Praxis: il progetto SOIL nella gestione dei rifiuti organici umani ad Haiti

Copertina a cura di @side_book

Dal 2006 l’iniziativa SOIL (Sustainable organic integrated livelihoods) contribuisce a migliorare le condizioni igienico-sanitarie di numerose zone di Haiti. Il progetto è diventato, a livello internazionale, un punto di riferimento per l’ideazione e lo sviluppo di soluzioni sanitarie ecologiche sicure e abbordabili, gabinetti e container per la raccolta dei rifiuti organici umani in primis. Tuttavia, il miglioramento della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti organici non sono gli unici obiettivi di SOIL: il progetto punta anche a trasformare i rifiuti raccolti in compost per la produzione agricola, favorendo lo sviluppo di un’economia circolare efficace, efficiente, sostenibile nel lungo periodo e rispettosa dell’ambiente. 

Il contesto e la genesi di SOIL

Ad Haiti circa due persone su tre in contesti urbani e tre persone su quattro in zone rurali non hanno accesso a un vero e proprio bagno, né a un servizio di gestione sanitaria adeguato. Nelle zone povere urbane, dove vivono oltre tre milioni di haitiani, la quantità dei bagni, così come la presenza di un sistema di smaltimento dei rifiuti, risulta molto limitata. Le città di Haiti raramente hanno un sistema fognario sviluppato e capillare, né tantomeno acqua corrente da utilizzare per i bagni. Si stima che, nel complesso, il 90% dei residui organici non viene trattato adeguatamente. 

Ne consegue che le acque vengono contaminate dai residui organici umani non trattati correttamente, favorendo la diffusione di malattie trasmesse attraverso l’acqua, come diarrea o colera. La diarrea rappresenta una delle principali cause di morte per i bambini sotto ai cinque anni e, dal 2010, si sono registrate, probabilmente sottostimate, più di diecimila morti a causa del colera. 

Inoltre, a causa delle fonti d’acqua contaminate, i terreni coltivabili si degradano e diventano meno fertili per l’agricoltura, provocando minori raccolti e causando maggiore insicurezza alimentare e malnutrizione. 

Da qui nasce l’ideazione di SOIL, i cui diretti beneficiari sono i cittadini delle zone urbane e periurbane della capitale Port-au-Prince e della città di Cap-Haïtien che non hanno accesso ad adeguati sistemi sanitari, igienici e di smaltimento dei residui. I beneficiari secondari di questa iniziativa sono, infine, gli agricoltori delle zone rurali del Paese. Grazie al progetto, questi hanno la possibilità di impiegare il compost raccolto per le proprie coltivazioni, che viene utilizzato sia per l’agricoltura, sia per la riforestazione di alcune aree di Haiti. 

Come funziona il progetto

L’iniziativa viene finanziata per lo più da privati, attraverso donazioni e campagne di fundraising. Tuttavia, negli ultimi anni, circa un quinto dei proventi deriva da contributi governativi e da organizzazioni internazionali. 

SOIL si occupa di implementare una serie di progetti e iniziative sia per andare in soccorso a situazioni emergenziali, sia con una strategia e una visione a lungo termine per permettere che le condizioni sanitarie e socio-economiche del Paese migliorino complessivamente. 

L’obiettivo primario di SOIL è quello di promuovere l’utilizzo di servizi igienici ecologici grazie ai quali gli scarti organici umani, potenzialmente infiniti nel lungo termine, vengono trasformati in compost riutilizzabile, anziché contaminare le acque e i terreni, soprattutto delle zone periferiche delle città e delle aree rurali. 

A livello pratico, i servizi igienici ecologici si traducono nell’utilizzo degli EkoLakay, container rimovibili e trasportabili che raccolgono gli scarti organici dai bagni. Ogni famiglia che aderisce al progetto SOIL ha diritto ad avere in casa uno dei gabinetti e container EkoLokay, per il quale è prevista una raccolta settimanale degli scarti da parte degli addetti ai lavori di SOIL. Gli scarti verranno poi trasformati in compost trasportati ai contadini per un riutilizzo nell’agricoltura. Alle famiglie viene richiesto di pagare un piccolo contributo mensile per la copertura, anche se solo parziale, dei costi. 

L’implementazione del progetto segue tre principi e pilastri principali. L’obiettivo primario è quello della trasformazione dei residui organici. La totalità degli scarti raccolti viene controllata, trattata e trasformata in compost completamente riutilizzabile. Il processo di creazione del compost segue gli standard e le linee guida indicate dalla World Health Organisation per il trattamento sicuro degli scarti organici. 

Il secondo pilastro è la crescita agricola e il miglioramento della sicurezza alimentare. Portando il compost trattato dai contadini, questi lo possono utilizzare per ripristinare la fertilità dei campi e, di conseguenza, per aumentare la produzione agricola. Parallelamente, parte del compost viene utilizzato per le iniziative di riforestazione, utili anche per rafforzare la resilienza del suolo ai cambiamenti climatici e per prevenire inondazioni e frane. 

Infine, SOIL intende migliorare la conoscenza e la consapevolezza delle problematiche legate alla scarsità di igiene e alle condizioni sanitarie precarie, attraverso seminari e workshop direttamente nelle comunità. 

L’impatto dell’iniziativa

L’utilizzo dei residui organici umani, raccolti e trattati adeguatamente, permette quindi di utilizzare uno scarto come una risorsa naturale, generando a cascata una serie di effetti positivi, non solo strettamente legati all’igiene. Infatti, SOIL contribuisce non solo a migliorare le condizioni igienico-sanitarie dovute a una raccolta dei residui organici umani più efficiente, ma anche a mitigare l’insicurezza alimentare, a creare nuovi posti di lavoro e a costruire, in generale, un ambiente più sicuro e resiliente nel lungo periodo. Da un sondaggio di gradimento delle attività di SOIL è emerso che tra l’89% e il 99% delle persone beneficiarie, in base all’area di implementazione dell’iniziativa, ha dichiarato che le proprie famiglie vivono in condizioni di salute migliori da quando utilizzano i container EkoLokay. Tra il 97% e il 99%, inoltre, ha dichiarato che la propria qualità della vita è migliorata in termini di sicurezza, grazie alla possibilità di avere un bagno dentro casa e non più bagni condivisi fuori dalla propria abitazione.  

SOIL raccoglie mediamente cinquecento tonnellate di rifiuti organici umani all’anno, tutti trasformati in compost. Ogni anno, più di seimila persone vengono coinvolte nell’iniziativa e circa mille vengono incluse nei programmi di educazione. Inoltre, grazie a SOIL sono stati creati numerosi posti di lavoro, il 90% dei quali viene occupato da personale haitiano, per più della metà da donne. 

Replicabilità di SOIL

L’iniziativa è certamente replicabile nelle aree del mondo con condizioni igienico-sanitarie simili a quelle di Haiti. Grazie soprattutto all’immediatezza della reperibilità dei container utilizzati per raccogliere i rifiuti, oltre al basso costo di trasporto e produzione, i container removibili EkoLokay possono essere utilizzati per garantire dei sistemi igienici efficaci senza dover aspettare la costruzione di sistemi fognari veri e propri. Finora SOIL ha fornito consulenza e aiuto ad alcune realtà appartenenti soprattutto al continente africano, in particolare in Kenya, Madagascar, Sierra Leone e Benin. 

 

 

Fonti e approfondimenti

SOIL. 2017. Customer Satisfaction with the EkoLakay Household Toilet Service Northern Haiti and Port-au-Prince 2017.

SOIL. 2020. SOIL’s 2020 annual report.

UNICEF. 2016. Rapporto sull’azione umanitaria dell’UNICEF per l’emergenza uragano Matthew ad Haiti.

Oursoil.org.

Metropolis, SOIL Haiti.

 

 

Editing a cura di Niki Figus

Copertina di Simone d’Ercole

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Lo Spiegone è una testata registrata presso il Tribunale di Roma, 38 del 24 marzo 2020
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