Praxis: I programmi alimentari di Belo Horizonte in Brasile

Copertina a cura di @side_book

Nel 2010 il diritto al cibo venne inserito nella Costituzione del Brasile come un diritto sociale universale, al pari dell’istruzione, della salute, del lavoro e della casa. Questo passaggio rappresenta più un tappa che un punto d’arrivo nella corsa alla lotta all’insicurezza alimentare nel Paese. Si tratta di un viaggio iniziato già molti anni fa e che vede come pioniera Belo Horizonte, prima città a intraprendere strategie e programmi politici efficaci in tema di sicurezza alimentare e riduzione della fame, della malnutrizione e della povertà.

Il contesto e la genesi del progetto

Il successo di Belo Horizonte trova le sue origini nei primi anni Novanta, quando la Citizenship Action against Hunger, Poverty and for Life mobilitò milioni di cittadini brasiliani. Il diritto al cibo era inteso come un diritto umano e l’intero sistema alimentare veniva accusato di essere un grande fallimento che richiedeva l’intervento della politica per essere sanato. 

Agli inizi degli anni Novanta la città, come il resto del Paese, registrava un alto indice di povertà e di malnutrizione tra i suoi cittadini. Belo Horizonte contava due milioni e mezzo di abitanti, l’11% dei quali viveva in condizioni di povertà e il 20% era denutrito. Se si guardano i dati dell’Area Metropolitana la situazione era ancora più grave: dei suoi quasi sei milioni di abitanti, il 38% viveva sotto la soglia di povertà, quasi un quinto dei bambini sotto i 3 anni erano malnutriti e la mortalità infantile era molto elevata.

Il neoeletto sindaco di Belo Horizonte, Patrus Ananias, presentò un programma politico focalizzato sulla riduzione delle disuguaglianze e della fame. Per permettere a tutti di avere accesso a una sufficiente, nutriente e sana fornitura di cibo, pensò a una serie di politiche alimentari che risultarono, e tuttora risultano, essere un successo.

Con la legge municipale n. 6352 del 15 luglio 1993 venne istituita la Secretarìa Municipal de Abastecimento (SMAB), incaricata di intraprendere misure e politiche di riduzione della malnutrizione tra i gruppi più vulnerabili della popolazione. Era prevista, inoltre, una maggiore fornitura di alimenti per tutti coloro che vivevano nelle zone più marginali dell’area metropolitana. Nel 2011 la SMAB venne sostituita dalla Secretaria Municipal Adjunta de Segurança Alimentar e Nutricional (SMASAN), dotata di una struttura amministrativa, con un proprio budget e comprensivo di diverse figure professionali tra amministrativi, agronomi, nutrizionisti e assistenti sociali.

Le politiche adottate: un programma completo

In virtù del principio secondo cui il cibo è un diritto umano, le politiche pubbliche proposte dall’amministrazione di Belo Horizonte intendono promuovere un sistema alimentare inclusivo, universale e sostenibile nel lungo periodo, piuttosto che una fornitura di cibo emergenziale e filantropica.

Sono state ideate politiche per ogni stadio della filiera alimentare, dalla fase di coltivazione al mercato, dai sistemi produttivi industriali alla ricerca e sviluppo di nuove tecniche e idee. Per questa ragione i programmi ideati dalla SMASAN sono molteplici e si differenziano in tre pilastri:

  • Convenzioni per la vendita e la fornitura diretta di cibo – adottate anche da ristoranti popolari, che servono pasti nutrienti a un costo abbordabile per le fasce più povere della popolazione. Pasti serviti nelle scuole, Food Banks che ridistribuiscono gratuitamente gli alimenti non più vendibili nel mercato tradizionale a organizzazioni no profit che, a loro volta, lo servono ai cittadini vulnerabili;
  • Regolamentazione dei mercati alimentari, attraverso l’ABastaCer (negozi a basso costo per la vendita di alimenti di base a un prezzo fissato dallo SMASAN) o la creazione di associazioni di produttori su piccola scala che vendono direttamente al consumatore;
  • Supporto all’agricoltura urbana e familiare attraverso la creazione e la cura di orti scolastici e orti di comunità.

Come attività trasversali si trovano l’educazione al cibo e alla nutrizione e la creazione di corsi professionali, utili rispettivamente per migliorare la conoscenza e per creare nuovi posti di lavoro nel settore.

Attraverso questi programmi, Belo Horizonte ha costruito un sistema alimentare alternativo parallelo al sistema convenzionale, basato dal mercato, guidato dalla politica locale e dalle organizzazioni della società civile. Complessivamente, ogni giorno tali programmi e politiche raggiungono fino a 300.000 belo-horizontinos, il 12% della popolazione.

Gli impatti delle politiche alimentari tra i belo-horizontinos

La quasi totale eliminazione della fame tra le fasce più povere della popolazione è certamente uno dei risultati centrali dei programmi attuati dalla SMASAN. Se si considera il budget messo a disposizione per l’iniziativa, circa 25 milioni di dollari l’anno, corrispondenti al 2% del budget dell’amministrazione cittadina, il risultato è estremamente positivo.

L’iniziativa ha portato a una significativa decrescita della mortalità infantile (nel 2015 circa il 65% in meno rispetto alla metà degli anni Novanta), così come a una diminuzione delle ospedalizzazioni dovute a malattie legate a problemi alimentari, per esempio il diabete (nel 2015 il 33% in meno rispetto alla metà degli anni Novanta). È stata registrata una notevole riduzione della malnutrizione tra i bambini e gli adulti e, dall’altro lato, un importante incremento della produzione e del consumo di cibo prodotto localmente e in maniera organica. Infine, è diminuita di un quarto la fetta della popolazione che vive in condizioni di povertà. Un altro aspetto positivo, sebbene indiretto e trasversale al programma, è la riduzione delle emissioni di gas serra provenienti dalla produzione e dal trasporto di cibo, grazie alle misure che hanno permesso di instaurare una maggiore interazione e una linea diretta tra i piccoli produttori locali e i consumatori.

Replicabilità del modello di Belo-Horizonte

I programmi attuati da Belo Horizonte sono tra i primi al mondo ad aver promosso un sistema così integrato volto al miglioramento della sicurezza alimentare della città. Questa esperienza non solo ha influenzato la strategia nazionale brasiliana di Fome Zero, ma è stata un modello replicabile in altre città e aree del globo. In particolare, ad aver seguito il modello della città brasiliana è stata la capitale della Namibia Windhoek, che sta attualmente implementando dei programmi modellati direttamente sull’esempio di Belo Horizonte, adattati al contesto locale.

 

Fonti e approfondimenti

Fao.org. 2015. Belo Horizonte: Growing Greener Cities In Latin America And The Caribbean. [online]

futurepolicy.org. 2020. Belo Horizonte’S Food Security PolicyFuturepolicy.Org. [online

IPES-Food. 2017. What makes urban food policy happen? Insights from five case studies. International Panel of Experts on Sustainable Food Systems.

Milan urban food policy pact. 2018. Belo Horizonte redistributes surplus food through its food bank.

 

Editing a cura di Elena Noventa

Copertina di Simone d’Ercole

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Lo Spiegone è una testata registrata presso il Tribunale di Roma, 38 del 24 marzo 2020
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