La Commissione che verrà: priorità e programma del nuovo esecutivo UE

Ambizione: sembra essere questa la parola chiave nel programma di Ursula von der Leyen. La nuova Commissione, il cui mandato inizierà ufficialmente il 1° dicembre, ha una missione non da poco: dimostrare che la crisi – economica, politica e di consenso – dell’Europa è finita e rafforzare il peso dell’Ue, all’interno e all’estero.

La sfida non sarà facile. Von der Leyen e il suo team dovranno affrontare molti avversari, a partire dall’opposizione in Parlamento, senza dimenticare le resistenze di diversi Stati membri a una Commissione più forte. Altrettanto pressanti sono le sfide globali che la Commissione è chiamata ad affrontare: crisi ambientale e cambiamento climatico, nuove tecnologie ed equilibri internazionali in continua evoluzione.

La struttura interna

Il programma di coordinamento del nuovo esecutivo individua sei gruppi di lavoro. I temi chiave sono l’ambiente e l’economia, e in particolare le sfide economiche e sociali che l’Europa dovrà affrontare per rimanere al passo con le trasformazioni dell’era digitale. Particolare attenzione meritano le riforme interne, per rendere l’Ue più democratica, ed esterne, per rafforzarne la presenza all’estero.

Commissione europea

Un’Europa sostenibile

Una delle parole ricorrenti nel manifesto politico di Ursula von der Leyen è “sostenibilità”. L’associazione più immediata è con la questione ambientale: infatti, lo European Green Deal dovrebbe essere la prima, e forse più importante, iniziativa della nuova Commissione, attesa entro i primi 100 giorni di mandato. Frans Timmermans, il vicepresidente esecutivo della nuova Commissione, avrà la delega al cambiamento climatico e sarà responsabile dell’implementazione dell’European Green Deal.

Von der Leyen, però, presenta una visione più ampia: la crescita economica non deve essere sostenibile solo dal punto di vista ambientale, ma anche sociale e tecnologico. Di fronte a un’economia in continua evoluzione e a un progresso tecnologico estremamente rapido, l’Europa non può stare a guardare, deve anzi proporsi come leader per applicare regole e sistemi innovativi, investire in sviluppo e ricerca e promuovere un’idea di sviluppo attenta alle esigenze sociali.

L’enfasi sulla sostenibilità arriva peraltro in un momento chiave per il processo decisionale dell’Unione: nei prossimi mesi, infatti, le istituzioni europee dovranno accordarsi su un nuovo bilancio pluriennale (Multiannual Financial Framework, o MFF) per il 2021-2027.

Il supporto finanziario all’European Green Deal

Nella proposta di regolamento sul MFF presentata dalla Commissione nel maggio 2018, l’innovazione è uno dei temi fondamentali: il titolo della proposta è infatti “Un budget moderno per un’Unione che protegge, rafforza e difende” (A Modern Budget for a Union that Protects, Empowers and Defends). In questo senso, dunque, la nuova Commissione agirà in continuità con la precedente. I negoziati tra le istituzioni, tuttavia, si trascinano ormai da diversi mesi: il team di von der Leyen dovrà cercare di inserirsi in queste trattative difficili portando avanti le proprie proposte.

Alcune tra queste compaiono già nella linea politica pubblicata dalla neopresidente:

  • Un ambizioso Piano d’investimenti per un’Europa sostenibile da 1 triliardo di euro, destinato a economia, ricerca e sviluppo;
  • Una Strategia per la biodiversità;
  • Un Just Transition Fund, per garantire una transizione a un’economia più verde e sostenibile compensando i lavoratori e le aree più penalizzate da questo processo;
  • Un fondo e una strategia per le piccole e medie imprese;
  • Un incremento del Fondo Sociale Europeo (ESF+) destinato alle categorie più vulnerabili, come i bambini e i giovani.

Un’Europa forte e democratica

A intenzioni così ambiziose devono corrispondere capacità adeguate. L’Unione auspicata da von der Leyen è un soggetto forte e capace, dotato dei poteri necessari ma anche di una certa credibilità. Lo European way of life – lo stile di vita e l’identità europei –, ribadisce von der Leyen, non dovrebbe essere dato per scontato.
Questi valori, anzi, sono continuamente sotto attacco: da parte di governi stranieri che cercano di interferire con la politica interna con campagne di disinformazione e infiltrando i sistemi elettorali, e da movimenti nazionalisti e populisti che puntano a demolire il progetto europeo.

Von der Leyen ha istituito il portafoglio “Protecting our European way of life“, assegnato al greco Margaritis Schinas, che includeva tra le competenze l’immigrazione. La mossa ha suscitato critiche accese ed è stato infine rinominato “Promoting our European way of life” (promuovere lo stile di vita, e dunque i valori, europei).

L’Unione deve avere dei confini solidi che proteggano i cittadini e deve investire in una gestione congiunta del fenomeno migratorio, attraverso una riforma del regolamento di Dublino. Altrettanto importante è la sicurezza interna all’Ue, attraverso una cooperazione transfrontaliera più stretta e l’ampliamento delle competenze comunitarie in merito.

Lo stato di diritto: un potenziale scontro con gli Stati membri

L’Unione europea deve farsi avanti per proteggere i suoi cittadini e i suoi valori. A questo si collega una questione che potrà sollevare controversie, ossia la difesa dello stato di diritto. La Commissione entrante si propone di monitorare la condotta degli Stati membri e il loro rispetto dei principi fondamentali dell’Unione, agendo per sanzionarli in caso di violazioni.
Von der Leyen è inoltre favorevole all’introduzione di un criterio sulla rule of law nel prossimo bilancio pluriennale. In altre parole, l’erogazione di finanziamenti – come i fondi di sviluppo regionale – agli Stati membri sarebbe condizionata al rispetto dei principi e valori fondamentali dell’Ue. Una proposta cui alcuni Paesi – come Polonia e Ungheria – si oppongono strenuamente.

Democrazia e partecipazione

Il rafforzamento dell’idea di Europa, infine, non può prescindere dalle sue istituzioni. Von der Leyen si è infatti impegnata a garantire il potere d’iniziativa legislativa al Parlamento europeo – una delle condizioni poste dai gruppi parlamentari per sostenerla. Allo stesso tempo, si propone di potenziare il sistema dello Spitzenkandidat, anche se è stata proprio la sua nomina a metterlo in discussione.

Il tempismo è cruciale: la nuova Commissione ambisce a consolidare lo slancio di partecipazione delle ultime elezioni europee, che hanno visto un inaspettato aumento dell’affluenza. L’alleanza tra Commissione e Parlamento europeo, inoltre, può aiutare il nuovo collegio a svincolarsi dagli Stati membri aumentando la propria influenza. Questo è un incentivo non da poco per von der Leyen, che non ha partecipato alle elezioni europee e ha bisogno di consolidare la propria posizione.

Secondo le linee guida di luglio, questa special relationship” risponde all’esigenza di rafforzare e consolidare la democrazia europea, dando un ruolo più attivo ai cittadini.

Tra ambizioni e limiti: la sfida di Ursula von der Leyen

Un programma così ambizioso andrà messo alla prova dei fatti. L’aumento delle competenze e dell’influenza politica è una priorità storica della Commissione; dovrà però scontrarsi con le resistenze degli Stati membri, restii ad accettare una riduzione dei propri poteri.

A livello comunitario, ciò potrebbe creare delle tensioni istituzionali, soprattutto con il Consiglio europeo, la massima espressione politica dei governi nazionali. Qualsiasi riforma di ampio respiro – riguardante, ad esempio, i poteri del Parlamento – dipenderà dal consenso, non scontato, degli Stati membri.

Resta inoltre da sciogliere la questione spinosa del bilancio pluriennale, che determinerà le possibilità pratiche e finanziarie della Commissione per i prossimi sette anni e ne influenzerà, di conseguenza, anche le scelte politiche.

La strategia della nuova Commissione sarà probabilmente basata sulla ricerca del consenso con il Parlamento e gli Stati membri e sul tentativo di instaurare un dialogo con i cittadini. Una strategia che forse non porterà rivoluzioni, ma potrebbe aiutare a farsi strada nell’intricata politica dell’Unione.

Fonti e approfondimenti

Von der Leyen, Ursula. 2019. A Europe that strives for more. My agenda for Europe.

Milicevic, Vera. 2019. Multiannual Financial FrameworkFact Sheets on the European Union.

Bachtler, John; Mendez, Carlos; Wishlade, Fiona. 2019. Reforming the MFF and Cohesion
Policy 2021-27: pragmatic drift or paradigmatic shift? European Policy Research Paper No. 107.

Herszenhorn, David M. Von der Leyen, facing make-or-break vote, makes promises to Parliament. Politico. 15/07/2019.

Sheftalovich, Zoya. Von der Leyen on ‘European way of life’: We can’t let others ‘take away our language’. Politico. 16/09/2019.

Consiglio europeo. 2019. A new strategic agenda. 2019-2024.

Commissione europea. Verso una nuova Commissione (2019-2024)Documenti e approfondimenti.

Foto di copertina: European Union 2019 (European Parliament Multimedia Centre)

Share this post

Rispondi