Praxis: Amani Institute e le carriere a impatto sociale

Copertina a cura di @side_book

Instaurare un nuovo modello di istruzione superiore, capace di formare ragazzi e ragazze provenienti da tutto il mondo, per accelerare la creazione e lo sviluppo di carriere a impatto sociale è l’obiettivo di Amani Institute. L’impatto del lavoro, ossia il valore che il proprio operato può avere nei confronti della società o dell’ambiente, sta guadagnando sempre più attenzione, anche nel settore privato e non solo nelle ONG o nelle organizzazioni della società civile, soprattutto tra i giovani. 

Con il libro The New Reason to Work – How to Build a Career That Will Change the World, i due fondatori di Amani Institute, Roshan Paul e Ilaina Rabbat, approfondiscono il tema delle carriere a impatto, con l’obiettivo di svelare quali possono essere i passi da seguire e le caratteristiche di questo tipo di professioni. A questo proposito, gli autori citano quelle che loro identificano come le “sei chiavi” per creare una carriera a impatto sociale: progettare la propria istruzione, allineare chi si è con cosa si intende fare, diventare un innovatore sociale, tessere una rete di relazioni, possedere una propria storia e, infine, realizzare che una carriera a impatto «è come una maratona», cioè ha bisogno di tempo per vedere i risultati del proprio operato.

Amani Institute: l’innovazione nei modelli di istruzione superiore

Nato nel 2012 dal pensiero di Roshan Paul e Ilaina Rabbat, Amani Institute si pone l’obiettivo di staccarsi dalla tradizionale istruzione universitaria, che prevede un approccio molto teorico e poco pratico, e cerca di instaurare una forma di istruzione professionale innovativa per la creazione di carriere a impatto sociale.

Per differenziarsi dai tradizionali modelli di istruzione superiore, che vedono le loro sedi e modelli principali nei Paesi occidentali ad alto reddito, i due fondatori decisero di puntare sui mercati emergenti, dove il potenziale di cambiamento sociale era maggiore. Per questo motivo scelsero Nairobi, in Kenya, come prima sede dell’Istituto. La sede in Africa venne seguita da altre due sedi nei mercati emergenti di San Paolo e Bangalore, rispettivamente in Brasile e in India. Amani Institute sin dalla sua fondazione ha già coinvolto circa diecimila persone in settanta Paesi diversi, attraverso programmi di formazione per individui e organizzazioni profit e non-profit, corsi, conferenze ed eventi.

Nel corso dei suoi dieci anni di attività, Amani Institute è oggi diventato un punto di riferimento nello sviluppo di carriere innovative a impatto sociale, capace di definire il futuro delle professioni sia in contesti emergenti come quelli dell’Africa, dell’Asia o del Sud America sia nelle moderne organizzazioni del Nord del mondo.  

La carriera a impatto sociale: il futuro delle professioni

Secondo Amani Institute e i suoi fondatori, la concezione stessa di lavoro si muove in una nuova direzione. Infatti, sta man mano venendo meno una concezione di professione legata solamente alla quantità di ore lavorate, al salario o alla volontà di fare carriera, che sia per status o per reddito. C’è una nuova variabile da prendere in considerazione: l’impatto. Come viene scritto nel libro The New Reason to Work, «l’impatto è il valore che il tuo lavoro crea nel mondo al di là dei benefici immediati su di te o sui datori di lavoro. È quello che ti lasci alle spalle una volta che te ne sei andato. […] Noi crediamo che il futuro del lavoro sia quello in cui la descrizione dell’impiego non include solamente il titolo, le responsabilità e il salario, ma anche delle argomentazioni convincenti sull’impatto che il tuo lavoro andrà a creare

Le carriere a impatto sono quindi quelle che prevedono un utilizzo del proprio tempo e delle proprie risorse con l’obiettivo primario di dare un contributo a migliorare le condizioni degli altri o del pianeta. L’impatto sociale non rimane quindi solo un effetto collaterale del proprio lavoro, ma anzi ne diventa l’obiettivo principale.

Il ruolo del settore privato nella creazione di carriere a impatto sociale

La creazione di corsi professionali per avvicinarsi alle carriere a impatto sociale, come quelli organizzati da Amani Institute, si affianca alla diffusione di questo tipo di carriere sia nel settore privato che nel settore pubblico.

Se inizialmente il settore privato poteva essere considerato parte della causa dei problemi legati all’ambiente o all’etica del lavoro, negli ultimi decenni sempre più aziende e compagnie private hanno cercato di affrontare il problema. Come ci ha raccontato l’autore del libro e il fondatore di Amani Institute Roshan Paul, «cercare di portare un impatto positivo nel mondo poteva essere visto in prima battuta come sorta di redenzione all’impatto negativo del loro lavoro nel corso degli anni, ma viene ora inteso come un vero e proprio obiettivo aziendale». Così,  all’inizio, ha trovato fortuna quella che viene identificata come corporate social responsibility, la responsabilità sociale d’impresa. Seguendo questo principio, il settore privato devolve parte dei suoi profitti per ricercare un impatto positivo nel mondo, che sia attraverso donazioni dirette a organizzazioni che si occupano di impatto sociale o ambientale o che sia attraverso la creazione di vere e proprie Fondazioni aziendali, entità separate ma allo stesso tempo legate alle aziende, che possono usare i loro fondi per implementare progetti a impatto a contributo della società.

Ma oggi assistiamo a un passo ulteriore. Se le aziende che esistono da diversi anni hanno dovuto adattarsi ai cambiamenti del mondo, come sostiene Roshan Paul «le nuove compagnie private, specialmente quelle fondate dalle nuove generazioni, nascono direttamente con l’obiettivo di sviluppare una responsabilità sociale d’impresa. Questo avviene anche grazie agli investitori che decidono di investire soprattutto in aziende che includono la responsabilità sociale nei propri valori e obiettivi, non curandosi solo del profitto dell’azienda.»

A seguito di questi sviluppi, negli ultimi anni sono nati anche nuovi posti di lavoro a impatto sociale nelle aziende: ruoli che coinvolgono la gestione della sostenibilità ambientale, dell’inclusione, delle diversità e, più in generale, dell’impatto.  

Il ruolo delle istituzioni

«Il lavoro delle ONG e delle organizzazioni della società civile è di riempire il vuoto lasciato dalle istituzioni», ci ha detto Roshan Paul. Infatti, laddove le istituzioni non vedono o non riescono a risolvere problemi ambientali, sociali o economici, sono queste organizzazioni ad avere un ruolo importante e capillare sul territorio, per la capacità di ascolto delle comunità locali e l’orizzonte di lungo termine con cui operano. Ad accompagnarle, specie negli ultimi anni, sono arrivate anche le aziende private che hanno assunto oggi dei ruoli importanti nella società e considerano non solo gli azionisti (shareholders) ma tutti i portatori di interesse (stakeholders) come risorse fondamentali di cui prendersi cura anche per lo sviluppo del proprio business.

Le istituzioni, in questo contesto, possono scegliere se adottare le buone pratiche implementate in precedenza dalle organizzazioni della società civile e dal settore privato. Questa adozione si può tradurre in due modi, che possono essere complementari: da un lato, le istituzioni stesse possono iniziare a comportarsi come le aziende private, prevedendo al loro interno ruoli specifici per creare un impatto positivo e, dall’altro lato, possono scegliere di diffondere le buone pratiche attraverso legislazioni e policy che favoriscono impatti positivi sulla società, l’ambiente o l’economia.

Il futuro delle carriere a impatto

Il Covid-19 in molti casi ha creato dei limiti nella diffusione delle carriere a impatto sociale. L’impossibilità di viaggiare, di spostarsi, di fare networking e di entrare in contatto con le realtà locali ha rallentato la possibilità, soprattutto per i giovani, di sviluppare le loro aspirazioni di carriera. «D’altro canto, però, la pandemia ha stimolato una maggiore riflessione nei confronti di questo settore e ha creato nuove opportunità, soprattutto grazie alla tecnologia, dando la possibilità di utilizzare programmi di apprendimento virtuali o ibridi che possono raggiungere un più ampio numero di persone, come è accaduto con lo stesso corso in Social Innovation Management di Amani Institute» ci ha raccontato Paul, parlandoci dei due anni appena trascorsi.

Infine, la diffusione delle carriere a impatto sociale non è casuale ma va di pari passo anche con l’avvento sul mercato del lavoro delle nuove generazioni. Infatti, la sensibilità verso alcune tematiche proprie delle generazioni nate a partire dagli anni Ottanta, i cosiddetti Millennials e, poi, la Generazione Z, fa sì che la ricerca di carriere professionali che possano portare un impatto positivo per la società e per l’ambiente cresca esponenzialmente. I ragazzi e le ragazze appartenenti a queste generazioni, sensibili a temi come l’ambiente, l’inclusione o il divario di genere, per citarne alcuni, si aspettano che il proprio lavoro possa avere un impatto positivo, e stanno spingendo la creazione di ruoli professionali in cui l’impatto è centrale. E, di conseguenza, cresce la domanda di formazione e istruzione per accedere a queste carriere.

 

 

Fonti e approfondimenti

R. Paul e I. Rabbat, The New Reason to Work – How to Build a Career That Will Change the World, 2021.

Amani Institute

 

Editing a cura di Elena Noventa

Copertina a cura di Simone D’Ercole

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