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Paure artificiali: il safety-washing delle BigTech e l’apocalisse come opportunità

Oltre lo stereotipo orientalista: cosa sono le tribù e come opera il tribalismo

“Hoje fazemos o turismo da devastação”, entre as minas de Minas Gerais, no Brasil

«Oggi facciamo turismo della devastazione», tra le miniere del Minas Gerais in Brasile

Uno dei peggiori naufragi del Mediterraneo centrale
Plutarco racconta che gli ateniesi conservarono per secoli la nave con cui Teseo era tornato da Creta. Quando un’asse marciva, la sostituivano con una nuova, finché la nave divenne per i filosofi un rompicapo: se tutte le parti sono state cambiate, si tratta ancora della stessa nave? La domanda ha attraversato duemila anni di metafisica, e oggi descrive con una certa precisione la più grande operazione industriale italiana dell’anno. Nel 1994, quando Telecom Italia nacque dalla fusione delle società telefoniche del gruppo STET, controllato dall’IRI (Istituto per la Ricostruzione Industriale), lo Stato possedeva l’intera nave: la rete in rame che arrivava nelle case, le centrali, i collegamenti internazionali, il servizio al cliente e perfino l’azienda che fabbricava gli apparati, Italtel. Trentadue anni dopo lo Stato torna a bordo attraverso Poste Italiane, che con la chiusura dell’offerta pubblica di acquisto e scambio controlla ormai l’85,82 % di TIM. Nel frattempo, però, quasi tutte le assi sono state sostituite e oggi ciascuna appartiene a un proprietario diverso.

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“Os direitos humanos não vivem plenamente no Brasil”. Entrevista com o filósofo e ativista Paulo César Carbonari

«I diritti umani non vivono appieno in Brasile». Intervista al filosofo e attivista Paulo César Carbonari

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