In Francia l’aborto entra in Costituzione

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Immagine generata con supporto AI © Lo Spiegone CC BY-NC

Oggi, 4 marzo 2024, la Francia rende l’interruzione volontaria di gravidanza una libertà garantita a livello costituzionale. Nonostante le resistenze di alcuni senatori conservatori, il testo era passato al Senato con 267 voti a favore e 50 contrari lo scorso 28 febbraio, garantendo di fatto l’approvazione della riforma. 

Con l’ultimo voto del Parlamento congiunto, riunito nella reggia di Versailles, la Francia è il primo Paese al mondo a iscrivere il diritto all’aborto nella propria Costituzione. 

Un momento storico

L’approvazione delle Camere segna un momento storico per l’Europa e soprattutto per le donne, oltre a una vittoria politica per Macron. All’indomani dell’annullamento negli Stati Uniti della sentenza Roe vs. Wade, che aveva a suo tempo legalizzato l’interruzione di gravidanza, il presidente infatti si era assunto l’impegno che il voto di oggi ha portato a termine. 

Lo stesso Macron, l’8 marzo scorso, in occasione della Giornata internazionale della donna, sul suo profilo X aveva annunciato di voler intervenire sulla Costituzione per far sì che nessuno potesse compromettere il diritto all’interruzione di gravidanza. “Un messaggio universale di solidarietà a tutte le donne che oggi vedono questo diritto violato”, aveva affermato il presidente. 

Cosa dice la legge 

L’articolo 34 della Costituzione recita: “La legge determina le condizioni in cui si esercita la libertà garantita alla donna di ricorrere all’interruzione volontaria della gravidanza”. La formulazione è stata giudicata poco ambiziosa, in quanto sembra dare adito a qualche ambiguità. Stando al testo, in futuro sarebbe possibile modificare o ridurre l’accesso all’aborto. È comunque una legge dall’alto valore concreto e simbolico, accolta con favore dalle organizzazioni femministe.

Anticipando la fine del processo, la ministra per la Parità di genere, Bérangère Couillard, ha dichiarato su X: “Questa è una vittoria per tutte le donne, un simbolo forte inviato ad altri Paesi del mondo dove i nostri diritti stanno perdendo terreno”.

L’aborto in Francia

L’aborto in Francia è stato legalizzato nel 1975, con una legge sostenuta dal ministro della Sanità Simone Veil, icona dei diritti delle donne. 

Da allora sono state emanate diverse leggi volte a migliorare le condizioni di salute e l’anonimato delle donne che affrontano l’interruzione di gravidanza, oltre ad alleggerirne l’onere finanziario. Di recente, il termine entro il quale abortire legalmente è stato esteso da 12 a 14 settimane di gestazione, facilitando al tempo stesso l’accesso all’aborto farmacologico, ritenuto meno invasivo rispetto alla procedura chirurgica. 

Dopo il voto, la leader dell’associazione Femmes Monde Claudine Monteil ha affermato che, all’inizio della campagna politica sull’aborto nel 1971, “non avremmo mai potuto immaginare che il diritto all’aborto un giorno sarebbe stato iscritto nella Costituzione”. Monteil era la più giovane del “Manifesto delle 343“, un esempio di disobbedienza civile con cui le firmatarie ammettevano di aver interrotto illegalmente una gravidanza, esponendosi alle conseguenze penali. In Francia vigeva all’epoca una legge del 1920 che puniva fino a sei anni di reclusione chi avesse abortito o procurato aborti. 

 

Fonti e approfondimenti

Cerocchi, A. “Democrazia diseguale: il diritto all’aborto negli USA un anno dopo Roe v. Wade.”, Lo Spiegone, 24 settembre 2023

Giuffrida, A., “Abortion rights will be in French constitution next year, Macron vows”, The Guardian, 29 ottobre 2023

Le Monde, “Direct, IVG dans la Constitution: Gabriel Attal salue une étape fondamentale qui restera dans l’Histoire”, 4 marzo 2024

France24, France to enshrine abortion rights in constitution as a ‘guaranteed freedom’”, 4 marzo 2024



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