Midterm elections: North Dakota, la Senatrice contro il red state

La corsa alle Midterm è quasi giunta al termine e i Democratici si trovano costretti a fare di nuovo i calcoli, mano a mano che diventano più visibili i risultati delle campagne elettorali. Il loro tentativo di conquistare la maggioranza al Congresso, la cosiddetta “Blue Wave”, trova però un ostacolo proprio nel North Dakota, uno degli stati meno popolosi del paese.

In questo stato fortemente conservatore, i Democratici giocheranno in difesa nella corsa al Senato, cercando di mantenere la posizione nonostante l’attacco Repubblicano. In North Dakota, il seggio della senatrice Heidi Heitkamp è uno dei 26 seggi difesi dai democratici, che invece giocano in attacco solo in altri 9. Per cambiare la maggioranza al Congresso i progressisti dovranno mantenere tutte o quasi le loro roccaforti e sottrarne alcune ai loro avversari, quindi la difficile sfida che attende la loro rappresentante ha un significato non indifferente.

Il North Dakota è solitamente marginale nella politica americana, ma il fatto che al Senato ogni stato sia rappresentato ugualmente da due senatori obbliga a guardare a queste elezioni. I democratici hanno bisogno di appena 2 seggi per superare gli avversari al Senato, quindi nessuno dei due partiti può sottovalutare alcuna sfida.

Per quanto riguarda la Camera dei Rappresentanti, anch’essa completamente rinnovata in queste Midterm, il North Dakota risulta meno interessante. Di tutti i 435 seggi della Camera ai Democratici serve un margine di 24 per avere di nuovo la maggioranza, ma lo stato settentrionale ha un solo rappresentante. A differenza del Senato, quindi, il North Dakota conta molto poco in questo scontro, soprattutto visto che la vittoria della repubblicana Kelly Armstrong è data per certa da quasi tutte le rilevazioni.

Midterm-Norh-Dakota

Il North Dakota

Nella campagna elettorale locale per queste Midterm sono stati molti i temi affrontati dai candidati, ma è soprattutto la politica nazionale ad aver ampio spazio nel dibattito, visto che su molte delle questioni legate strettamente allo Stato i due candidati sono sostanzialmente d’accordo.

Il North Dakota è un enorme produttore di soia, destinata quasi interamente alla produzione di mangimi per animali, quindi il suo sistema agricolo dipende molto dalle scelte in politica commerciale di Washington. Gli agricoltori della soybean belt sono preoccupati dalla situazione dei dazi doganali, visto che il loro futuro dipende in buona parte da come evolverà la guerra doganale di Trump.

Anche il dibattito sulla Medicaid, e in generale la protezione sociale e sanitaria, si è rivelato un terreno di forte scontro. Se da un lato i conservatori sono molto vicini a Trump e premono per un “ritiro” dello Stato dall’assistenza, i progressisti guidati dalla Heitkamp sono dell’opinione diametralmente opposta. Non è un caso che durante il loro mandato il North Dakota sia stato una delle poche zone degli USA a espandere l’assistenza sanitaria, un provvedimento voluto anche visto l’invecchiamento della popolazione che lo Stato sta sperimentando.

Un problema molto spinoso, però, si è rivelato per entrambi i candidati il rapporto con la grande comunità di nativi americani del North Dakota. La politica energetica di entrambi i candidati ha creato una frattura, soprattutto vista la forte opposizione dei nativi all’oleodotto Dakota Access, voluto invece dall’amministrazione locale.

Anche rispetto al voto ci sono stati degli attriti tra la politica statale e quella nazionale, in particolare dopo che la Corte Suprema ha deliberato che per votare sarà necessario mostrare un documento completo di indirizzo. Quando nei prossimi giorni questo provvedimento sarà effettivo anche in North Dakota, molti nativi non potranno votare, visto che moltissimi di loro non hanno un indirizzo vero e proprio. Soprattutto in alcune comunità che abitano in insediamenti informali, infatti, è molto diffuso l’uso di caselle postali al posto di un vero indirizzo, situazione che con la nuova legge non permetterebbe di votare.

Questa decisione ha alienato ancora di più il consenso per i Repubblicani tra le comunità, già vacillante dopo la forzatura sul Dakota Access, e sta inasprendo molto i toni della campagna elettorale, rischiando di diventare un caso nazionale.

North-Dakota-Midterm

Heikamp vs Cramer

La sfida centrale in North Dakota, lo abbiamo detto, è la sfida tra Heidi Heitkamp e Ken Cramer per il Senato.

A detenere la carica al momento è la democratica Heitkamp, ex procuratrice generale dello Stato e politica navigata con molti ruoli nelle Commissioni parlamentari, nelle agenzie governative e nell’industria energetica. Cramer è invece l’attuale rappresentante alla Camera dello Stato, nemmeno lui è nuovo alla politica ma ha meno esperienza della rivale.

Trump stesso è molto presente nella campagna elettorale del North Dakota. Cramer basa gran parte della sua campagna elettorale sull’endorsement ricevuto da Trump e sul fatto che, a differenza della sua rivale, sia decisamente in linea con le politiche del Presidente. Cramer ritiene le politiche del lavoro di taglio delle tasse di Trump siano utili alla crescita economica e ha aspramente criticato la Heitkamp per aver votato contro di esse.

Dal canto suo la Senatrice uscente stessa fa spesso riferimento al Presidente, rivendicando come anche lei abbia sostenuto alcune sue politiche, come ad esempio la nomina di Mike Pompeo. Questo secondo la Senatrice dovrebbe simboleggiare il suo buon grado di indipendenza dalla linea del Partito Democratico, oltre che la sua posizione moderata e centrista. Resta comunque una fiera oppositrice dei tagli proposti dai Repubblicani alla sanità e alla protezione sociale, e accusa Cramer di sostenere queste misure, le stesse contro cui lei si è battuta durante tutta la sua carriera politica.

Heitkamp-Midterm

I due candidati stanno combattendo una battaglia serrata, il che li porta a confrontarsi costantemente su tutti i temi politici che guadagnano l’attenzione dei media. Spesso, però, il dibattito nazionale sovrasta quello locale, e ultimamente i due candidati sono stati chiamati a dibattere soprattutto degli ampi temi di Washington.

Il più recente è stato il feroce dibattito sull’elezione di Brett Kavanaugh come giudice della Corte Suprema. I due si sono schierati nettamente: Cramer a favore e la Heitkamp contro, raccogliendo il plauso delle rispettive basi ma polarizzando ancora di più la loro sfida.

La rilevanza dei temi di Washington anche in uno Stato così lontano dalla capitale e così interessato da altre dinamiche è un’arma a doppio taglio. Questo vuol dire non solo che le leadership dei partiti al Congresso decidono in parte l’agenda elettorale del North Dakota, ma che per entrambi i candidati è sempre presente il rischio di perdere parte del proprio elettorato per le proprie posizioni su temi che, in realtà, hanno a che fare solo marginalmente con la politica dello Stato del nord.

L’affaire Kavanaugh è di nuovo un esempio calzante. Se la Heitkamp ha dovuto rilasciare dichiarazioni caute per via del modo in cui l’elettorato dem ha affrontato la questione, Cramer ha potuto cavalcare l’ondata di trionfalismo che la nomina del giudice ha causato tra i conservatori.

Un evento di Washington ha quindi permesso a un candidato Senatore del North Dakota di alzare il tono della sua campagna elettorale e di galvanizzare il pubblico conservatore. Fatto che per i sondaggisti avrebbe invertito gli equilibri del voto. Cramer sarebbe in testa ai sondaggi sulla Heitkamp, con un margine sostanzioso visto che i sondaggi rilevano un 53% dei consensi contro 41%, quando al momento delle candidature lo scorso febbraio era la Senatrice in vantaggio.

Cramer-midterm

Come vota il North Dakota

Lo Stato è profondamente repubblicano, uno dei motivi per cui il seggio della Heitkamp è dato da molti Democratici per già perso da tempo. Nelle ultime 5 elezioni presidenziali lo Stato è stato vinto dai Repubblicani, anche se mai con il margine ottenuto da Donald Trump.

Nel 2016 l’attuale Presidente ha infatti superato la rivale Hilary Clinton di ben 36 punti percentuali, arrivando al 63% dei voti, appena quattro anni dopo la nomina della democratica Heitkamp al Senato nel 2012. Ancora oggi Trump è molto popolare nello Stato, con i sondaggi che ne danno la popolarità al 57%, la seconda più alta in tutti gli Stati Uniti.

Va detto che la stessa Senatrice Heitkamp vinse il suo seggio con un margine minimo inferiore all’1% dei voti. La continua crescita del divario tra voto Democratico e Repubblicano preoccupa quindi molto i sostenitori della senatrice e i progressisti in generale, che rischiano di perdere le loro terre in North Dakota.

Sebbene lo Stato non sia di certo tra i più influenti nella corsa delle Midterm, infatti, gli strettissimi margini che ha la “Blue wave” democratica alzano la tensione. Perdere terreno nella corsa al Senato in North Dakota sembra inevitabile, motivo per cui le altre sfide già serrate diventano ancora più importanti, nonostante alcune saranno combattute all’ultimo voto.

Fonti e Approfondimenti:

https://www.politico.com/story/2018/10/03/senate-midterms-polls-829127

https://ballotpedia.org/United_States_Senate_election_in_North_Dakota,_2018

https://www.theguardian.com/us-news/2018/oct/29/north-dakota-id-law-native-americans-vote-senate-race

https://qz.com/1444049/will-there-be-a-blue-wave-in-the-midterms-heres-what-the-evidence-says/

https://ig.ft.com/us-midterm-elections/

https://www.theguardian.com/us-news/2018/oct/29/north-dakota-id-law-native-americans-vote-senate-race

Un commento Aggiungi il tuo

Rispondi