Leggere tra le righe: “Ingredienti per una vita di formidabili passioni”, la vita di Luis Sepulveda

Simone D'Ercole | Instagram: @Side_Book

L’amore per la letteratura, l’impegno politico, le amicizie, l’esilio, il viaggio. Ecco gli ingredienti a cui Luis Sepulveda, scrittore, sceneggiatore e giornalista cileno, non ha mai rinunciato nel corso della sua vita. Nella raccolta di racconti “Ingredienti per una vita di formidabili passioni”, Sepulveda ripercorre la sua vita, dalla giovinezza fino all’età adulta, la storia del suo Paese, il Cile, e la sua grande vocazione letteraria e politica: scrivere per dare voce a chi non ha voce. Racconti di vicende personali, storie di lavoratori e delle loro lotte, rievocazioni di momenti felici vissuti con le persone amate, indignazione per lo sfruttamento dell’ambiente, lettere, riflessioni politiche sulla società, l’attualità e l’economia. Tutto questo si intreccia in un libro che fa emergere un uomo e uno scrittore dalla mille sfaccettature, che ci racconta la sua “vita di formidabili passioni”.

La vita di formidabili passioni di Luis Sepulveda

Luis Sepulveda è morto il 16 aprile 2020, all’età di 71 anni, dopo aver contratto il Covid-19 mentre si trovava in Portogallo per partecipare a una fiera letteraria a Oviedo. La sua morte è stata un duro colpo per il panorama culturale e letterario internazionale. Scrittore, sceneggiatore, attivista politico e ambientalista, i suoi 71 anni di vita di “formidabili passioni” sono legati a doppio filo alla storia del suo Paese d’origine, il Cile, dal quale è stato più volte allontanato per ragioni politiche, soprattutto durante gli anni della dittatura di Augusto Pinochet, che afflisse il Cile dal 1973 al 1989. Fin da giovanissimo, Sepulveda ha sempre intrecciato l’attività politica con l’attività letteraria, usandola come mezzo per esprimere le proprie idee, ma soprattutto, per dar voce a quelle degli altri. L’interesse per la politica, e in particolar modo per la lotta politica, è presente nella sua vita fin dalla nascita. Luis Sepulveda nasce nel 1949 a Ovalle, in Cile, in una camera d’albergo. I suoi genitori si trovavano lì perché fuggiaschi, in seguito a una denuncia per motivi politici. Suo padre era un militante del Partito comunista e sua madre aveva origini mapuche. Luis cresce assieme al nonno paterno, anarchico andaluso in esilio, e allo zio, anch’egli anarchico. Sepulveda inizia la sua attività di scrittore verso i quindici anni per il giornale scolastico, per poi continuare molto presto verso orizzonti più estesi. Subito si rivela uno scrittore poliedrico, si interessa a campi differenti come la narrativa, il teatro, lo spettacolo, la radio e il giornalismo.

Appena ventenne inizia la sua militanza politica e si iscrive alla Gioventù comunista cilena. Nel 1969 si trasferisce in Russia, dopo aver vinto una borsa di studio per studiare drammaturgia all’Università di Molotov, ma è allontanato dal Paese sovietico pochi mesi dopo, accusato di avere rapporti con alcuni dissidenti. 

Luis rientra in Cile, si iscrive al Partito socialista e si unisce alla guardia personale del presidente Salvador Allende, con cui stringerà un forte legame, anche personale. Sono gli anni più felici per Sepulveda, dove ha la possibilità di vivere appieno le sue “formidabili passioni”, dall’attività letteraria e teatrale a quella politica. 

La situazione cambia drasticamente nel 1973, a seguito del colpo di stato militare di Pinochet. Luis Sepulveda viene imprigionato in una cella minuscola in condizione disumane, subendo anche torture. Verrà liberato sette mesi dopo grazie al lavoro di Amnesty International. Una volta liberato, è costretto a lasciare il Cile e fugge a Buenos Aires. Dopo poco tempo, si reca in Paraguay e poi in Ecuador. Qui fonda una compagnia teatrale e parte per una spedizione UNESCO per studiare l’impatto della civiltà sulla popolazione indigena Shuar, un’esperienza che lo segnerà nel profondo e che riporterà anni dopo in molti dei suoi romanzi. Nel 1978 si unisce ai combattimenti in Nicaragua con la brigada internacional Simón Bolívar. Dopo la vittoria inizia a lavorare come giornalista e nel 1979 si trasferisce in Europa. Nel 1989 può finalmente ritornare in Cile dopo la fine della dittatura. Inizia qui la sua attività di scrittore di romanzi e infatti nello stesso anno pubblica il suo primo romanzo “Il vecchio che leggeva romanzi d’amore”. 

Nel 1996 torna in Europa e si trasferisce in Spagna assieme alla moglie Carmen, dove vivrà fino alla sua morte.

Quarant’anni dopo Pinochet

Proprio nei giorni della sua morte, nell’aprile 2020, in Cile erano in atto mobilitazioni e proteste contro il governo, tuttora guidato dal presidente conservatore Sebastián Piñera. Le proteste, iniziate nell’ottobre 2019, si sono scatenate dopo la decisione di aumentare il prezzo del biglietto della metropolitana a Santiago. Ma, ovviamente, questa non è stata che l’ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso. Da anni il governo in Cile attua politiche che favoriscono i settori privati, ignorando esigenze sociali come la sanità, l’istruzione, la parità di genere o la disoccupazione. Le disuguaglianze sociali ed economiche sono inevitabilmente cresciute, e molti, di cui soprattutto i giovani sotto i 30 anni, sono scesi in piazza per chiedere un cambiamento, scatenando un movimento che ha coinvolto quasi la maggioranza della popolazione. La richiesta avanzata fu quella di poter cambiare la Costituzione vigente, che risale agli anni della dittatura di Pinochet e che, scritta in un contesto di regime autoritario e militarista, molti considerano la causa delle disuguaglianze sociali che affliggono oggi il Cile, impedendo qualsiasi cambiamento strutturale di un sistema che favorisce l’intero apparato privato rispetto al pubblico. La richiesta fu accolta e fu annunciato un referendum per esprimere la volontà di cancellare la Costituzione, che si sarebbe svolto nell’aprile 2020. A causa della pandemia scoppiata pochi mesi dopo, il referendum venne rimandato, ma le proteste e le mobilitazioni non cessarono. 

Nell’ottobre del 2020, dopo un anno di proteste, il popolo cileno si è recato alle urne. Il 78,12 % dei votanti alla domanda «Vuole una nuova Costituzione?» ha votato «approvo».

Le elezioni per la nuova assemblea erano state originariamente fissate per il 10 aprile 2021, ma a causa della situazione ancora critica per il Covid-19, sono state rinviate al 15 maggio 2021. Questo rinvio ha destato molte polemiche soprattutto tra gli oppositori di Piñera, che lo accusano di star temporeggiando usando la situazione pandemica come scusa per ritardare un processo di cambiamento radicale già in atto. La volontà è quella di creare una Costituzione che sia un “patto generazionale”, come l’ha definita il presidente Piñera. Tra le questioni in primo piano nel nuovo testo ci sono il riconoscimento della popolazione indigena dei Mapuche, la revisione dei contratti collettivi di lavoro, la parità di genere, la riforma del sistema privato dell’assistenza sanitaria, dell’istruzione e delle pensioni.

La nuova Assemblea costituente sarà composta da 155 membri esclusivamente eletti in maniera diretta, di cui 17 proverranno da comunità indigene. Sarà la prima Costituzione al mondo redatta in modo paritario, dove la presenza femminile tra i membri sarà la stessa di quella maschile. È un traguardo molto importante sia per le comunità indigene, sia per le donne cilene, che hanno finalmente la possibilità di partecipare attivamente al cambiamento nel loro Paese.  Le proposte dell’assemblea dovranno essere approvate a maggioranza di due terzi e il testo dovrà essere pronto entro 12 mesi, dopodichè la popolazione verrà chiamata a referendum entro 60 giorni per approvare o respingere la nuova Costituzione cilena. 

 

Fonti e approfondimenti

Cerimele, Lorenzo, “Cile: New Economy aspettando la nuova Costituzione”, ISPI, 22/01/2021.

Il Cile cancellerà la Costituzione di Pinochet”, Il Post, 26/10/2020.

In Cile si terrà un referendum per rivedere la Costituzione dei tempi della dittatura di Pinochet”, Il Post, 15/11/2019.

Luis Sepúlveda, Wikipedia.

Orecchio, Davide, “Cile, l’appuntamento con la nuova Costituzione è solo rinviato”, Collettiva, 18/04/2021.

Parmeggiani, Stefania, “È morto Luis Sepúlveda, lo scrittore cileno aveva contratto il coronavirus”, La Repubblica, 16/042021.

Perché si protesta in Cile”, Il Post, 22/10/2020.

 

Editing a cura di Cecilia Coletti

Copertina a cura di Simone D’Ercole

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