Super Tuesday is coming to town

Oggi è il Super Tuesday, in questo momento 13 stati stanno votando per le primarie americane dei democratici e dei repubblicani. I candidati democratici rimasti sono due Hilary Clinton e Bernie Sanders mentre tra i repubblicani sono in 5 con Donald Trump, Ted Cruz, Marco Rubio, Ben Carson e John Kasich.

I democratici voteranno in Alabama (53 delegati, primarie),Arkansas (32 delegati, primarie), Colorado (66 delegati, caucus),Georgia (102 delegati, primarie), Massachusetts (91 delegati, primarie), Minnesota (77 delegati, caucus), Oklahoma(38 delegati, primarie), Tennessee (67 delegati, primarie), Texas (222 delegati, primarie), Vermont (16 delegati, primarie) e Virginia (95 delegati, primarie) più le Samoa americane, un caso quasi esilarante dato che votano per le primarie ma non per le presidenziali .

I repubblicani invece voteranno in in Alabama (47 delegati, primarie), Alaska (25 delegati, caucus), Arkansas (37 delegati, primarie), Colorado (37 delegati, caucus), Georgia(76 delegati, primarie), Massachusetts (39 delegati, primarie), Minnesota (38 delegati, caucus), Oklahoma (40 delegati, primarie),Tennessee (58 delegati, primarie), Texas (155 delegati, primarie), Vermont (16 delegati, primarie), Virginia (46 delegati, primarie) e Wyoming (26 delegati, caucus).

Il Super Tuesday è il giorno più importante delle primarie americane perchè in gioco ci sono moltissimi delegati. Uno dei candidati a fine giornata potrebbe avere quasi in tasca la nomination per la presidenza. Il quasi è dovuto al fatto che nonostante 13 stati siano tanti ,c’è ancora speranza per gli altri,  infatti tra i democratici si assegnano 865 delegati su 4000 mentre tra i repubblicani 640 su 2472.

Il Super Tuesday è una tradizione delle primarie americane e tiene attaccati al televisore milioni di persone fin dal primo Super Martedì nel 1988. Il motivo della sua nascita si deve ricercare nella volontà degli stati democratici del Sud di aumentare il proprio peso sulla scelta del candidato alla presidenza. Cercarono di spingere Al Gore ma non raggiunsero il loro obbiettivo che anzi fu sconfitto da Michael Dukakis che fu a sua volta sconfitto da George H.W. Bush alle presidenziali. Non ha portato bene il primo Super Martedì ai democratici.

Il Super Tuesday sarà infatti meno incisivo nella corsa democratica rispetto a quella repubblicana, infatti i delegati sono tutti assegnati in base proporzionale mentre invece i repubblicani assegnano in base quasi proporzionale.

I Democratici

La corsa tra i due cavalli democratici era serrata fino al Nevada, di fatti Bernie Sanders ha retto nei primi stati che erano piccoli e a maggioranza bianca. Adesso sembra che Hillary Clinton stia scappando nei sondaggi. Dopo la vittoria di 47 punti in South Carolina (che è uno stato abbastanza rappresentativo delle minoranze etniche americane) la moglie dell’ex presidente sta mostrando tutta la sua forza e la sua attrazione sulle fasce più deboli dei gruppi etnici afro-americani e latini. In queste parti della società il discorso anti-WallStreet e anti-sistema di Bernie Sanders non riesce a raccogliere gli stessi consensi della pragmatica politica della Clinton che spinge molte sull’integrazione, senza dare reali soluzioni.

Lo Stato che dirà se Hillary avrà già da domani pomeriggio la nomination in tasca è la Virginia. In tutti gli altri stati, tranne il Vermont, è in grande vantaggio ma se riuscirà a togliere, con largo margine, a Sanders uno degli stati a maggioranza bianca e con più tendenze a sinistra allora veramente potrà dirsi quasi candidata alla presidenza.

Per Sanders il discorso è opposto nonostante gli endorsment di parte anche del mondo dello spettacolo negli ultimi stati ha faticato. Ormai è diventata una dura realtà quella frase che nelle scorse settimane aleggiava come un fantasma ” Quando si voterà negli stati veramente rappresentativi degli Stati Uniti d’America il sogno di Bernie finirà”. Il banco di prova per Sanders sarà il Minnesota. Uno stato che può dare un numero sufficiente di delegati per restare in corse e sperare in eventuali miracoli ma è dura rimanere in corse se in 10 stati sei dato ad un distacco di venti punti dalla tua concorrente.

I Repubblicani

La corsa tra i rappresentati dell’elefantino è più serrata. Trump è il grande favorito ma ha due sfidanti degni di nota: Marco Rubio e Ted Cruz. L’imprenditore newyorkese è dato in vantaggio praticamente ovunque ma senza un vantaggio da poterlo far stare tranquillo.

Marco Rubio è il candidato dell’establishment del partito. Vive sui repubblicani moderati e sa che in questo Super Tuesday non si potrà sbagliare ma non è detta l’ultima parola. L’importante è rimanere in tutti gli stati sopra il 20% per poter partecipare alle distribuzione dei delegati e sperare di superare il suo diretto rivale, Ted Cruz, per restare l’unico anti-Trump

Ted Cruz invece ha speso la maggior parte dei suoi soldi in Texas e questa è la sua grande speranza se riuscisse a fare l’exploit in questo stato allora potrebbe anche prendere tutti i 155 deputati americani e allora potrà avere un grandissimo vantaggio e una benedizione dello stato più repubblicano d’America.

 

 

 

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