Il personaggio dell’anno: Angela Merkel

Merkel
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Du hast den Farbfilm vergessen (in italiano, Hai dimenticato di prendere la pellicola a colori) è una canzone del 1974 della cantante punk rock tedesca Nina Hagen, tornata alle cronache nelle ultime settimane per essere stata scelta come colonna sonora di un evento importante per la storia della Germania e dell’Europa intera: la cerimonia di fine mandato di Angela Merkel

Lo scorso 8 dicembre, giorno del giuramento del nuovo cancelliere Olaf Scholz alla guida di un governo multicolore formato da SPD, Verdi e FDP, si è ufficialmente conclusa l’era Merkel iniziata nel novembre 2005 e durata 16 anni senza interruzioni (ma non senza difficoltà).

La scelta di un brano così apparentemente lontano dal mondo moderato di Merkel in realtà dice molto delle sfumature più originali della sua personalità e del suo passato, aspetti spesso rimasti nascosti dietro la corazza da “cancelliera di ferro”.

La ragazza dell’Est

Il primo chiaro riferimento della canzone scritta da Hagen che, di fatto, consiste in una denuncia dell’arretratezza del regime socialista tedesco è quello al suo passato da ragazza della DDR, elemento che richiama una fase fondamentale della vita della cancelliera. 

Figlia di un pastore luterano, Merkel ha vissuto la sua adolescenza nel Brandeburgo, nella Germania Est, dove ha studiato fisica lavorando nel mondo della ricerca fino all’età di 35 anni, quando la caduta del muro di Berlino, la nascita dei movimenti democratici e l’incontro con l’allora cancelliere Helmut Kohl le cambiarono per sempre la vita.

Nel giro di soli due anni Merkel entra nel partito dell’Unione Cristiano-Democratica (CDU), viene eletta al Bundestag e poi entra a far parte del governo guidato dal suo mentore Kohl, alla guida del ministero per le donne e i giovani. La ragazza della DDR nel giro di pochi anni, in mezzo a un classe politica formata da uomini cresciuti nella Germania Ovest, riesce a raggiungere la guida del partito cristiano-democratico prima e quella del Paese poi, destinata a rivestire un ruolo fondamentale anche, o forse soprattutto, per il futuro dell’Unione europea.

La cancelliera d’Europa

Quando si parla dei 16 anni di cancellierato di Angela Merkel, infatti, non si può prescindere dal suo fondamentale ruolo nelle decisioni prese a Bruxelles

Nell’arco della sua lunga carriera politica, Merkel si è trovata a fronteggiare momenti di grave crisi in cui erano coinvolte allo stesso momento sia la Germania sia l’UE. Proprio per questo motivo le sue scelte, seppur mosse da interessi prevalentemente tedeschi, hanno avuto conseguenze determinanti sull’UE e sulla costruzione del suo futuro.  

Ne è esempio la crisi dell’eurozona del 2010. All’epoca, la Grecia era a un passo dal collasso economico e diversi Paesi dell’area mediterranea si trovavano in grave difficoltà a seguito della crisi finanziaria mondiale iniziata nel 2008. In quella circostanza, in cui la bancarotta della Grecia avrebbe portato al fallimento dell’euro, che a sua volta avrebbe comportato danni devastanti alle finanze tedesche, Angela Merkel fu fautrice del sistema che portò al salvataggio dello Stato ellenico grazie a ingenti aiuti economici in cambio di tagli alla spesa e all’aumento delle tasse: in una parola, l’austerity.

Gli eventi dell’estate del 2015 sono un’altra grande dimostrazione di quanto la cancelliera tedesca debba essere considerata un personaggio fondamentale per l’Unione europea. Nelle settimane in cui il flusso migratorio attraverso la rotta balcanica era incontrollato e la realtà dei fatti svelava a tutti l’inadeguatezza del sistema d’accoglienza europeo, Merkel decise di accogliere in Germania più di un milione di richiedenti asilo provenienti dalla Siria

Quella di Merkel fu una decisione senza precedenti: dopo di lei nessun Paese membro ha più deciso di accogliere un numero così alto di migranti in una volta sola. 

La gestione della crisi sanitaria in Germania e in Europa

Gli ultimi anni di cancellierato di Angela Merkel sono stati inevitabilmente caratterizzati dalla gestione della pandemia da Covid-19. Se dal punto di vista della politica nazionale le scelte di Merkel sono state abbondantemente criticate, soprattutto a causa di una campagna vaccinale che procede a rilento e che ha reso la Germania epicentro della quarta ondata di contagi, anche in questa circostanza il peso delle scelte di Merkel si è fatto sentire soprattutto a livello europeo

Il suo ruolo determinante per l’adozione del Next Generation EU è stato riconosciuto dalla maggior parte dei capi di Stato e di governo europei, come pure l’importanza del semestre a guida tedesca del Consiglio dell’UE nella seconda metà del 2020. Nell’ultimo biennio della sua carriera, Angela Merkel ha collaborato alla creazione di una nuova forma di integrazione europea che potrebbe in futuro essere applicata anche a contesti non emergenziali. 

L’UE senza Merkel

Per questi, e per tanti altri motivi, l’uscita di scena di Angela Merkel dal panorama politico ha rappresentato uno degli eventi politici più importanti del 2021. Una nuova epoca politica in Germania non rappresenta, infatti, solo un grande cambiamento per i cittadini tedeschi, ma per quelli di tutta l’Unione europea.  

Il fatto che sarà molto difficile abituarsi a un’Unione europea orfana di Merkel è dimostrato anche dalle reazioni degli altri capi di Stato e di governo alla sua uscita di scena. In tal senso, l’espressione che ha destato più scalpore è stata quella del presidente francese Emmanuel Macron che, nel salutare la cancelliera durante il loro ultimo incontro ufficiale, si è lasciato andare a un caloroso abbraccio, al quale Merkel ha risposto con un imbarazzato immobilismo. In generale, però, messaggi di commiato, sicuramente più composti e formali, sono giunti da tutta Europa.

 

Fonti e approfondimenti

Oltermann Philip, “Merkel’s punk pick for leaving ceremony raises eyebrows”, The Guardian, 29/11/2021.

Misculin Luca, “Cinque scelte di Merkel che rimarranno”, Il Post, 13/11/2021.

Nöstlinger Nette, “Revisiting Merkel’s refugee pledge: has Germany ‘managed it?’”, POLITICO, 7/12/2021.

Brady Kate, “Why did Merkel’s military farewell include a song made famous by punk rocker Nina Hagen?”, The Washington Post, 2/12/2021. 

Williams Tom, “Macron gives Merkel lingering hug and tells her ‘France loves you’”, Metro, 4/11/2021. 

Euronews, “Angela Merkel in Greece for talks on last visit post-financial crisis”, 29/10/2021. 

 

Editing a cura di Francesco Bertoldi

 

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