L’EU4Health e la politica sanitaria dell’Unione europea

Lo Spiegone
@LoSpiegone

La pandemia da Covid-19 che ha coinvolto anche l’Europa a partire da febbraio 2020 ha mostrato la fragilità dei sistemi sanitari nazionali degli Stati europei, mettendo in risalto come anche il nostro continente non fosse pronto a reggere l’urto di un evento così importante. 

Ma gli Stati non sono stati gli unici a dimostrarsi inadeguati davanti all’ondata che ha causato quasi un milione di decessi in Europa. Fin dai primi mesi del 2020, quando l’epidemia era esplosa in modo violento in Cina ma non sembrava avere già colpito il resto del mondo, le istituzioni europee avevano cercato di correre ai ripari, ma ciò non è stato sufficiente

L’UE ha da allora pensato di organizzarsi affinché quanto successo con la pandemia da Covid-19 non riaccada mai più. Su questi presupposti è nato il programma europeo per la salute, l’EU4Health, entrato ufficialmente in vigore il 26 marzo 2021.

EU4Health: il programma per un’Europa più sana

L’EU4Health è il programma d’azione europeo dedicato alla salute per il settennio 2021-2027, nonché il progetto più ambizioso che sia mai stato dedicato alla sanità dalle istituzioni europee. L’idea alla sua base è quella di portare l’Europa fuori dalla pandemia, lasciando però ampio spazio anche a una visione futura rinnovata della sanità pubblica europea.

Non a caso, alla realizzazione di questo programma sono stati destinati 5,1 miliardi di euro del quadro finanziario pluriennale europeo attualmente in vigore, mentre nel settennio passato i fondi riservati alla salute erano stati solo 400 milioni. Le risorse messe a disposizione verranno erogate sotto forme diverse a seconda del tipo di azione per cui verranno utilizzati. Di base, gli strumenti finanziari saranno le sovvenzioni, gli appalti e, in minima parte, i premi.  

L’idea di inserire un programma interamente dedicato all’ambito sanitario all’interno del Next Generation EU è stata concepita dalla Commissione europea nella primavera 2020. Inizialmente la Commissione, forte dell’appoggio del Parlamento europeo, aveva previsto un ambiziosissimo piano di finanziamento, che avrebbe dovuto ammontare fino a quasi 10 miliardi di euro. Tale cifra è stata successivamente rivista al ribasso in sede di Consiglio, con la decisione ultima di dimezzarne le risorse. 

Nonostante l’EU4Health sia nato come reazione alla pandemia da Covid-19 e con il principale obiettivo di non rispondere in modo così impreparato a situazioni simili che potrebbero ripetersi in futuro, il suo campo d’azione non si limita solo alla prevenzione di fenomeni epidemici, ma si prefigge come finalità quelle di riformare i rapporti tra gli Stati europei nel campo della salute

Infatti, tra gli obiettivi indicati nel regolamento 2020/0102, base giuridica del programma, non solo troviamo la protezione dei cittadini europei da minacce per la salute a carattere transfrontaliero e il rafforzamento della capacità di risposta dei servizi sanitari nazionali in periodi di emergenza, ma anche aspetti meno esplicitamente collegati alla pandemia. Tra questi, figurano il sostegno alla prevenzione delle malattie trasmissibili e non trasmissibili, l’aumento di disponibilità di medicinali e dispositivi medici e il potenziamento dei sistemi sanitari, anche attraverso la loro digitalizzazione. 

I nuovi organi europei per far fronte all’emergenza

Per l’attuazione dell’EU4Health è stata creata una nuova agenzia, l’Agenzia esecutiva europea per la salute e il digitale (European Health and Digital Executive Agency HaDEA), la cui attività è iniziata nell’aprile 2021. 

Oltre a questa agenzia ideata dalla Commissione per la diretta gestione del programma europeo per la salute è stato istituito anche un organo ad hoc per la gestione e la prevenzione delle emergenze sanitarie. L’Autorità europea per la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie (European Health Emergency preparedness and Response Authority HERA) ha, infatti, come suo obiettivo primario quello di prevenire, individuare e rispondere a situazioni sanitarie d’emergenza come quella vissuta negli ultimi due anni. 

In pratica, il compito dell’HERA sarà quello di coordinare l’azione degli Stati membri in caso di necessità, provvedendo alla produzione e distribuzione di medicinali e altri dispositivi medici. Inoltre, ricoprirà anche una funzione preventiva, valutando minacce transfrontaliere e anche raccogliendo i dati e le informazioni necessarie per un intervento più tempestivo e organizzato. L’HERA, istituita nel 2021 ma che diverrà pienamente operativa dal 2022, avrà un suo budget pari a 6 miliardi di euro, anch’essi provenienti dal quadro finanziario pluriennale del settennio 2021-2027.

Verso un’Unione sanitaria europea?

La volontà di approfittare della gestione dell’emergenza Covid-19 per iniziare a vagliare la possibilità di una concezione della sanità più “europea” era stata esplicitamente presentata dalla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, nel discorso sullo stato dell’Unione del settembre 2020. In realtà, von der Leyen, fin dall’inizio del suo mandato aveva auspicato una riforma della gestione della sanità a livello europeo e la pandemia non ha fatto altro che accelerare questo processo.

Nonostante i nuovi programmi e gli ingenti finanziamenti che oggettivamente dimostrano un rinnovato interesse delle istituzioni europee nei confronti delle politiche sanitarie, resta da chiedersi se tutto ciò avrà un impatto reale sulla loro gestione a livello nazionale. Di fatto, il quadro normativo all’interno del quale istituzioni europee e Stati membri si muoveranno è rimasto invariato, così come sono rimasti invariati i loro rapporti di potere. Probabilmente gli Stati cercheranno di preservare la loro competenza in un ambito così importante come quello della sanità

Ciò a cui si assiste al momento è la ricerca di una maggiore collaborazione, partendo dalla lezione impartita dalla pandemia da Covid-19, grazie ai nuovi strumenti e ai nuovi organi e cercando di potenziare quelli già esistenti, come l’EMA e l’ECDC. I risultati ottenuti fino a oggi possono essere considerati il punto di partenza verso una nuova direzione, ma è improbabile che nell’immediato futuro gli Stati membri saranno pronti a cedere a Bruxelles maggiori poteri in materia.

 

Fonti e approfondimenti 

Commissione europea, “Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all’istituzione di un programma d’azione dell’Unione in materia di salute per il periodo 2021-2027 e che abroga il regolamento (UE) n. 282/2014 (“programma ‘UE per la salute'”) (EU4Health)”, 28/5/2020.

Commissione europea, Unione europea della salute, (consultato il 20/11/2021).

Commissione europea, “Autorità europea per la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie (HERA): prepararsi alle future emergenze sanitarie” 16/9/2021.

European Parliament, Programme for the Union’s action in the field of health for the period 2021-2027 (EU4Health Programme) – Legislative train schedule, (ultima modifica 22/10/2021).

Deutsch Jillian, “Europe’s ‘Health Union’ prepares for its first feeble steps”, POLITICO, 1/9/2021. 

 

Editing a cura di Francesco Bertoldi

 

Be the first to comment on "L’EU4Health e la politica sanitaria dell’Unione europea"

Rispondi

Lo Spiegone è una testata registrata presso il Tribunale di Roma, 38 del 24 marzo 2020
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: