Il nuovo bilancio pluriennale dell’Unione europea: 2021-2027

Il nuovo bilancio pluriennale dell’Unione europea 2021-2027

Il 17 dicembre 2020 il Consiglio ha approvato in via definitiva il Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) dell’Unione europea dopo l’esito positivo della votazione nel Parlamento europeo. In vigore dal 1° gennaio 2021, esso avrà una durata di sette anni, ovvero fino al 2027. 

La cifra sulla quale si è trovato un accordo è 1.074,3 miliardi di euro, ai quali si aggiungono le risorse del Next Generation EU, il pacchetto da 750 miliardi di euro presentato dalla Commissione europea a maggio per favorire la ripresa post-pandemia.

Cos’è il Quadro Finanziario Pluriennale e come viene adottato

Il Quadro Finanziario Pluriennale o Multiannual Financial Framework (MFF) è il bilancio pluriennale dell’Unione europea che viene approvato per un periodo di almeno cinque anni. Il bilancio appena concluso riguardava gli anni 2014-2020, mentre quello approvato lo scorso dicembre sarà in vigore fino al 2027. Le risorse potranno, però, essere utilizzate fino al 2030, seguendo la regola “n+3”, secondo la quale si procede al disimpegno automatico delle stesse dopo tre anni dallo stanziamento.

Il bilancio pluriennale stabilisce il totale delle risorse messe a disposizione, secondo la ripartizione tra categorie di spesa approvata. Esso, inoltre, definisce gli importi dei massimali per ogni anno. Infatti, per ogni singolo anno viene poi approvato un bilancio annuale.

La procedura per l’approvazione del QFP è indicata nell’art. 312 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE) dove lo stesso è qualificato come un regolamento adottato secondo una procedura legislativa speciale: il Consiglio delibera all’unanimità dopo l’approvazione del Parlamento europeo. 

La prima proposta della Commissione europea, alla quale è attribuito il potere di iniziativa legislativa anche per quanto riguarda il bilancio, è stata presentata il 2 maggio 2018 per un valore totale di 1.134,583 miliardi. Fin da allora, quando alla guida di questa istituzione europea c’era Jean-Claude Juncker, si sottolineava la necessità di individuare nuove risorse proprie dell’UE e la fondamentale questione del rispetto del rule of law per l’utilizzo delle risorse.

Dopo due anni di negoziati, il QFP è stato definitivamente approvato a dicembre 2020 per poter entrare regolarmente in vigore il 1° gennaio 2021, evitando così l’esercizio provvisorio del bilancio per il periodo compreso tra la scadenza del precedente bilancio e l’approvazione del successivo.

Le caratteristiche dell’attuale bilancio

Lo scoppio della pandemia da Covid-19 ha avuto forti ripercussioni economiche. Di queste e di tutte le conseguenze sociali derivate dalla crisi sanitaria si è inevitabilmente tenuto conto nei negoziati per la determinazione del bilancio dei prossimi anni. In generale, si è deciso di applicare una maggiore flessibilità per consentire all’UE di rispondere a esigenze impreviste. 

Inoltre, ad aprile 2020 il Consiglio europeo ha chiesto alla Commissione di presentare uno speciale fondo di rilancio per favorire la ripresa dalla pandemia. Esso è stato proposto il 27 maggio come un pacchetto ambizioso di 750 miliardi tra prestiti e sovvenzioni, che saranno destinati dal 2021 al 2024 a favorire la ripresa post-pandemica. Tali risorse saranno prese in prestito dalla Commissione sui mercati finanziari internazionali per conto dell’UE e saranno allocate ai programmi in qualità di “risorse esterne assegnate”. Sebbene collegato al QFP in quanto approvato secondo la comune base giuridica, il Recovery Fund o Next Generation EU (NGEU) è uno strumento finanziario separato dal bilancio pluriennale

Il QFP approvato coprirà sette categorie di spesa e finanzierà circa quaranta programmi nei prossimi sette anni. Tra le priorità segnalate troviamo la transizione digitale e l’attenzione per l’ambiente, già individuate come tematiche chiave sulle quali si investiranno ingenti risorse. Anche la politica di coesione, però, e la politica agricola comune (PAC), da sempre politiche fondamentali per l’Unione, riceveranno consistenti finanziamenti.

Le risorse sono state così assegnate:

Categoria di spesa Quadro Finanziario Pluriennale Next Generation EU
Mercato unico, innovazione e digitale 132,8 10.6
Coesione, resistenza e valori 377,8 721.9
Risorse naturali e ambiente 356,4 17.5
Migrazione e gestione delle frontiere 22,7 0
Sicurezza e difesa 13,2 0
Vicinato dell’UE e resto del mondo 98,4 0
Pubblica amministrazione europea 73,1 0

Stanziamenti per il Quadro finanziario pluriennale e Next generation EU, in miliardi di euro.

Fin dal suo insediamento nel dicembre 2019, la Commissione aveva presentato un programma molto ambizioso, dedicando un’attenzione particolare ai temi del digitale e della transizione ecologica. Europa digitale è, infatti, il nuovo programma che punta a sostenere la transizione digitale, mentre all’ambiente è dedicato lo European Green Deal, presentato il 14 gennaio 2020.

Si rileva, infatti, un impegno maggiore per quanto riguarda la tutela della biodiversità e del clima. Al cambiamento climatico viene destinato un terzo del budget, ovvero il 30% della spesa di tutti i programmi. Il Just Transition Fund (cui vengono destinati 7,5 miliardi dal QFP e 10 dal NGEU) servirà ad agevolare la transizione verso un’economia climaticamente neutrale, in linea con l’obiettivo dell’Unione di tagliare del 55% le emissioni di CO2 entro il 2030 e raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Tali risorse saranno principalmente destinate ai Paesi che fanno ancora maggiormente affidamento sui carboni fossili, come la Germania e la Polonia. 

EU4Health sarà il programma dell’UE incentrato sul settore sanitario, di particolare interesse dopo lo scoppio della pandemia da Covid-19, mentre il Horizon2020 continuerà con HorizonEurope cui vengono attribuite ingenti risorse per la ricerca e l’innovazione.

Non si possono fare facilmente dei paragoni con le risorse assegnate nel QFP 2014-2020, poiché le categorie di spesa sono state suddivise in maniera differente. È possibile, però, vedere quali settori hanno visto un incremento delle stesse. In particolare, alla categoria di spesa “sicurezza e cittadinanza”, nella quale erano compresi asilo e migrazione, frontiere esterne e sicurezza interna, erano stati destinati 15,67 miliardi nel 2014-2020. Considerando che per il 2021-2027 sono previsti 22,7 miliardi di euro per “migrazione e gestione delle frontiere”, si può notare il maggiore impegno finanziario rivolto a questo settore.

Alla voce “crescita sostenibile: risorse naturali”, erano stati attribuiti 372,93 miliardi, includendo in essa la PAC, la politica comune della pesca e l’azione ambientale. Per il prossimo periodo finanziario 2021-2027 la terza categoria di spesa “risorse naturali e ambiente” vede impegnati 373,9 miliardi tra QFP e NGEU. Alla PAC, in particolare, vengono assegnati 336,4 miliardi, ai quali si devono aggiungere 10 miliardi per ricerca e innovazione in ambito agroalimentare in Horizon Europe.

Dopo l’approvazione del bilancio pluriennale, ciascun Programma dovrà essere regolato tramite l’approvazione di regolamenti specifici che individueranno le norme di funzionamento, mentre la decisione sulle risorse proprie dell’UE dovrà essere approvata in tutti gli Stati membri conformemente alle rispettive norme costituzionali.

Vuoi saperne di più sul Bilancio pluriennale e sulle sfide dell’Unione europea per il 2021? Ecco la nostra intervista a Lorenzo Robustelli ed Emanuele Bonini di Eunews.

 

Il Next Generation EU

Il Recovery Fund o Next Generation EU è lo strumento finanziario speciale di ripresa presentato dalla Commissione a maggio su richiesta del Consiglio europeo per far fronte alle conseguenze derivanti dalla pandemia. 

Il pacchetto presentato ammonta a 672,5 miliardi di euro, di cui 360 miliardi in prestiti e 312,5 in sovvenzioni e costituirà il Recovery and Resilience Facility, il principale programma di questo strumento. Tali risorse serviranno a sostenere gli investimenti pubblici e le riforme negli Stati membri. A esse si aggiungono i 47,5 miliardi del ReactEU, per un totale di 750 miliardi di euro, risorse necessarie per rendere l’UE più forte e resiliente.

Tali risorse dovranno servire ad affrontare l’impatto economico e sociale della pandemia e le sfide della transizione verde e digitale. Il 37% di esse dovrà, infatti, essere speso per la transizione ecologica, mentre il 20% è destinato al digitale. 

Gli Stati membri hanno tempo fino alla fine di aprile 2021 per presentare i propri piani di ripresa definitivi nei quali illustreranno come intendono utilizzare le risorse loro destinate, tenendo conto delle raccomandazioni che la Commissione invia a ogni Paese a febbraio di ogni anno e le linee guida incluse nel Recovery and Resilience Facility.

Le misure per la ripresa post-pandemia

Tra le principali misure adottate per reagire alla pandemia da Covid-19 c’è il ReactEU (Recovery Assistance for Cohesion and the Territories of Europe) presentato con lo scopo di colmare le diseguaglianze regionali accentuate dalla pandemia. Si tratta di una sorta di meccanismo ponte tra l’attuale politica di coesione e i programmi 2021-2027. Esso è, infatti, destinato agli Stati membri più colpiti dalla crisi. 

Si prevede una cifra di 59 miliardi per il periodo 2020-2022 all’interno del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), del Fondo Sociale europeo (FSE) e del Fondo di aiuti europei agli indigenti (FEAD). Grazie a delle modifiche apportate al bilancio pluriennale precedente 2014-2020 è stato possibile utilizzare tali risorse già nel 2020, mentre le risorse 2021-2022 proverranno da un incremento del Next generation EU.

Il Fondo InvestEU (2,8 miliardi dal QFP e 5,6 miliardi NGEU) fu proposto già nel 2018 con l’intento di utilizzare le risorse del budget europeo per attrarre altri investimenti. Le risorse costituiranno, infatti, la garanzia offerta dall’UE agli investitori e saranno destinate a infrastrutture sostenibili, Ricerca e Sviluppo (R&S), digitale, piccole e medie imprese (PMI), investimenti sociali e competenze, investimenti europei strategici. 

Ingenti risorse per un’Unione più ambiziosa

La pandemia da Covid-19 ha inciso pesantemente sul tessuto economico e sociale degli Stati membri. Tale situazione emergenziale ha sicuramente influenzato i negoziati per l’approvazione del bilancio pluriennale, ha portato all’adozione di misure straordinarie e a riconsiderare alcune regole e principi riguardanti la contabilità dell’UE. Alcuni settori sui quali si intendeva puntare all’inizio del mandato sono stati riconsiderati riducendo le risorse a essi destinati. 

Tuttavia, occorre sottolineare come le priorità più ambiziose individuate dalla Commissione al momento del suo insediamento, come l’attenzione per il digitale e l’ambiente, siano state confermate nelle nuove proposte e saranno centrali nelle politiche europee dei prossimi anni. Si tratta, infatti, di settori fortemente collegati allo sviluppo economico che avranno un ruolo chiave nella ripresa post-pandemia. 

Il momento storico ha portato all’approvazione di un bilancio ambizioso. Considerando assieme ad esso le risorse del Next Generation EU, l’UE investirà quasi 1.800 miliardi di euro per la ripresa e lo sviluppo degli Stati membri nei prossimi anni. 

 

Fonti e approfondimenti

L. Bayer, Council grants final approval to 2021-2027 EU budget, Politico.eu, 17/12/2020;

Commissione europea, Il bilancio dell’Ue in sintesi, 05/2019;

Consiglio dell’UE, Comunicato stampa Il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2021-2027 è stato adottato, 17/12/2020;

Consiglio europeo, Bilancio a lungo termine dell’UE 2021-2027 e pacchetto per la ripresa, ultima modifica 23/12/2020; 

Consiglio europeo, Infografica – Multiannual Financial Framework 2021-2027 and Next Generation EU, 18/12/2020;

European Commission, Commission welcomes political agreement on Horizon Europe, the next EU research and innovation programme, 10/12/2020; 

European Commission, Country Report Italy 2020, 26/02/2020;

Parlamento europeo, Legislative Train Schedule – Budgets-BUDG, 18/12/2020;

Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dip. per le Politiche europee, Linee guida per la definizione per la definizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, 15/09/2020;

B. Smith-Meyer & P. Tamma, EU Recovery Fund deal may get money flowing in summer, Politico.eu, 18/12/2020.

 

Editing a cura di Francesco Bertoldi

 

 

Rispondi

Lo Spiegone è una testata registrata presso il Tribunale di Roma, 38 del 24 marzo 2020
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: