Elisabetta Belloni: La donna dei primati 

Belloni
Unknown photographer - Wikimedia - CC

Romana, classe 1958, Elisabetta Belloni è la prima donna a ricoprire la carica di direttrice del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (DIS). Belloni sostituisce il prefetto Gennaro Vecchione, nominato dal precedente governo Conte e chiamato a finire il suo mandato in anticipo. 

La nuova direttrice del DIS è stata spesso definita “donna dei primati” in quanto, durante i suoi studi e la sua carriera diplomatica, si è trovata a vestire il ruolo di pioniera, assumendo incarichi che fino a quel momento erano stati ricoperti solo da uomini. Già da ragazza, insieme a un’altra studentessa, fu la prima a essere ammessa all’Istituto Massimiliano Massimo dei Gesuiti, liceo che fino a quel momento era esclusivamente maschile. Nel 2004 viene nominata prima donna a capo dell’unità di crisi della Farnesina, ruolo che la vede protagonista nella gestione di numerose situazioni delicate, tra cui il maremoto che travolse il sudest asiatico nel dicembre 2004 e il rapimento a opera dei talebani del giornalista Daniele Mastrogiacomo, avvenuto nel 2007 in Afghanistan.

Dal maggio 2016 diventa la prima donna ad assumere l’incarico di segretaria generale della Farnesina, ruolo che le permetterà di ottenere notorietà e visibilità. Il suo nome comparirà più volte nella lista dei candidati al ruolo di ministro degli Esteri e nel 2018 anche tra i possibili aspiranti a ricoprire la prestigiosa carica di presidente del Consiglio.  

La nomina alla direzione del DIS

Il 12 maggio 2021, Elisabetta Belloni è stata nominata, dal presidente del Consiglio Mario Draghi alla direzione del DIS. Questo organo svolge un ruolo di primaria importanza nel sistema di intelligence nazionale in quanto si occupa del coordinamento della programmazione e delle attività operative dell’Agenzia informazioni e sicurezza esterna (AISE) e dell’Agenzia informazioni sicurezza interna (AISI), le quali dipendono direttamente dal presidente del Consiglio. Il DIS è stato istituito nel 2007 con la legge n. 124, la quale ha apportato numerosi cambiamenti volti a garantire la sicurezza della Repubblica.

Il DIS, insieme ad AISI, AISE e al COPASIR, si occupa di raccogliere informazioni di primaria importanza relative alle politiche, alle strutture e all’organizzazione del sistema Paese. In un contesto in continuo cambiamento, in cui emergono ogni giorno nuove sfide, vengono identificate sei diverse categorie di fonte informativa: Osint (Open Source Intelligence), il quale raccoglie le informazioni provenienti da fonti aperte; Imint (Imagery Intelligence), che raggruppa fotografie aeree o satellitari; Humint (Human Intelligence), che si avvale di contatti interpersonali; Sigint (Signals Intelligence), per la raccolta di intercettazioni e analisi di segnali, sia tra persone sia tra macchine; Techint, per gli equipaggiamenti militari e infine Masint (Measurement and Signature Intelligence), il quale raggruppa le attività di raccolta delle informazioni non identificabili nelle precedenti categorie.

Inoltre, in base al loro livello di segretezza, possono essere classificate in quattro tipologie: segretissime (SS), segrete (S), riservatissime (R) e riservate (R). Tali etichette vengono attribuite in relazione al danno che la loro illecita diffusione causerebbe allo Stato. Queste informazioni ricoprono una grande rilevanza nella protezione dell’interesse delle istituzioni, dei singoli cittadini e delle imprese e, una volta raccolte, vengono custodite o diffuse ai soggetti interessati, i quali possono essere sia pubblici che privati.  

La direzione del DIS dura quattro anni ed è rinnovabile, attraverso successivi provvedimenti, per un massimo di altri quattro. Nel caso di Vecchione però, nonostante sia stato confermato da Conte per ricoprire la carica per altri due anni, il suo mandato si è concluso sei mesi in anticipo, lasciando spazio a Elisabetta Belloni. La nomina del direttore del DIS spetta direttamente al presidente del Consiglio dei ministri, il quale si avvale della consulta del Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica (CISR). Quest’ultimo organo svolge non solo un importante ruolo di consulenza, ma anche di proposta e deliberazione in relazione alla politica dell’informazione per la sicurezza.

Come potrebbe influire la sua direzione nell’operato dei servizi?

Già dalla breve analisi della sua formazione e del suo percorso professionale, è evidente che Elisabetta Belloni porta al DIS una considerevole esperienza nell’ambito delle relazioni internazionali, in particolare con la diplomazia libica. Nel novembre 2018, ad esempio, si è vista in prima linea nell’organizzazione della Conferenza sulla Libia, tenutasi a Palermo. Questo evento aveva l’obiettivo di discutere un piano di pace per cercare di portare stabilità in Nord Africa. 

In particolare, l’esperienza di Elisabetta Belloni nelle ambasciate italiane le ha permesso di instaurare una importante rete di conoscenze sia a livello personale che a livello istituzionale, le quali giocheranno un ruolo di primaria importanza in un contesto critico e in continuo cambiamento come quello libico. La scelta di Draghi di nominare Elisabetta Belloni a capo del DIS nasce quindi dall’esigenza di cambiare linea in ambito di sicurezza, ponendo una guida preparata, che conosce i dossier ed è pertanto in grado di gestire situazioni critiche nell’ambito della politica estera. In particolare, le prime sfide che la nuova direttrice del DIS dovrà affrontare sono due: riordinare internamente i servizi segreti e occuparsi dello scottante tema della cyber security.

Il primo obiettivo di Belloni sarà quello di porre fine agli scontri interni agli organi dei servizi segreti italiani, come ha scritto La Stampa è fondamentale riportare l’ordine all’interno di un sistema in cui la guerra per cordate non è mai risultata in nulla di positivo. Ciò comporta l’allontanamento dal DIS di alcuni membri legati al precedente assetto, tra questi spicca il nome di Marco Mancini, dirigente del DIS, il quale andrà in pensione a luglio su invito dei suoi superiori. Mancini è stato infatti coinvolto in due procedimenti giudiziari molto dibattuti: il caso Abu Omar e quello Telecom-Sismi. Il primo episodio, avvenuto nel 2003, riguarda il rapimento e il trasferimento in Egitto dell’imam della moschea di Milano. Questo scandalo è stato riportato dalla stampa internazionale come una delle più gravi azioni illegali della Central Intelligence Agecy (CIA) nel contesto della lotta contro il terrorismo. Il secondo caso vede Mancini coinvolto, nel 2006, in una serie di intercettazioni non autorizzate, da cui venne prosciolto definitivamente solo nel 2013 dalla Corte di Cassazione.

La seconda tematica che dovrà essere affrontata è quella relativa alla cyber-security, in quanto l’esposizione delle aziende ai crimini informatici non è mai stata così elevata come in questo momento. Questo argomento era stato motivo di scontro nel precedente governo giallo-rosso, a seguito della forte opposizione di Italia Viva, Pd e Copasir sulla proposta avanzata da Conte di istituire una fondazione sulla cyber sicurezza. Compito di Belloni sarà quello di preparare il Paese a far fronte alle nuove minacce provenienti dalla rete, prime fra tutte fake news e propaganda terroristica telematica. Non è la prima volta che Elisabetta Belloni si occupa del tema della cybersecurity. Nel marzo 2020 ha contribuito al rapporto finale dell’Open Ended Working Group dell’Onu sugli sviluppi nel campo delle tecnologie dell’informazione. La nuova direttrice del DIS si è inoltre occupata della definizione del “toolbox” europeo, riguardante gli attacchi cibernetici, e della direzione degli altri Stati membri dell’UE per l’imposizione delle sanzioni UE contro i funzionari del Gru, i Servizi segreti russi, che hanno sferrato un attacco cyber al Bundestag.

A seguito della sua esperienza diplomatica e della sua diretta conoscenza di dossier caldi, come quello libico, il cambio al vertice dei servizi segreti fa sperare, da un lato, a un rinnovamento interno agli organi di intelligence, e dall’altro, a un cambiamento nel modo di mediare in ambito internazionale.

 

Fonti e approfondimenti

Biles, E. (12 novembre 2018). Libya rivals arrive for Italy summit after December election shelved. Reuters. Retrieved from: https://www.reuters.com/article/us-libya-security-conference/italy-hosts-libya-conference-to-push-new-u-n-peace-plan-idUSKCN1NH01O.

De Gennaro G. GNOSIS, Rivista italiana di intelligence. Retrieved from: Cultura della sicurezza e attuazione della Riforma – GNOSIS – Rivista italiana di intelligence (aisi.gov.it).

Ferruccio, M. (15 maggio 2021). Libia diplomacy, cosa cambia con Belloni al Dis. Formiche. Retrieved from: Libia diplomacy, cosa cambia con Belloni al Dis – Formiche.net.

Musacchio, F. (13 maggio 2021). Belloni, la Libia, e l’affarista con la pancia piena. Tag43. La nomina di Belloni al Dis e le sfide di Draghi in Libia – Tag43.

Noli, E. (20 maggio 2021). Elisabetta Belloni, prima donna a capo dei servizi segreti italiani. SH Magazine. Retrieved from: Elisabetta Belloni, prima donna a capo dei servizi segreti italiani – S&H Magazine (shmag.it).

Vivaldelli, R. (16 maggio 2021). La Belloni ora cambia tutto: ecco i nuovi servizi segreti. Il Giornale.it. Retrieved from: Così Elisabetta Belloni cambia i servizi segreti italiani – ilGiornale.it.

 

Editing a cura di Francesco Bertoldi

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