’esercito filippino, un marinaio locale ha perso un pollice nell’incidente. Secondo le testimonianze i cinesi avrebbero anche distrutto apparecchiature di comunicazione, sequestrato telefoni cellulari personali e portato delle armi custodite a bordo. La Rpc ha risposto che la colpa per la collisione è da attribuire ai marinai filippini, affermando che “non sono state prese misure dirette” e che il personale della sua guardia costiera “è stato professionale e sobrio”.
Un’area contesa
Tuttavia, l’esercito filippino ha poi pubblicato una foto di quella che si dice fosse la guardia costiera cinese che brandiva un’ascia contro le forze filippine. Un’altra foto mostrava il parabrezza e le apparecchiature di comunicazione e navigazione di un’imbarcazione filippina fracassate. L’incidente è l’ultimo di una serie di scontri nel Mar cinese meridionale, con le isole al suo interno soggette a una serie di rivendicazioni da parte dei governi della regione.
La Cina rivendica quasi tutto il territorio come suo territorio sovrano, ma le altre parti mantengono le proprie rivendicazioni basate sulle loro zone economiche esclusive, che si estendono per 200 miglia nautiche dalle loro coste. I principali luoghi contesi includono le contese Isole Paracel e le Isole Spratly, entrambi luoghi in cui la Cina ha costruito installazioni militari.
Nel 2016, un tribunale internazionale dell’Aia si è pronunciato a favore delle rivendicazioni delle Filippine, concludendo che la Cina non ha alcuna base legale per far valere i diritti storici sulla maggior parte del Mar cinese meridionale. Ma Pechino ha sempre ignorato la sentenza. Queste controversie territoriali, che coinvolgono anche Vietnam, Malesia, Brunei e Taiwan, sono viste anche come un punto critico che potrebbe portare a un maggiore impegno degli Stati Uniti nell’area.
Le implicazioni con gli Stati Uniti
Ciò che accade nel Mar cinese meridionale ha infatti profonde implicazioni per gli Stati Uniti, che hanno un trattato di mutua difesa con le Filippine, risalente al 1951. Lo scontro è avvenuto poche settimane dopo che il presidente filippino Ferdinand Marcos Jr. aveva avvertito che la morte di qualsiasi cittadino filippino per mano di un altro Paese lungo le vie marittime sarebbe “molto vicino” a un atto di guerra.
Marcos intrattiene legami molto stretti con gli Stati Uniti, i quali hanno ripetutamente sottolineato l’“impegno ferreo” di Washington nei confronti del trattato difensivo, che prevede che entrambe le parti si aiuterebbero a difendersi a vicenda se fossero attaccate da terzi. Gli Usa hanno attaccato subito la Cina definendola “aggressiva”. Il portavoce del Dipartimento di Stato americano Matthew Miller ha aggiunto che “gli Stati Uniti sono al fianco del loro alleato, le Filippine, e condannano l’escalation e le azioni irresponsabili”.
Anche il segretario di Stato Antony Blinken ha affermato che le azioni della Cina “minano la pace e la stabilità regionale” e hanno sottolineato gli impegni degli Stati Uniti nei confronti delle Filippine nell’ambito del Trattato di mutua difesa. Il violento scontro ha suscitato condanna e allarme anche da parte dell’Ue, del Giappone, dell’Australia e altri Paesi occidentali e asiatici. I principali consiglieri di Marcos hanno dichiarato che la sua amministrazione non ha intenzione di invocare il trattato di mutua difesa del Paese con gli Stati Uniti.
Il quadro della situazione
Secondo il Financial Times, le Filippine hanno “segretamente rinforzato” nei giorni scorsi la nave da guerra Sierra Madre, pietra dello scontro in corso con la Cina nel Mar cinese meridionale. La Sierra Madre, arrugginita imbarcazione da guerra statunitense in servizio durante la seconda guerra mondiale, è ancorata a Second Thomas Shoal, un’altura a bassa marea nelle Isole Spratly, dove la Cina ha pretese territoriali. La BRP Sierra Madre è stata volutamente messa lì dalle Filippine nel 1999 per rafforzare le loro pretese sulla secca.
Le Filippine per Washington non sono importanti esclusivamente in ottica del contenimento cinese. C’è anche la questione dei semiconduttori, e le Filippine rientrano fra i partner statunitensi per quanto riguarda la loro catena di approvvigionamento. È molto probabile che gli scontri non termineranno: anche se una linea rossa non è chiara, uno scontro vero e proprio significherebbe una pressione molto elevata per Washington. Evitare un altro conflitto, viste le situazioni in Ucraina e in Medio Oriente, oltre a un conflitto vero e proprio con la Cina, è per gli Stati Uniti di primaria importanza. Specialmente in questo momento, date le prossime elezioni .
Fonti e approfondimenti
Gan, N., Magramo, K., ‘Only pirates do this’: Philippines accuses China of using bladed weapons in major South China Sea escalation, CNN, 20/06/2024
Gomez, J., “Philippines says it won’t back down, but won’t start a war, after clash with Chinese Coast Guard”, Associated Press, 23/06/2024
Pedrielli, A., “Perché Blinken è nelle Filippine”, Lo Spiegone, 19/03/2024
Ratcliffe, R., “Philippines accuses Chinese coastguards of piracy after violent confrontation”, The Guardian, 19/06/2024Strangio, S., “Philippines Has ‘Secretly Reinforced’ South China Sea Outpost, Report Claims”, The Diplomat, 21/06/2024