Praxis: La salute psicologica a Cuba

Copertina a cura di @side_book

Cuba è un modello per la tutela della salute mentale. A dirlo è l’American Psychological Association, che da alcuni anni conduce ricerche sul sistema sanitario del Paese. Come altre costituzioni, anche quella cubana sancisce che il benessere fisico e psicologico rientri tra i diritti fondamentali di tutti i cittadini. L’Avana non si limita però alle parole. Al contrario di altri Paesi, dove la tutela della salute mentale riceve pochi finanziamenti ed è spesso considerata un tabù, a Cuba psicologi e psichiatri sono componenti essenziali di un sistema sanitario nazionale gratuito e assai più efficiente in confronto ad altri contesti più ricchi.

Un sistema sanitario integrato e a misura di tutti

Nel 1984 L’Avana ha istituito un sistema di medici e infermieri locali sia nelle aree urbane che in quelle rurali dell’isola, ai quali è stata assegnata una porzione della comunità. Secondo i dati forniti dallo United Nations Development Programme nel 2019, il rapporto dottori-cittadini è di otto a mille (mentre negli Stati Uniti è di tre a mille). Questi professionisti costituiscono il primo livello del sistema sanitario cubano; qualora il paziente abbia bisogno di un trattamento più specialistico, viene inviato nel più vicino poliambulatorio o in ospedale. 

Vivendo a stretto contatto con la comunità, i medici locali hanno la piena fiducia dei propri pazienti, dei quali conoscono i bisogni specifici e che devono visitare almeno una volta l’anno. Nel caso qualcuno sia impossibilitato a recarsi in ambulatorio, è previsto che il controllo venga effettuato presso l’abitazione dell’interessato.

Inoltre, accanto a generici e infermieri sono presenti ginecologi, internisti, pediatri, oculisti, dentisti e altri esperti specializzati in un particolare settore sanitario. Tutti questi professionisti hanno ricevuto una formazione gratuita e quindi accessibile a tutti. Tra di loro vi sono anche gli psicologi che, come i loro colleghi, effettuano almeno un check up annuale dei pazienti assegnatigli, sia in studio che a casa. Il loro inserimento all’interno dei team medici locali risale al 1995. All’epoca, il Paese stava attraversando un periodo di gravi difficoltà economiche, che hanno avuto gravi ripercussioni sulla sanità mentale dei cittadini. Il suicidio era (ed è ancora) tra le dieci cause di morte più comuni e a un quarto dei pazienti degli istituti medici è stata diagnosticata una forma di depressione. Il governo si è quindi attivato per tutelare l’equilibrio psicologico della popolazione e prevenire l’insorgere di ulteriori patologie

Pensare alla collettività

Includendo la tutela dell’igiene mentale all’interno di un sistema sanitario nazionale e gratuito, i cubani vengono curati in maniera completa: tutti i professionisti dei team medici locali lavorano focalizzandosi ciascuno sul proprio settore di competenza, ma sempre di concerto, in modo da tenere sotto controllo tutti gli aspetti riguardanti la salute dei propri pazienti. Anche all’interno dei vari reparti ospedalieri dove vengono trattate patologie di natura fisica sono sempre presenti psicologi incaricati di controllare lo stato mentale dei pazienti ricoverati. 

La collaborazione tra i dottori rivela un altro elemento portante del sistema cubano: il focus sulla collettività. Quella cubana è infatti una società di tipo collettivista, nella quale il benessere della comunità è fondamentale e persino gratificante. Questa mentalità è ben visibile anche nelle terapie psicologiche e psichiatriche. Molti trattamenti per i pazienti affetti da problemi di natura psicologica sono inseriti nel contesto sociale dell’individuo, in particolare a livello familiare. 

Dunque, a beneficiare della salute mentale individuale non è solamente il singolo, ma tutte le persone intorno a esso, che a loro volta sono coinvolte nel percorso di terapia

Inoltre, le campagne per la tutela della salute mentale e la prevenzione dei problemi a essa legati non vengono celati alla vista. Al contrario, sono largamente pubblicizzate attraverso i mass media, in modo che il loro messaggio arrivi velocemente alla comunità. Questo aiuta anche a rendere la popolazione più cosciente verso determinate problematiche psicologiche o psichiatriche, con un impatto positivo per chi ne è affetto. Questa consapevolezza permette alle persone affette da patologie anche gravi, come la schizofrenia, di essere inserite nel mondo del lavoro in accordo con le loro personali caratteristiche. L’intera comunità diventa quindi parte del percorso di terapia, riabilitazione e prevenzione dei disturbi psicologici e psichiatrici dei suoi stessi componenti. 

 

 

Fonti e approfondimenti

Clay, Rebecca. 2015. “Getting to know Cuba“. Monitor on Psychology. 46(6).

Collinson, Susan, & Turner, Trevor, “Not just salsa and cigars: mental health care in Cuba, Cambridge University Press, 02/01/2018.

Linz, Sheila, & Alexis Lorenzo Ruiz. 2020. “Learning about mental healthcare in today’s Cuba: An interview with the president of the Cuban society of psychology“. Perspectives In Psychiatric Care. 57(6): 206-213.

McDaniel, Susan. 2016. “What we can learn from Cuban psychologists“. Monitor on Psychology. 47(7). 

 

 

Editing a cura di Niki Figus

Copertina di Simone d’Ercole

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