G7: il forum dei leader mondiali

Per la sua 42° riunione il vertice del G7 si è svolto in Giappone tra il 25 e il 27 maggio, nel Kank Hotel della città di Shima. La manifestazione ha visto incontrarsi i leader di Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti, con un invito aggiuntivo per i leader dell’Unione Europea. Al vertice hanno partecipato come ospiti anche i leader politici di Bangladesh, Indonesia, Laos, Papua Nuova Guinea, Sri Lanka, Chad e Vietnam, paesi non facenti parte del gruppo ma coinvolti in prima persona nelle situazioni geopolitiche discusse nell’incontro.

I grandi della politica internazionale si sono riuniti come ogni anno per discutere di grandi temi economici, politici e ambientali, con l’intento di stipulare accordi e iniziative coordinate. L’incontro dei leader fa parte di una più ampia serie di incontri in cui è articolato il summit de G7, iniziati il 10 aprile e che termineranno il 25 settembre. Oltre i capi di Stato, infatti, si incontreranno per discutere i ministri responsabili dei settori di rilevanza internazionale, come quelli di Esteri, Energia, Ambiente, Economia, Trasporti e così via.

Shinzo Abe, Donald Tusk, Matteo Renzi,  Angela Merkel, Barack Obama, Francois Hollande, David Cameron, Justin Trudeau, Jean-Claude Juncker

Il G7, abbreviativo di “Group of 7”, è il nome che prende il forum in cui si incontrano i rappresentanti dei paesi oggi aderenti all’organizzazione, ed è l’indicazione del numero di partecipanti ai lavori. Il G7, come vedremo, nel tempo è stato nella sua storia sia G6 che G8, nonostante la macchina organizzativa dietro l’evento sia sempre la stessa. Oltre i rappresentanti degli stati membri sono ospiti fissi dagli anni ’80 le alte cariche dell’Unione Europea e spesso l’invito è esteso anche ai vertici di grandi organizzazioni globali come il Fondo Monetario Internazionale.

Lo scopo dell’organizzazione di questi importanti incontri periodici è quello di coordinare gli sforzi delle potenze mondiali in modo da semplificare l’adozione di grosse misure politiche ed economiche. L’attuale formazione del G7 rappresenta il 64% della ricchezza globale. Tre dei Paesi partecipanti sono membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, con diritto di veto nelle votazioni dello stesso, e inoltre tutti i partecipanti sono membri dell’OCSE.

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Il gruppo nasce come G6 nel 1975 con lo stesso obiettivo che ha ancora oggi, comprendendo Regno Unito, Francia, Italia, Germania Ovest, Giappone e Stati Uniti, mente la formazione da allora stabile del G7 si riunisce per la prima volta l’anno successivo, dopo l’ingresso nel gruppo del Canada. I temi principali delle prime riunioni sono la crisi energetica degli anni ’70 e le conseguenze cosiddetto Nixon Shock, la cessazione della convertibilità in oro del dollaro che causò un terremoto nei tassi di cambio di tutte le valute di allora.

Dal 1998 il gruppo è stato noto come G8, a seguito dell’ingresso della Russia nell’organizzazione. Già a partire dal G7 di Napoli del 1994 i rappresentanti russi, in particolare il presidente Boris Yeltsin, sono stati invitati a partecipare come ospiti ai lavori dell’organizzazione, dietro iniziativa soprattutto di Tony Blair e Bill Clinton.

Dopo il coinvolgimento della Russia nella crisi di Crimea nel 2014 si è ventilata da vari ambienti una sorta di espulsione di Mosca dal gruppo. Questa possibilità è stata negata con forza da Francia e Germania, che comunque hanno impedito lo svolgersi dell’incontro del G8 previsto in quell’anno a Sochi, città russa sul Mar Nero. Nonostante da allora la Russia sia formalmente ancora parte del gruppo Vladimir Putin non ha più presenziato alle riunioni con gli altri rappresentanti, rendendo di fatto il gruppo di nuovo G7 negli ultimi tre incontri. Questa situazione di assenza prolungata è destinata a durare fino a che non si ridurrà l’attrito tra la Russia e l’Unione Europea (ospite fissa dei forum) e ad oggi ha spinto la Russia a saldare i rapporti con la Cina e le potenze asiatiche e mediorientali.

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In verde: aderenti al G8, in arancione: aderenti aggiunti nel G14

Nel 2005 fu proposta su iniziativa di Tony Blair una formazione del gruppo articolata come G14, vale a dire la riunione tra i paesi del G8 e del cosiddetto G5, ossia i paesi emergenti Cina, Brasile, India, Messico e Sudafrica, a cui si sarebbe dovuto aggiungere l’Egitto. L’allargamento dell’organizzazione era stato pensato per darle più rappresentatività, avendo preso atto della necessità di includere nelle discussioni anche le ormai ascese potenze regionali un tempo chiamate “paesi in via di sviluppo”.

Nonostante fosse stata preparata a lungo, la formula allargata non ha sostituito il G8. La proposta di ampliamento ha infatti registrato nel 2008 l’opinione favorevole solo di Gran Bretagna e Francia a fronte dell’opposizione manifasta di USA e Giappone e l’astensione degli altri quattro membri, nonostante l’Egitto, ormai sprofondato nel caos, fosse stato escluso dall’accordo.

Ufficiale e ormai giunto alla 17° edizione è invece il G20, forum dei ministri delle finanze creato per coordinare gli sforzi globali nella prevenzione delle crisi economiche. Il G20 comprende grandi attori economici e potenze regionali, più l’Unione Europea, nonostante molti suoi membri ne facciano già parte a titolo privato. Il forum rappresenta due terzi della popolazionemondiale, oltre che l’80% del PIL e del commercio globale.

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I temi discussi nell’ultima riunione del G7 appena tenutasi in Giappone sono stati molteplici, e hanno portato alla stipula di numerosi protocolli con cui i paesi si impegnano ad agire in differenti aree di competenza:

. Economia e commercio
I partecipanti hanno discusso quelli che a loro detta sono i fenomeni economici attualmente più preoccupanti: il crollo del prezzo del petrolio e il rallentamento della crescita delle economie emergenti. Shinzo Abe ha ammonito i colleghi riguardo la necessità di bloccare quest’ultima per scongiurare future possibili crisi che potrebbero nascere da questo rallentamento, ribadendo come sia la crescita la priorità più urgente.

. Politica Internazionale
I leader del G7 hanno ribadito l’invito alla Corea del Nord a fermarmare i test nucleari come richiesto dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Hanno condannato nuovamente l’annessione della Crimea da parte della Russia e la tesissima situazione del Mar Cinese Meridionale, dove Cina e altri Paesi si contendono il tratto di mare e le isole presenti in esso. Flussi migratori e Brexit sono stati altri punti focali della discussione, con la segnalazione di quest’ultimo come una minaccia per la futura crescita dell’economia globale.

. Clima
Il summit ha ribadito molti punti dell’accordo sul clima raggiunto a Parigi dalla COP 21, riconoscendo il riscaldamento globale come una minaccia concreta e invitando tutti i paesi a contenere il fenomeno attraverso il taglio delle emissioni di gas serra.

. Sviluppo
Sono state discusse delle strategie per il conseguimento dei dell’Agenda delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile, un progetto ambizioso dell’ONU che spera di ridurre drasticamente entro quella data la povertà e i conflitti entro il 2030, il tutto salvaguardando il pianeta. Nei piani di sviluppo internazionale ha un ruolo centrale il miglioramento del sistema sanitario nel mondo e l’affrontare risolutamente i grandi rischi sanitari come l’ormai domata epidemia di Ebola o quella in corso di Zika. Il miglioramento del ruolo della donna in tutte le società, infine, è stato segnalato come un traguardo necessario da conseguire da tutti i paesi desiderosi di proseguire nello sviluppo.

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