Ricorda 1932: l’ascesa al potere di Salazar in Portogallo

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Riccardo Barelli - Remix Lo Spiegone - Anefo (Wikimedia Commons) - CC0 1.0

Il 5 luglio 1932 è una data che ha segnato inesorabilmente le sorti del Portogallo. In quella giornata, infatti, António Oliveira de Salazar divenne Primo ministro portoghese, ponendo le basi della nascita di uno dei regimi fascisti più longevi della storia, quello che prese il nome di Estado Novo e che si protrasse fino al 1974.

La rapida ascesa al potere

Professore di economia all’università di Coimbra, cittadina nel centro del Portogallo in cui aveva conseguito una laurea in giurisprudenza, Salazar si avvicinò agli ambienti governativi nel 1926. In quell’anno, infatti, la giovane repubblica portoghese era stata scossa da un colpo di stato militare attuato dal generale Carmona e Salazar era stato chiamato alla guida del ministero delle Finanze. La sua permanenza a Lisbona durò, però, pochi giorni: a causa di divergenze con l’apparato militare alla guida del governo, Salazar decise di rifiutare l’incarico e tornare alla vita accademica.

Nel 1928, iniziò ufficialmente la sua ascesa al potere. In quell’anno, infatti, il governo lo richiamò al ministero delle Finanze, posizione da cui Salazar riuscirà a influenzare i più alti organi del governo militare, acquistando notevole prestigio. Nel ruolo di ministro, infatti, Salazar grazie alle sue politiche contenitive della spesa pubblica – caratterizzate principalmente da una diminuzione significativa dei salari – riuscì a risanare una situazione economica altamente compromessa, caratterizzata da un’importante svalutazione dell’Escudo portoghese. Tali provvedimenti portarono il bilancio portoghese prima in pareggio e successivamente in positivo dopo lunghi anni di debiti. Mentre, nel 1931, la moneta ritrovò la sua convertibilità in oro. 

Il successo ottenuto dal punto di vista economico portò Salazar a essere l’uomo più influente e apprezzato dal generale Carmona, che nell’estate del 1932 decise di nominarlo Primo ministro al posto di Domingos Oliveira, con cui lo stesso Salazar era entrato in conflitto proprio a causa delle visioni divergenti nelle politiche economiche. 

La fondazioni dell’Estado Novo

Dal momento della sua nomina a Primo ministro, Salazar iniziò a lavorare per dare vita a una nuova organizzazione dello Stato. Già nel 1933 venne emanata una nuova Costituzione che diede, ufficialmente, vita al regime salazarista che prese il nome di Estado Novo.

Fonte di ispirazione del dittatore portoghese fu inevitabilmente il regime fascista nato in Italia dieci anni prima. Le principali caratteristiche del nuovo ordinamento dello Stato, infatti, non differivano molto da quelle proposte da Mussolini a Roma: corporativismo, cattolicesimo, ferma e brutale repressione degli oppositori, limitazione della libertà di stampa e abolizione dei sindacati. A partire dal 1934, l’Unione Nazionale, il partito fondato da Salazar nel 1930, divenne anche l’unico partito politico legale in Portogallo. 

Per quanto riguarda invece la politica estera, Salazar decise di mantenere un profilo di più basso rilievo rispetto al suo corrispettivo italiano. Il Portogallo salazarista infatti rimase neutrale durante quasi tutto il Secondo conflitto mondiale, schierandosi a favore degli Alleati soltanto nel 1944. Al contrario, nella precedente guerra civile spagnola, Salazar si ritrovò a coprire un ruolo meno disinteressato. Nel corso della sanguinosa guerra iniziata nel 1936, l’impegno del Portogallo a difesa della causa franchista fu evidente su diversi piani: dal sostegno militare, con l’invio in territorio spagnolo di volontari che presero il nome di viriatos, all’appoggio diplomatico di fronte alle altre potenze europee. La motivazione alla base di questa presa di posizione era inevitabilmente di carattere politico, ma anche geografico. La vittoria di Francisco Franco in Spagna gli avrebbe, infatti, garantito la sicurezza di essere circondato da un regime simile al proprio, scongiurando il pericolo di fronteggiare una democrazia lungo il confine continentale.

Un dittatore atipico

Nonostante molte caratteristiche del regime salazarista fossero affini alle dittature europee degli anni Trenta, una poteva essere invece considerata diametralmente opposta: la personalità di Salazar. Fin dal momento della sua ufficiale ascesa al potere del 1932, il Primo ministro dimostrò di non sentirsi a proprio agio nelle occasioni pubbliche e di non essere particolarmente capace ad arringare le folle, mancando totalmente del tratto carismatico comune alle personalità dei dittatori della sua stessa epoca.

Nonostante fosse a capo di una delle più grandi potenze coloniali del tempo, Salazar odiava viaggiare e uscì dal Portogallo poche volte, e quasi esclusivamente per recarsi in Spagna. Amante della vita abitudinaria e della solitudine, non si sposò mai e non ebbe figli.

La fine del Estado Novo

La dedizione con cui Salazar si dedicò alla costruzione del regime fascista portoghese fece sì che l’Estado Novo riuscì a sopravvivere al suo stesso creatore. Salazar, infatti morì nel 1970 ma già da due anni, rimasto gravemente infermo a causa di un incidente domestico, era stato sostituito alla guida del regime da Marcello Caetano. L’Estado Novo venne, invece, ribaltato soltanto nel 1974, con la Rivoluzione dei garofani, che diede inizio al processo di democratizzazione e che portò il Paese lusitano a entrare nella CEE nel 1986. 

 

 

Fonti e approfondimenti

Pena Rodriguez Alberto, “Salazar y los viriatos. Los combatientes portugueses en la Guerra Civil española: prensa y propaganda”, gennaio 2015.

Carcedo Diego, “Franco y Salazar, dos dictadores sin quìmica”, La Vanguardia, 22/10/2019.

Larousse, António de Oliveira Salazar, (consultato il 09/07/2022).

Ferrari Marco, L’incredibile storia di António Salazar, il dittatore che morì due volte, Laterza, 2020. 

 

 

Editing a cura di Carolina Venco

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